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Sbobine - appunti di anatomia generale

Introduzione

Il corpo umano è suddiviso in apparati, ciascuno specializzato in varie funzioni. Gli apparati sono divisi in:

  • Apparati di vita vegetativa: è costituito dagli apparati della nutrizione, che garantiscono la sopravvivenza dell'individuo, e dagli apparati della riproduzione, che garantiscono la continuazione della specie.
  • Apparati di vita di relazione: gli individui vivono all'interno di un ambiente che può variare, che contiene forme di energia variabili, alle quali il corpo si deve adattare per poter sopravvivere. C'è un apparato che è in grado, attraverso dei sensori (recettori), di registrare ciò che succede nell'ambiente esterno e di elaborare risposte adeguate agli stimoli ricevuti; si parla del sistema nervoso. Il sistema nervoso lavora insieme ad un altro apparato che si incarica di mettere in atto le risposte: apparato locomotore. Questi due apparati sono importanti per mantenere una relazione con quello che ci circonda e con gli altri individui.
  • Apparati con caratteristiche associabili alla vita di relazione e caratteristiche associabili alla vita vegetativa: non appartengono specificatamente a nessuna categoria. L'apparato tegumentario ci separa dal resto dell'ambiente, ci protegge da eventuali agenti patogeni (cioè ci mantiene vivi ed è anche in relazione con l'ambiente). L'apparato endocrino sviluppa segnali di comunicazione (ormoni) che circolano nel sistema circolatorio; si avvale di segnali più "grossolani" e non lavora in maniera strettamente specifica. I segnali che vengono sviluppati servono sia per la protezione che per la relazione.

Tutti gli apparati lavorano per mantenere l'omeostasi: il mantenimento delle funzioni fisiologiche all'interno di un range con aspetto oscillatorio (i parametri variano in base al soggetto, al momento della giornata, all'età, ecc.).

Apparato tegumentario

Cute

È una struttura che funge da protezione, è la parte più superficiale del nostro corpo e più a contatto con l'ambiente. È costituito da 3 strati, andando verso l'interno:

  • Epidermide: è costituito da un epitelio di rivestimento suddiviso in più strati di cellule. Queste cellule, andando dalla componente più profonda alla superficie, sono della stessa tipologia, ma morfologicamente differenziate. Le cellule dello strato più profondo vengono continuamente sostituite da altre; questo avviene in quanto le cellule tendono ad arricchirsi di granuli, processo che le porta prima alla perdita del nucleo e poi a morte, dopodiché la cellula si riduce ad essere una lamina di cheratina che, incastrandosi con le cellule di fianco, forma un'armatura cornea che serve da barriera nei confronti dell'ambiente esterno. L'epidermide non ha vasi propri, per poter sopravvivere ha bisogno di nutrimento ed ossigeno: sta appoggiata sopra una membrana basale che fa passare attraverso i nutrienti che arrivano dal derma.
  • Derma: appartiene alla categoria dei tessuti connettivi, contiene dei vasi (come tutti i tessuti connettivi). Fornisce nutrimento all'epidermide e funge da protezione dalle sollecitazioni meccaniche. Il derma poggia su un altro strato simile (l'ipoderma).
  • Ipoderma: ci sono molte meno fibre rispetto al derma, è più lasso, ed è possibile, in alcuni distretti del corpo, suddividerlo in due sottostrati:
    • Strato lamellare: le fibre si dispongono in fasci paralleli tra di loro a formare delle zone.
    • Strato areolare: le fibre si dispongono a formare una rete con dei buchi attraverso cui si infilerà del tessuto adiposo grasso.

Nel caso della faccia questi due strati sono nettamente distinti da uno strato di muscolatura detto "pellicciaia"; questa muscolatura contraendosi sposta il derma e l'epidermide per creare calore o per muovere la cute. Questa muscolatura si trova nel distretto cefalico (testa e collo) dove ha valenze comunicative, in quanto regola le espressioni facciali, per questo motivo la muscolatura pellicciaia nell'uomo è detta anche "mimica".

Tutta questa stratificazione (epidermide, derma, ipoderma) poggia su una fascia che avvolge completamente il corpo, rispetto alla quale tutto ciò che sta fuori è "superficiale" e quello che sta dentro è "profondo". L'apparato tegumentario è, per cui, un apparato superficiale. Questa fascia è presente in qualsiasi distretto ed è una sorta di involucro dentro al quale sono protetti gli organi necessari alle funzioni vitali. La fascia prende nomi diversi in base all'area in cui si trova (fascia cervicale, fascia addominale, fascia toracica, ecc.), ma è sempre la stessa nonostante i nomi differenti.

Annessi cutanei

Peli e follicoli piliferi

I peli sono strutture presenti sulla superficie cutanea di quasi tutto il corpo (ad eccezione del palmo della mano, della pianta del piede, delle labbra e di alcuni dei genitali esterni). I peli sono strutture non viventi, originate da organi chiamati follicoli piliferi.

Struttura del follicolo pilifero

Il follicolo pilifero è localizzato nel derma profondo. Alla base del follicolo è presente la papilla pilifera: costituita di tessuto connettivo, contenente vasi e nervi. Ai lati della papilla è presente il bulbo pilifero, costituito da cellule epiteliali. Superiormente alla papilla è presente la matrice pilifera, deputata alla produzione del pelo. Le cellule del follicolo sono organizzate in 3 strati concentrici:

  • Guaina interna della radice: circonda la radice pilifera e la porzione più profonda del fusto.
  • Guaina esterna della radice: si estende dalla superficie cutanea, fino profondamente alla radice del pelo. È posta esternamente alla guaina interna.
  • Membrana vitrea: è lo strato più esterno, costituito da una lamina basale (connettivo) ispessita.

Formazione dei peli

Il pelo si forma attraverso un particolare processo di cheratinizzazione, svolto principalmente dalla matrice pilifera: le cellule basali si dividono e si portano sempre più superficialmente come componenti del pelo in via di sviluppo.

Struttura del pelo

Il pelo è costituito da una porzione interna, midollare, ed una porzione esterna, corticale. La porzione di midollo contiene principalmente cheratina soffice; la porzione di corteccia contiene principalmente cheratina rigida. Attorno alla porzione corticale si dispone un singolo strato di cellule morte cheratinizzate, definito cuticola. La porzione di pelo che sta al di sotto della superficie è la radice del pelo, la porzione esterna è il fusto.

Funzioni dei peli

  • I capelli proteggono la testa dai raggi UV e dagli urti, permettendo inoltre di isolare la scatola cranica.
  • I peli in prossimità delle narici e dell'orecchio esterno ostacolano l'ingresso di particelle estranee o insetti.
  • Il plesso della radice del pelo è costituito da nervi sensitivi, circonda la radice del pelo permettendo di percepire il movimento di ogni singolo fusto pilifero. Si tratta di un meccanismo di difesa da insulti estranei.
  • Il muscolo erettore del pelo, un fascetto di fibre muscolari lisce, esercita una trazione sul follicolo permettendo l'innalzamento del pelo (pelle d'oca). È un meccanismo di difesa che si attiva in seguito a particolari stati emotivi o a variazioni della temperatura.

Crescita e sostituzione dei peli

Un pelo presenta un proprio ciclo di crescita, per esempio il pelo del cuoio capelluto cresce per un periodo che va dai 2 ai 5 anni. Alla fine del ciclo di crescita il follicolo si inattiva ed il pelo prende il nome di clava del pelo; in questa fase il follicolo diminuisce le proprie dimensioni e si interrompe la connessione tra la matrice pilifera e la clava. Quando inizia un nuovo ciclo di crescita, il follicolo produce un nuovo pelo che determina l'espulsione della clava. Un individuo adulto perde circa 50-100 capelli al giorno.

Ghiandole cutanee

Le ghiandole annesse alla cute sono tutte ghiandole esocrine.

Ghiandole sebacee

Sono ghiandole alveolari, sia semplici che ramificate, a secrezione olocrina. Molte ghiandole sebacee possono comunicare con un singolo follicolo pilifero per mezzo di uno o più brevi dotti escretori. Le cellule ghiandolari secernono grandi quantità lipidiche, che formano una sostanza chiamata sebo: una sostanza deputata alla lubrificazione delle superfici ed all'inibizione della crescita batterica. Il sebo viene rilasciato nel lume dell'adenomero e successivamente spinto verso la superficie cutanea dalla contrazione dei muscoli erettori del pelo. I follicoli sebacei sono grandi ghiandole sebacee che comunicano direttamente con l'epidermide, senza sfruttare il follicolo pilifero. La presenza di batteri nelle ghiandole sebacee o nei follicoli sebacei determina un'infiammazione locale definita follicolite. L'ostruzione del dotto della ghiandola determina la formazione di un piccolo ascesso, chiamato foruncolo.

Ghiandole sudoripare

Sono ghiandole che secernono una soluzione acquosa. Contengono cellule mioepiteliali: intercalate tra le cellule secernenti e specializzate nello spremere l'adenomero, favorendone la secrezione. Sono di 2 tipi:

  • Ghiandole sudoripare apocrine: la loro reale tipologia di secrezione è merocrina. Rilasciano le secrezioni nei follicoli piliferi di ascelle, capezzoli e inguine. La secrezione è densa e viscosa, potenzialmente odorosa (odorosa quando funge da nutrimento dei batteri che ne modificano l'odore). Possono secernere inoltre feromoni: sostanze chimiche necessarie per il riconoscimento e lo scambio di informazioni tra individui, in modo inconscio.
  • Ghiandole sudoripare eccrine: sono più numerose ed ampiamente distribuite rispetto alle precedenti, infatti un adulto ne contiene circa 3 milioni. La secrezione è chiamata sudore o perspiratio sensibilis, contenente al 99% acqua con disciolti elettroliti, metaboliti e sostanze di scarto. Le funzioni principali del sudore sono:
    • Termoregolazione: il sudore raffredda la superficie corporea.
    • Escrezione: è un metodo di eliminazione dell'acqua e di un certo numero di sostanze farmacologiche.
    • Protezione: diluisce le sostanze chimiche dannose e impedisce la crescita di microorganismi.

Altre ghiandole

  • Ghiandola mammaria: anatomicamente correlabile alle ghiandole sudoripare eccrine. Per descrizione vedi apparato genitale femminile.
  • Ghiandole ceruminose: si tratta di ghiandole sudoripare modificate, localizzate nel condotto uditivo esterno. La loro secrezione si mescola al sebo, producendo una sostanza chiamata cerume. Il cerume forma una sorta di trappola per le particelle estranee, impedendo che penetrino nell'orecchio e che raggiungano la membrana timpanica.

Controllo della secrezione ghiandolare

  • Le ghiandole sebacee e le ghiandole sudoripare apocrine vengono controllate dal sistema nervoso autonomo, senza che ci sia la possibilità di un controllo diviso per zone (ogni comando viene recepito e svolto dalle ghiandole di tutto il corpo).
  • Le ghiandole sudoripare eccrine sono controllate in modo che la quantità di secreto da produrre e la zona corporea varino in maniera indipendente.

Unghie

Sono strutture che si formano sulla superficie dorsale delle dita di mani e piedi. Hanno una azione protettiva e ne limitano le torsioni durante stress meccanici. L'unghia è costituita da un corpo dell'unghia che si adagia sul letto ungueale del dito. Il corpo dell'unghia è circondato da un epitelio che forma i solchi ungueali laterali e le pieghe ungueali laterali. La prima porzione di unghia è ricoperta da uno strato corneo che fuoriesce dalla radice, formando la cuticola. Al di sotto della cuticola è presente la piega ungueale prossimale. L'unghia viene prodotta a livello della radice dell'unghia: una piega epiteliale non visibile in superficie, ma ben adesa al periostio delle falangi. L'unghia può subire cambiamenti di forma, struttura e colore; è necessario tenerle sotto controllo in determinati casi in quanto possono essere sintomi di patologie.

Terminologia e generalità

In questa sezione viene descritto il corpo umano, prima dall'interno e poi dall'esterno, in modo tale da capire come è costituito. Le forme del corpo umano devono essere il più possibile identificate geometricamente. Il corpo umano è costituito da:

  • Parte assile: è definita impari (cioè ne è presente solo una all'interno del corpo) e mediana (in quanto sta al centro del corpo). È formata da 3 forme geometriche:
    • Tronco di cono con base maggiore superiore e base minore inferiore (il tronco).
    • Tronco di cono più piccolo con base maggiore inferiore e base minore superiore, appoggiato sulla base superiore del tronco di cono precedente (il collo).
    • Ovoide che poggia sulla base superiore del secondo tronco di cono (la testa).

In realtà il tronco ed il collo possono essere unicamente considerati a formare il tronco, mentre la testa è a sé stante.

  • Parte appendicolare: al tronco si legano delle cinture di attacco, che sono sistemi di collegamento per gli appendici, i quali sono pari e simmetrici (sono in coppie ed uguali tra di loro).
    • Un'appendice è l'arto superiore (le braccia e le mani), che si attacca alle due estremità laterali della base maggiore del tronco.
    • Un'appendice è l'arto inferiore (le gambe e i piedi), che si attacca alle due estremità laterali della base minore del tronco.

Gli arti

Sono costituiti da:

  • Una parte libera, costituita da 3 segmenti legati uno all'altro; i primi due segmenti sono cilindrici, il terzo ha una forma a spatola.
  • Una cintura di attacco (che permette l'attacco della parte libera al tronco).

In particolare, entrando nello specifico per ogni arto:

  • Arto superiore: la cintura di attacco viene chiamata cingolo scapolare, i 3 segmenti della parte libera vengono chiamati braccio, avambraccio e mano. Tra il braccio e l'avambraccio è presente il giunto articolare del gomito, tra l'avambraccio e la mano il giunto articolare del polso.
  • Arto inferiore: la cintura di attacco viene chiamata cingolo pelvico, i 3 segmenti della parte libera vengono chiamati coscia, gamba e piede. Tra la coscia e la gamba è presente il giunto articolare del ginocchio, tra la gamba e il piede il giunto articolare della caviglia.

Sia le cinture di attacco, che gli altri giunti articolari, consentono alle due strutture che vengono legate di restare attaccate, ma anche di avere un movimento relativo di una struttura rispetto a quella congiunta.

Piani corporei

È importante che il soggetto venga collocato in una posizione di riferimento (che sia universale), in modo tale che: partendo da questa posizione si può dire che cosa sta sopra o che cosa sta sotto rispetto a che cosa ecc. La posizione anatomica di riferimento prevede che:

  • Il soggetto sia in piedi, posizionato in modo tale che:
  • La superficie libera dell'arto superiore sia a contatto con le superfici laterali del tronco (quindi che le braccia siano attaccate lungo i fianchi).
  • Il palmo della mano sia rivolto in avanti.
  • I piedi poggino con la pianta a terra, la quale sta quindi a contatto con la superficie orizzontale del pavimento.
  • La testa sia dritta ed il soggetto traguardi l'orizzonte.

Posizionando il soggetto all'interno di un parallelepipedo, si può immaginare che esso sia attraversato da infiniti piani (equivalenti alle 3 dimensioni dello spazio).

Piano orizzontale del parallelepipedo che chiude il soggetto sopra e sotto

  • Piano cefalico: piano che chiude il soggetto sopra e passante per il punto più alto della testa (chiamato vertice).
  • Piano podalico: piano che chiude il soggetto da sotto (parallelo al precedente) e che è a contatto con la pianta dei piedi.
  • Piani trasversali o assiali: infiniti piani orizzontali paralleli che si collocano tra il piano cefalico e quello podalico, permettendo di suddividere il soggetto in infinite sezioni orizzontali.

Per capire più vicino a quale dei due piani estremi si trova una struttura corporea, si usano i termini: craniale (se è più vicino al piano cefalico) e caudale (se è più vicino al piano podalico). Se vado quindi dal basso verso l'alto: sto andando in direzione caudo-craniale; se vado dall'alto verso il basso: sto andando in direzione cranio-caudale.

Piano verticale del parallelepipedo che chiude il soggetto davanti e dietro

  • Piano ventrale: piano che chiude il soggetto anteriormente.
  • Piano dorsale: piano che chiude il soggetto posteriormente.
  • Piani frontali o coronali: infiniti piani verticali paralleli che si collocano tra il piano ventrale e quello dorsale, permettendo di suddividere il soggetto in infinite sezioni verticali. N.B. coronale si utilizza principalmente per la testa.

Per capire più vicino a quale dei due piani estremi si trova una struttura corporea, si usano i termini ventrale e dorsale. Se vado da davanti verso l'indietro: sto andando in direzione ventro-dorsale; se vado dall'indietro in avanti: sto andando in senso dorso-ventrale.

Piano verticale del parallelepipedo che chiude il soggetto ai lati

  • Piani laterali (destro e sinistro): piani che chiudono il soggetto lungo i fianchi destro e sinistro.
  • Piani sagittali: infiniti piani verticali che si collocano tra il piano laterale destro e quello sinistro, permettendo di suddividere il soggetto in infinite sezioni verticali.
  • Piano sagittale mediano di simmetria: passa attraverso la parte assile dividendo il soggetto in due metà pari e simmetriche.
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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Melaccia01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e dell’apparato stomatognatico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Dellavia Claudia.
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