Facoltà di biologia e farmacia
Corso: chimica e tecnologia farmaceutiche
Ghiandole annesse all’apparato digerente
Indice
- Fegato
- Struttura del fegato
- Cistifellea
- Funzioni del fegato
- Pancreas
- Cosa succede durante la digestione
Fegato
È la ghiandola extramuraria più grande e anche l’organo umano più grande. È una ghiandola con diverse funzioni metaboliche: detossificazione, emopoiesi nella vita prenatale, microcateresi in condizioni particolari come dopo l’esportazione della milza e tante altre.
È situato nella cavità peritoneale dell’addome, in particolare nella cavità addominale esattamente occupa l’ipocondrio di destra, l’epigastrio e una piccola parte dell’ipocondrio di sinistra.
(Definito come semiovoide ossia un ovoide dalla quale è stata asportata una parte, una metà secondo un piano obliquo dall’alto verso il basso da sinistra a destra, termina inferiormente con una linea diagonale.)
Caratterizzato da una faccia diaframmatica (supero posteriore), una faccia viscerale a ridosso dei visceri (postero inferiore), inoltre poggia sulla parete anteriore della cavità addominale.
La posizione del fegato può variare, l’organo tende a spostarsi assecondando i movimenti del diaframma durante la respirazione.
La faccia anteriore costituisce parte della faccia diaframmatica ed è caratterizzata dalla presenza di due grossi lobi (destro e sinistro). Questi due lobi sono separati da un solco sagittale, nel quale è presente il legamento falciforme che deriva dal peritoneo. Questo avvolge quasi completamente il fegato, considerato per questo un organo interperitoneale.
Il peritoneo forma dei legamenti osservabili nella faccia inferiore. Il legamento falciforme è molto ampio e divide l’organo nel lobo destro e nel lobo sinistro. Questo legamento continua inferiormente con il legamento rotondo che rappresenta un residuo di quella che era la vena ombelicale (nella vita embrionale trasporta il sangue ossigenato al feto). Il legamento falciforme e rotondo che sono in continuità legano il fegato alla parete superiore e anteriore della cavità addominale. Il legamento falciforme è così detto perché ricorda una falce.
Sulla faccia anteriore è possibile osservare anche i legamenti triangolari, destro e sinistro, che continuano posteriormente nel legamento coronario.
- Nella faccia posteriore possiamo vedere sempre i due lobi destro, più ampio, e quello sinistro più piccolo. Questa faccia è detta anche viscerale, è quella postero inferiore. In essa sono presenti ancora dei solchi, il solco sagittale sinistro che separa i due lobi destro e sinistro, il solco sagittale destro è più ampio e forma inferiormente la fossa cistica nel quale viene accolta la cistifellea e superiormente accoglie la vena cava inferiore, risulta quindi essere dilatato il destro rispetto al sinistro. Tra questi due solchi è presente in posizione mediale perpendicolari ad essi il solco trasverso. Questi tre solchi delimitano una figura a forma di H e il solco trasverso rappresenta l’ilo dell’organo nel quale passa il peduncolo epatico ossia l’insieme delle strutture che attraversano l’ilo.
In questa faccia è possibile osservare l’area nuda del fegato, o libera, che rappresenta una regione in cui il fegato non è rivestito dal peritoneo. Sempre in questa faccia si possono osservare le impronte degli organi a contatto col fegato come l’impronta renale molto evidente, o quella colica data dal contatto con la colica destra.
Nel sottosagittale sinistro sono inoltre presenti dei legamenti: nella parte inferiore abbiamo il legamento rotondo, residuo della vena ombelicale embrionale, nella parte superiore è invece presente un altro legamento detto legamento d’Aranzio o venoso, residuo del dotto venoso dell’Aranzio che nell’embrione metteva in collegamento la vena cava inferiore con la vena porta, questi legami non sono altro che dei residui di quelli che nella vita embrionale erano delle strutture funzionali, ossia dei vasi.
La forma del fegato abbiamo detto che è quella di un semiovoide, in realtà può variare: ci possono essere delle variazioni fisiologiche che non comportano patologie, in alcuni casi il lobo sinistro può essere veramente piccolo o addirittura assente. Può essere invece sviluppato, allungato o può sporgere occupando quasi tutto l’ipocondrio di sinistra. Ancora nel lobo destro può aprirsi una lingua che scende inferiormente, ampia quindi a seconda degli individui senza danni o patologie.
Il legamento sottotrasverso abbiamo detto che rappresenta l’ilo del fegato, la porta dell’organo in cui escono ed entrano le diverse strutture: vasi sanguigni come l’arteria epatica, la vena porta (che trasporta il sangue residuo proveniente dal canale alimentare al fegato), le vene epatiche (fuoriescono in un'altra via, si aprono a livello del solco sagittale destro, nella parte alta, sotto l’orifizio della vena cava inferiore, si immettono direttamente nella vena cava inferiore), i due dotti epatici destro e sinistro che trasportano la bile.
I dotti epatici confluiscono a formare il dotto epatico comune. Il dotto epatico comune che va a dividersi nel dotto cistico che proviene dalla cistifellea e nel dotto coledoco, grosso dotto che va a immettersi direttamente nel duodeno, esattamente nella papilla duodenale maggiore, nel tratto discendente del duodeno. Questa papilla è dotata dello sfintere di Oddi che si apre e chiude nel momento in cui è necessario l’ingresso della bile all’interno del duodeno, quando arriva il chimo proveniente dallo stomaco.
Il fegato è caratterizzato da una doppia circolazione, una circolazione nutritizia che è quella garantita dall’arteria epatica, e una circolazione funzionale che invece deriva dalla vena porta. La vena porta raccoglie il sangue dal canale alimentare e lo trasporta al fegato, una volta dentro il fegato si ramifica in arterie più piccole fino ad arrivare ai capillari formando la rete mirabile venosa dentro il fegato, da questi capillari costituiti dalla ramificazione della vena porta si formeranno delle venule che andranno a confluire nelle vene epatiche.
La vena porta prende il sangue dal canale alimentare, esattamente raccoglie tre vene, le due vene mesenteriche, superiore e inferiore. La vena mesenterica superiore drena il sangue proveniente dall’intestino tenue e dai tre quarti dell’intestino crasso, ossia il cieco, la fessura colica destra e una parte del colon trasverso. La vena mesenterica inferiore drena il sangue proveniente da metà della fessura colica destra, dal colo