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Semiotica del testo = scienza/dottrina dei segni

Segno: semeion (greco) = la semiotica infatti viene considerata la scienza dei segni verbali e non. “Teoria e filosofia dei linguaggi”, appartiene al gruppo di in particolare in Italia Umberto Eco si è molto occupato della diffusione della semiotica.

Textus (latino): tessuto, trama, che non ha forma e che non chiude mai il discorso.

I due padri fondatori della disciplina

I due padri fondatori della disciplina sono Saussure e Pierce, si pronuncia Sossiur e Peers.

Saussure, opera in Europa; è ginevrino, della Svizzera, inizialmente si sofferma sul segno verbale e parliamo a tal proposito di semiotica di orientamento linguistico o da lui definita semiologia. La sua è una configurazione del “significato-significante”, segno bifacciale, in cui il rapporto è di tipo chiuso:

  • Langue: lingua materiale trascritta, significato;
  • Parole: aspetto fonatorio, cioè il modo in cui il termine viene pronunciato, significante.

Queste due facce del segno danno appunto l’idea di un segno chiuso, economico, il significato che rimanda al significante, il segno che rimanda all’oggetto.

Per Pierce, anche matematico e filosofo, il discorso è differente, configurazione “significato-significante” del segno aperto, architettonica aperta. Il rapporto non è diretto ma mediato tramite un interpretante, che è un segno che non chiude il discorso ma che interpreta il segno, che a sua volta ha avuto bisogno di un altro interpretante, e così via infinitamente… = semiosi illimitata / gioco del fantasticare.

Semioetica e responsabilità

La semiotica si occupa di tutto, infatti esistono: la biosemiotica, la semiotica globale, la semioetica.

La semioetica = l’essere umano è un animale semiotico che, a differenza degli animali, è capace di riflettere sui segni. Per la semioetica l’essere umano è l’unico responsabile dei suoi segni e di quelli degli altri.

Quindi la semiotica è una presa di coscienza / di responsabilità e, anche se sembra una disciplina moderna e attuale, in realtà ha delle radici antiche: sintomatologia clinica.

Categorie della semiotica

La semiotica si articola in 2 categorie:

  • Semiotica della comunicazione: si occupa di testi semplici, consumabili nella quotidianità, il cui scopo è quello di trasmettere un solo determinato messaggio, es. fax, email.
  • Semiotica dell’interpretazione: si occupa di testi complessi che coincidono con quelli artistici, di tipo letterario, poetico, pittorico.

Bachtin, Saussure e i circoli linguistici

Bachtin si sofferma particolarmente sulla letteratura. Secondo lui, è attraverso le letterature che è possibile comprendere le lingue, perché esse mettono in scena tutti i linguaggi possibili.

1913 = pubblicato “Il corso di linguistica generale” di Saussure ma scritto dai suoi allievi Bally e Sechehaye, che poi arriverà in Russia, dove fu tradotto nel 1933.

Circolo di Bachtin: Bachtin creò un circolo non ufficiale, perché non erano ben visti, in quanto circolavano idee diverse dall’ideologia dominante, in cui ci si occupava di testi artistici.

Già nel 1929 in Russia si parlava di Saussure in Russia perché c’era un suo allievo, un linguista, che faceva parte del circolo linguistico di Jakobson, si pronuncia Iacobson, e che faceva il pendolare da Ginevra a Mosca e spifferava informazioni a tutti gli amici linguisti.

Jakobson, a differenza di Bachtin, si è occupato maggiormente di poesia. È un autore sui generis, molto particolare, giovanissimo si interessa al segno linguistico, fa collezione di proverbi, a 19 anni mette in piedi circoli linguistici.

Mette in piedi diversi circoli:

  • 1- Russia;
  • 2- San Pietroburgo;
  • 3- Praga, quando abbandonò la Russia: era di origine ebraica e ad un certo punto della storia ci sono state delle questioni razziali che hanno dato l’avvio all’abbandono degli intellettuali, per spostarsi verso gli Stati Uniti.

Un altro allievo di Jakobson negli Stati Uniti è stato Lévi-Strauss, si pronuncia Levistròs, anche lui di origine ebraica. Lévi-Strauss si troverà ad abbandonare la Francia per andare negli Stati Uniti dove si incontrerà con Jakobson… i due scriveranno anche un testo su aspetti di antropologia.

Formalisti e critica di Bachtin

In Russia, questi circoli linguistici di Jakobson si occupavano della forma. Rispetto all’idea iniziale di significato e significante, possiamo dire che questi linguisti russi portavano avanti una semiotica del significante, non di cosa dice il testo, ma di come lo dice. Tant’è che i nemici li etichettavano anche formalisti, nonostante essi non si siano mai ritenuti tali.

Il circolo di Bachtin critica i formalisti: Boris Ejchenbaum, si pronuncia Eichenbaum, scrive “Il metodo formale”.

Così, Nikolaj I. Nikolaev scrive: “La critica non ufficiale al «metodo formale»” perché c’era la tendenza di individuare una forma d’arte che andava bene per tutte le forme d’arte.

Questo per Bachtin è inaccettabile, Bachtin = architettonica estetica aperta.

Icone e raffigurazioni: testo di Bachtin, Malevic e Chagall, in cui i concetti bachtiniani possono essere ritrovati nella pittura di Chagall.

Exotopia, visione e scrittura

Bachtin, nella sua architettonica, introduce delle parole inedite.

[Esempio] Exotopia =

  • Ex: fuori;
  • Topos: luogo/spazio;
  • = Fuoriluogo/distanziamento, prendere le distanze per vedere meglio, ognuno vede in maniera diversa.

In termini filosofici, ciascuno di noi diventa insostituibile per una questione di visione.

  • Sguardo = ciò che restituisce all’occhio la realtà così com’è, non aggiunge niente.
  • Visione = va al di là di quello che vede, è una visione senza occhi.

“Memorie di un cieco (ritratti e altre rovine)” di Jacques Derrida: testo nel quale egli ci descrive la questione del concetto di scrittura.

Scrittura = in termini semiotici, non è la registrazione dell’oralità, quella è la trascrizione.

Scrittura = sinonimo di linguaggio.

Linguaggio = capacità specifica dell’animale umano, che consiste nel sistema di modellazione primario, cioè la possibilità di smontare un certo mondo, decostruirlo e rimontarlo diversamente, anche utilizzando gli stessi oggetti.

Che cosa differenzia l’essere umano dagli altri animali?

Che cosa differenzia l’essere umano dagli altri animali?

[Perché l’uomo parla = risposta banale e denigratoria]

In realtà esistono tanti tipi di linguaggio, anche quello gestuale.

Nella storia dell’uomo, le lingue sono state introdotte successivamente.

Si può parlare di linguaggio già a partire dall’homo habilis quando conquista l’abilità manuale, così come anche la pittura parietale è già scrittura/linguaggio.

Exactamento: rispetto a quello che ho in testa, lo devo esternare. Quindi dal punto di vista fonatorio, la difficoltà di pronunciare vocali/consonanti. Conquista dei vari alfabeti nelle varie lingue.

  • Sistema di modellazione primario = conquista dei vari alfabeti delle varie lingue.
  • Sistema di modellazione secondario = vi sono le lingue che arrivano ad un certo punto della storia.
  • Sistema di modellazione terziario = riguarda la cultura.

Sebeok, biosemiotica e processi semici

Questo discorso dei sistemi di modellazione viene posto così da Thomas Sebeok, si pronuncia Sibioc, che fa parte della scuola di Pierce, perché allievo di Morris, che era allievo di Pierce.

La particolarità di Sebeok è il fatto che lui era di formazione un biologo.

Biologia + semiotica = biosemiotica.

Sebeok ci dice che, a livello planetario, tutto è comunicazione, dai più piccoli organismi a quelli più grandi.

Dove c’è vita, c’è semiosi, c’è comunicazione.

  • Semiotica = disciplina che studia i processi semici.
  • Semiosi = i processi semici.

Fitosemiotica = studio dello scambio semico tra le piante, produrre dei segni per parlare dei segni.

Microsemiotica = semiotica dei funghi.

Antroposemiotica = semiotica dell’essere umano.

Zoosemiotica = semiotica che riguarda gli animali.

Cyber-semiotica = semiotica che riguarda i processi semici tra le macchine.

Dove c’è semiosi c’è scambio semico, dove c’è scambio semico c’è vita.

Dalla comunicazione all’interpretazione

[Ritornando ai testi semplici e complessi]

Bachtin si focalizzerà sui testi secondari/complessi identificandoli nei generi artistici.

Passiamo quindi da semiotica della comunicazione >>>>> a semiotica dell’interpretazione che è quella diffusa in Italia da Umberto Eco, il quale si rifà soprattutto a Pierce.

Uno dei primi testi di Umberto Eco degli anni ’60, si intitola “Opera aperta” e già dal titolo alludiamo alla semiosi illimitata / gioco del fantasticare.

I testi secondari sono qui affrontati in termini di testo pittorico/artistico/teatrale/fotografico/musicale/letterario.

Riguardo a quest’idea di opera d’arte, Bachtin propone una posizione dialogica tra arte e vita.

Alcuni formalisti ponevano la questione come se il linguaggio poetico, astratto, e il linguaggio quotidiano fossero su due binari paralleli.

In realtà, per Bachtin queste due sfere non sono separate ma reciprocamente coinvolte / legate da questioni di colpa e responsabilità: ciò che si impara nell’arte bisogna trasportarlo nella vita quotidiana.

Romanzo polifonico e relazione autore-eroe

Bachtin definisce “romanzo polifonico” il romanzo di Dostoevskij, si pronuncia Dastaieski: romanzo a più voci, dove non è possibile distinguere la voce dell’autore da quello dell’eroe, il quale può essere:

  • Animato, qualcuno;
  • Inanimato, qualcosa;
  • Un colore, ecc.

Relazione autore – eroe/personaggio:

  • Discorso diretto = parla direttamente il personaggio/l’eroe, modalità rappresentativa assoggettante.
  • Discorso indiretto = parla l’autore che si impone sull’eroe, modalità rappresentativa assoggettante.
  • Discorso indiretto libero = usata molto da Dostoevskij, in cui è impossibile distinguere la voce dell’eroe da quella dell’autore.

[I personaggi di Dostoevskij sono indefinibili per natura, cambiano, sono contraddittori, sono irrappresentabili, sono dei condomini di idee, sono personaggi che non si fanno prendere, sono imprevedibili, sono fatti di relazioni].

Exotopia interna

Exotopia interna:

  • 1- Autore uomo, primario;
  • 2- Autore creatore, secondario.

1 – l’autore uomo per Bachtin è un autore dal punto di vista civile che deve rispondere a delle responsabilità di ruolo, responsabilità che si può delegare.

2 – l’autore creatore per Bachtin ha una responsabilità senz’alibi, che ritroviamo anche nei rapporti privati con l’altro, che: per il giornalista consiste nel riportare i fatti, attività sostituibile; per lo scrittore è un’attività non delegabile.

Testo, lettura e riscrittura

Testo = da un punto di vista etimologico e archeologico, textus è latino e significa “tessuto” e dà già l’idea di che cos’è un testo: trama, tela, rete.

Il testo è un corpo scritto.

Rispetto all’idea generale del testo, qui si cerca di estendere il discorso testuale sostenendo che non esiste fuori-testo, siamo sempre all’interno di una testualità, secondo Derrida.

Che forma ha il testo? Dal punto di vista semiotico, il testo non ha forma definitiva e definitoria. Il testo prende forme diverse anche in base al lettore.

Pasolini diceva: “la poesia è inconsumabile”.

In questa incompibilità/inconsumabilità del testo, gioca un ruolo importante la lettura, che è indissociabile dall’attività di scrittura.

Su questa stessa onda di pensiero, Umberto Eco scriverà “Lector in fabula”, “lettore nella storia”: il lettore quindi ha un ruolo importante nel testo, non ha soltanto un ruolo passivo.

È come se il lettore compisse una riscrittura del testo.

Ci sono dei suggerimenti su come leggere un testo, e delle somiglianze / differenza tra Barthes e Bachtin.

Roland Barthes: un libro bisogna leggerlo con la testa alzata dal testo perché si è talmente coinvolti rispetto a quello che si sta leggendo, che si mette in relazione quel testo con altri testi di altri autori. Un altro suggerimento

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MelissaPesare02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica del testo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Ponzio Luciano.
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