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Livelli di organizzazione del corpo umano

  • I livello = cellule - studiate dalla citologia.
  • II livello = tessuto - studiati dall’istologia.
  • III livello = organi, insieme di diversi tessuti.
  • IV livello = sistemi o apparati - sistema = insieme di organi di stessa natura embriologica - apparati = insieme di organi di diversa natura embriologica.

Posizione anatomica

Posizione anatomica = corpo in stazione eretta, con il viso che guarda in avanti, piedi ravvicinati, arti superiori che pendono lungo i fianchi e con le mani supine, rivolte verso l’alto.

Possiamo individuare 3 piani fondamentali:

  1. Piano sagittale, piano mediano: verticale diretto da dietro a davanti. È l’unico che divide il corpo in 2 parti uguali e simmetriche.
  2. Piano frontale, o coronale: perpendicolare alla fronte e quindi va da dx a sx.
  3. Piano trasversale: parallelo al pavimento.

Organi

Organi sono costituiti da diversi tessuti e vengono raggruppati per formare dei sistemi o apparati. Possono essere classificati in:

Pieni, es. cervello, pancreas, fegato, milza, tiroide, polmone, ossa.

  • Sono composti da due componenti fondamentali.
  • 1. Parenchima: tessuto predominante di natura epiteliale o linfonoide.
  • 2. Capsula di tessuto connettivo denso che riveste l'organo.
  • 2a. Stroma: funzione di supporto meccanico, e sono presenti i vasi sanguigni linfatici, i nervi, e gli ipotetici dotti escretori dell'organo. Può contenere fibre elastiche e cellule muscolari lisce.

Cavi, es. cuore, stomaco, intestino, organi dell'apparato respiratorio, no polmoni.

  • Sono costituiti da una parete che si dispone a limitare un lume.
  • La parete degli organi cavi è formata da diverse tonache.

Visceri

Visceri, dall’interno verso l’esterno:

  1. Tonaca mucosa a sua volta suddivisa in: epitelio di rivestimento; lamina propria: tessuto connettivo lasso contenente vasi sanguigni e a volte ghiandole; muscolaris mucosae: muscolatura liscia. Ha la funzione di protezione sia meccanica sia immunitaria, di assorbimento e protezione.
  2. Tonaca sottomucosa: costituita da tessuto connettivo lasso contenente importanti vasi sanguigni e linfatici, fibre nervose e ghiandole.
  3. Tonaca muscolare: costituita da 2 strati di tessuto muscolare. Uno interno ad andamento circolare e uno esterno ad andamento longitudinale. Assicura all'organo la motilità.
  4. Tonaca avventizia: avvolge esternamente l'organo. Stabilisce rapporti di fissità con formazioni circostanti.

Cuore e vasi

Cuore e vasi: formati da 3 strati concentrici, dall’interno all’esterno:

  1. Tonaca intima: costituito da uno strato di cellule endoteliali appiattite che delimitano il lume e poggiano su una membrana basale.
  2. Tonaca media: caratterizza strutturalmente e funzionalmente il vaso. È formata da tessuto connettivo elastico e da cellule muscolari lisce, il cui numero è variabile.
  3. Tonaca avventizia.

3a) Tonaca sierosa: sostituisce la tonaca avventizia.

  • Cuore: epicardio.
  • Polmoni: pleura.
  • Visceri situati nell'addome e nelle pelvi: peritoneo.

Alcuni organi cavi mancano delle tonache. Ad esempio:

  • No tonaca sottomucosa: utero, cavità orale e buona parte della faringe.
  • No tonaca muscolare: palato osseo della cavità orale.
  • Tonaca muscolare formata da tessuto muscolare scheletrico: faringe, primo tratto dell'esofago, tratto distale del retto e canale anale.

Apparato cardiovascolare

Funzioni

  • Apporto di ossigeno e materiali nutritivi.
  • Prelievo dei cataboliti: ovvero CO2, ammoniaca, acido urico, urea e altri prodotti di escrezione.
  • Termoregolazione corporea.
  • Omeostasi dei fluidi.
  • Processi immunitari: tramite il trasporto di cellule dotate di attività fagocitoria, di anticorpi e cellule immunocompetenti.

Si distingue in:

Apparato circolatorio linfatico

App. circ. linfatico: costituito da organi linfoidi ed emopoietici, timo, midollo osseo, milza, linfonodi, rigonfiamenti dei vasi linfatici, tonsille, che costituiscono la sede di produzione dei linfociti, cellule responsabili delle risposte immunitarie. L’apparato linfatico svolge una funzione immunologica e di assorbimento dei grassi. Inoltre alcuni tumori come quello al seno si diffondono per mezzo dei canali linfatici.

Questo apparato è costituito da vasi linfatici, i quali si uniscono formando il dotto linfatico destro e il dotto toracico, dalla periferia al cuore.

Linfa = tessuto connettivo a funzione trofica, si trova nello spazio interstiziale, spazio intercellulare. È costituita da linfociti, acqua, sali e colesterolo. Può contenere proteine e lipidi secondo l'organo di provenienza.

Apparato circolatorio sanguifero

App. circ. sanguifero: funzione di fornire a tutti gli organi un apporto di ossigeno e materiali nutritizi prelevando i prodotti di rifiuto. È costituito da vasi e cuore.

Vasi si dividono in:

Arterie

Arterie: sangue circola in direzione centrifuga, dal cuore alla periferia. Contiene O2; però presenta un'eccezione, arteria polmonare = sono 2 e partono dal ventricolo dx, raggiungono i polmoni, penetrando all'ilo polmonare.

  1. Grosse arterie > 7 mm o arterie elastiche perché la tonaca media è ricca di tessuto elastico.
  2. Arterie di medio e piccolo calibro - tra 0,5 e 7 mm - sono arterie muscolari perché hanno una prevalenza di tessuto muscolare.
  3. Arteriole < 0,5 mm.

Vene

Vene: sangue circola in direzione centripeta, dalla periferia al cuore. Contiene CO2; però presenta un'eccezione, vene polmonari = arrivano all’atrio sx.

  1. Venule postcapillari 10-30 um. Hanno una tonaca intima circondata da più strati di periciti. Questo favorisce l’entrata dei fluidi.
  2. Vene di medio e piccolo calibro: tonaca media è formata da 2 soli strati di fibrocellule lisce. Tonaca avventizia ben sviluppata.
  3. Vene di grosso calibro: tonaca avventizia molto spessa con fibre di collagene ed elastiche e fibrocellule lisce.

Capillari

Capillari: si trovano tra le arteriole e le venule; qui avvengono gli scambi gassosi, di O2 e CO2, e metabolici tra sangue e tessuti. I capillari hanno: diametro da 5 a 20 um, singolo strato di cellule endoteliali, appiattite, che poggiano su una membrana basale; all’esterno di essi si trovano i periciti. Esistono 3 tipi di capillari:

  • A. Continui: rivestimento continuo; es. a livello degli alveoli polmonari.
  • B. Fenestrati: presentano dei pori; es. al a livello renale e intestino.
  • C. Sinusoidi o fessurati o discontinui: sono convoluti su di loro; es. per fegato, milza.

Vari tipi di reti capillari

  • Sistema portale arterioso → lo ritroviamo nei reni.
  • Sistema portale venoso → lo ritroviamo nel fegato.
  • Blu = sangue povero di O2.
  • Rosso = sangue ricco di O2.

Cuore

Cuore: organo cavo, impari e struttura prevalentemente muscolare.

Situato nella cavità toracica, più precisamente nel mediastino medio, o antero inferiore; cioè tra i polmoni, e sopra il diaframma.

N.B.: mediastino = zona toracica tra le 2 logge polmonari.

  • È ruotato per 2/3 a sinistra rispetto all’asse sagittale mediano.
  • È contenuto nel pericardio, sacco fibrosieroso.
  • L’asse del cuore è così orientata: da destra verso sinistra, da dietro in avanti e dall’alto verso il basso.

Configurazione esterna

Configurazione esterna: forma di cono leggermente appiattito in senso antero-posteriore con la base rivolta in alto, a destra e all'indietro e l’apice in basso, a sinistra e in avanti.

Faccia sternocostale, cioè frontale anteriore → in rapporto con lo sterno e le coste.

Possiamo individuare:

  • 4 cavità, 2 atri e 2 ventricoli: atrio-atrio e ventricolo-ventricolo non comunicano tra loro; lo fanno soltanto nella vita intrauterina.
  • Solco coronario, o atrioventricolare: separa gli atri, che costituiscono la base del cuore, dai ventricoli.
  • Solco longitudinale anteriore, o solco intraventricolare ant.: nasce dal solco coronario.
  • Separa ventricolo dx e sx.
  • Termina a dx dell’apice del cuore.
  • Apice, o punta del cuore.
  • Parte più bassa della faccia sterno costale.
  • Appartiene al ventricolo sx.

Faccia diaframmatica: poggia sulla componente tendinea del diaframma ovvero il centro frenico.

  • Base: insieme dei 2 atri. È percorsa dal solco interatriale, separa i 2 atri.
  • Solco coronario percorso dal solco longitudinale posteriore, o solco interventricolare post., che separa i due ventricoli.

Le due facce sono separate da:

  • Margine dx, o acuto, segna il passaggio a destra tra la faccia diaframmatica e la faccia sternocostale.
  • Margine sinistro, o ottuso, segna il passaggio a sinistra tra la faccia sterno costale la faccia diaframmatica.

Configurazione interna

Atrio dx.

  • Parete muscolare sottile e liscia, ingrossata a livello dei muscoli pettinati.
  • Auricola di dx, ma c’è anche a sx: si avvicina all'arteria polmonare.
  • Fossa ovale: tessuto cicatriziale che deriva dalla chiusura del forame di Botallo che avviene pochi giorni dopo la nascita. Statisticamente non è sempre chiusa bene.

Forame di Botallo: permette nella vita intrauterina la comunicazione tra i due atri. Questo perché il feto non avendo polmoni funzionanti necessita che il sangue ossigenato, proveniente dalla placenta della madre passa dall'atrio dx a quello sx attraverso questo foro.

  • Riceve la vena cava sup., inf. e seno coronario. Gli sbocchi della vena cava inferiore e del seno coronario sono provvisti di lembi valvolari incompleti, rispettivamente, valvole di Eustachio e di Tebesio.

Ventricolo dx

Ventricolo dx: parete muscolare più spessa dell’atrio dx. A differenza della parete dell’atrio dx, quella del ventricolo presenta le trabecole carnee, sporgenze muscolari. Un particolare tipo di queste sporgenze sono i muscoli papillari, durante la sistole si accorciano.

È formato da due porzioni divise dalla cresta sopraventricolare:

  • Cono venoso: si diparte dalla vena cava fino al ventricolo dx. Il sangue scende dalla base all'apice, parte di afflusso.
  • Cono arterioso: è una sorta di sacco a forma di cono che si trova nell'angolo superiore sinistro del ventricolo dx, termina nel tronco polmonare. Il sangue sale dal ventricolo dx al tronco polmonare, parte di efflusso.

Il ventricolo dx presenta due valvole:

  • Valvola semilunare o valvola a nido di rondine: il sangue entra nell'arteria polmonare, giungendo ai polmoni dal ventricolo dx. Ciascuna valvola al centro presenta un piccolo rigonfiamento detto nodulo delle valvole semilunari, o di Morgagni, che permettono la chiusura completa dell’orifizio. Permette il non reflusso del sangue dal tronco polmonare al ventricolo, durante la diastole ventricolare.
  • Atrio e ventricolo dx comunicano tramite l’orifizio atrio-ventricolare dx e sono separati dalla valvola tricuspide, costituita da 3 lembi valvolari. La valvola impedisce il reflusso del sangue dal ventricolo all’atrio durante la sistole ventricolare.

È costituita da 2 parti:

  1. Parte fissa: le cui basi aderisce al contorno dell’orifizio atrioventricolare.
  2. Parte mobile: margini liberi, fissati attraverso le corde tendinee ai muscoli papillari.

Atrio sx e ventricolo sx

Atrio sx: forma ovoidale con asse maggiore disposto trasversalmente; parete muscolare liscia e sottile; auricola di sx si avvicina all’aorta. Riceve sangue arterioso dalle 4 vene polmonari.

Ventricolo sx: parete muscolare molto spessa, 3 volte la parete del ventricolo dx, percorsa da trabecole carnee di primo, secondo e terzo ordine.

  1. Muscoli papillari: aderiscono alla parete soltanto con la base.
  2. Aderenti al ventricolo con entrambe le estremità e formano un ponte muscolare.
  3. Aderiscono per tutta la loro estensione alla parete formando dei rilievi.

La base presenta due orifizi:

  • Atrio ventricolare sx, provvisto dalla valvola atrioventricolare sx, detta anche valvola bicuspide o mitrale. Formata da 2 cuspidi.
  • Parte fissa aderente all’orifizio.
  • Parte mobile rivolta verso la cavità sinistra, alla quale aderiscono i muscoli papillari.

La valvola mette in comunicazione atrio e ventricolo sx.

  • Aortico provvisto della valvola aortica. Questo orifizio è provvisto di 3 valvole semilunari aortiche che hanno morfologia simile alle valvole dell'orifizio polmonare e hanno un rigonfiamento che prende il nome di nodulo delle valvole semilunari, o di Aranzio.

Chiusura valvole

Nell’atrio le pareti sono più sottili perché lo spessore delle pareti è direttamente proporzionale alla spinta esercitata dal cuore. Ad es. l’atrio dx ha delle pareti lisce e sottili, mentre nei ventricoli dove la spinta deve essere maggiore le pareti sono più spesse.

  • Quando uno dei due atri entra in sistole si genera più pressione e meno volume, questa pressione tende a scaricarsi sul punto di minore resistenza, ovvero la valvola, che si apre.
  • Nel caso della sistole ventricolare. La pressione del ventricolo spinge, il sangue e i lembi verso l’esterno, mentre le corde tendinee vengono tirate dai muscoli papillari, che si accorciano e che quindi spingono verso l’interno.

In questo modo le valvole si chiudono ermeticamente impedendo al sangue di tornare indietro.

In caso di funzionamenti normali il sangue viene spinto nelle arterie e al loro interno, grazie all’elasticità delle pareti, viene spinto su e giù. Quando va verso il basso riempie i sacchi della valvola e questa si chiude in modo da non far tornare il sangue nel ventricolo.

Sistole = contrazione dell'atrio o del ventricolo.

Diastole = rilasciamento dell'atrio o del ventricolo.

  • I 2 atri/ventricoli si contraggono/rilasciano contemporaneamente.
  • Atri e ventricoli funzionano in modo opposto. Es. quando i ventricoli si contraggono, gli atri si rilasciano.

Quando il cuore si contrae in maniera casuale, va in fibrillazione, fibrillazione ventricolare è la più pericolosa e può portare all’arresto cardiaco.

Tutte e 4 le valvole devono chiudersi in modo ermetico e coordinato, se questo non accade si parla di insufficienze valvolari.

Insufficienze valvolari

Insufficienza valvole atrio ventricolari ↴

  • Insufficienza valvola tricuspide: in sistole ventricolare, il sangue torna nell'atrio dx e quindi si ha uno shunt. Questo può portare ad un aumento del volume di sangue nell'atrio dx e in tutto il torrente ematico venoso e quindi l'individuo comincia a soffrire di edema periferico, accumulo di liquido negli spazi interstiziali.
  • Insufficienza valvola bicuspide: il sangue si riversa nell'atrio sx entra nelle vene polmonari meno ad arrivare ai polmoni. In questo caso si parla di edema polmonare, accumulo di liquido negli spazi interstiziali e nei polmoni.

Entrambi gli edemi possono essere “curati” con diuretico endovena anche se con il passare del tempo deve essere effettuato un intervento chirurgico.

Insufficienza valvola polmonare, ventricolo dx, e aortica, ventricolo sx: causa accumulo di sangue nei ventricoli con conseguente insufficienza atrio-ventricolare. Può causare vasculopatie periferiche, perché la gittata cardiaca diminuendo porta alla mancanza di O2.

Circolazione nell’apparato

Circolazione nell’apparato: possiamo distinguere due circolazioni.

Piccola circolazione

Piccola circolazione, o circolazione polmonare → cuore-polmoni-cuore. Serve per gli scambi gassosi, ematosi.

  1. Comincia nel ventricolo dx. Il sangue dall’atrio destro defluisce nel ventricolo dx per mezzo della valvola tricuspide che si apre grazie alla sistole atriale e alla diastole ventricolare.
  2. Dal ventricolo dx si originano le arterie polmonari, sono 2, le quali fanno giungere il sangue ai polmoni dove avviene l'ematosi.
  3. Atrio sx che riceve 4 vene polmonari, 2 provenienti da dx e 2 da sx. Queste vene trasportano sangue ossigenato, quindi è un’eccezione.

Il sangue presente nell’atrio sinistro defluisce nel ventricolo sinistro, con meccanismi analoghi al lato destro, per mezzo della valvola bicuspide. Durante la fase di sistole ventricolare la valvola mitrale si chiude e il sangue viene spinto nell’aorta, per mezzo della valvola aortica.

Grande circolazione

Grande circolazione, o circolazione sistematica. Serve per trasportare materiali nutritivi a tutti i distretti del corpo.

  1. Ventricolo sx: con sangue proveniente dall’atrio sx.
  2. Aorta la quale pian piano si ramifica portano sangue ossigenato a tutte le zone del corpo.
  3. Ritorno al cuore nell'atrio dx grazie alla vena cava inf, sup e seno coronario.
  • Vena cava superiore: riceve il sangue proveniente dalla regione sovradiaframmatica.
  • Vena cava inf.: riceve sangue proveniente dalla regione sottodiaframmatica.
  • Seno coronario: riceve il sangue proveniente dalla parete del cuore.

Scheletro fibroso

Scheletro fibroso = insieme del connettivo fibroso sul quale si inseriscono le 4 valvole, il contorno degli orifizi. La valvola polmonare, anteriormente, giace su un piano leggermente superiore, mentre le altre si trovano tutte sullo stesso piano.

Parete del cuore

Parete del cuore: formata da 3 tonache sovrapposte.

  1. Endocardio, tonaca intima: rivestimento interno a contatto con il sangue.
  • Lamina endoteliale, epitelio.
  • Connettivo lasso.
  • Connettivo elastico.
  1. Miocardio, tonaca media. È lo strato più spesso. Si divide in:

Miocardio comune: tessuto muscolare involontario che assicura la contrazione del cuore. È organizzato in più strati:

  1. Sottile strato esterno: si trova sotto l’epicardio. I fasci avvolgono contemporaneamente di due ventricoli, e prendono inserzione a livello dello scheletro fibroso. Questi due strati si portano verso il basso, si spiralizzano e si riportano verso l’alto, in profondità.
  2. Strato in mezzo costituito da fibre che circondano i 2 ventricoli separatamente. Non si dirige verso l’apice.
  3. Fibre che connettono i 2 ventricoli.

Miocardio specifico: miocardio particolare che ha perso la capacità di contrazione, ma ha acquistato la capacità di autoeccitarsi, regolando la contrazione generando un impulso elettrico, induce il miocardio comune a contrarsi.

È organizzato in 2 nodi: nodo seno atriale, o di Keith-Flack: è il pacemaker del cuore, da dove si genera l'impulso elettrico che eccita e

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaia0109 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Arcuri Cataldo.
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