Concetti Chiave

  • Nel XI secolo, la cultura è dominata dalla chiesa, con i chierici come unici intellettuali che scrivono in latino, mentre il volgo si esprime in lingue vernacolari.
  • Si afferma l'ideale cavalleresco, caratterizzato da valori come prodezza, gloria, lealtà e generosità, che definiscono la vera nobiltà come quella dell'animo.
  • Con la società cortese, gli ideali cavallereschi si arricchiscono di virtù civili come liberalità e magnanimità, enfatizzando il culto della donna come simbolo di gentilezza.
  • L'amor cortese, originato nella poesia provenzale, presenta la donna come un essere divino e irraggiungibile, con un amore segreto e sempre inappagato.
  • La chiesa condanna l'amor cortese, sostenendo che la devozione totale deve essere dedicata solo a Dio, escludendo l'amore romantico dalle sue approvazioni.

Indice

  1. La Cultura nel XI Secolo
  2. L'Ideale Cavalleresco
  3. Valori della Società Cortese
  4. Che cos'è l'Amor Cortese e la Poesia?

La Cultura nel XI Secolo

Alto Medioevo (XI sec.): la cultura è in mano alla chiesa e l’unico intellettuale è il chierico (uomo di chiesa) che parla e scrive in latino.

La popolazione invece non capisce più il latino e si esprime in volgare (lingua usata dal volgo).

L'Ideale Cavalleresco

Fine XI sec., in Francia, il volgare diventa la lingua delle opere letterarie perché cambia la società: l'aristocrazia feudale è affiancata dai Cavalieri (soldati a cavallo).

Nasce così l'ideale cavalleresco i cui valori sono:

-prodezza (valore in battaglia coraggio e disprezzo del pericolo),

-sete di gloria e senso dell’onore,

-lealtà (rispetto dell'avversario e delle regole di combattimento),

-generosità con chi è stato sconfitto,

-rispetto della parola data, fedeltà al signore o al sovrano.

Solo questi valori portano alla vera nobiltà che è quella dell'animo e non quella data dalla nascita.

La chiesa fornisce ai Cavalieri ulteriori valori:

-la difesa dei più deboli e delle donne,

-la difesa della vera Fede contro le eresie (dottrine non riconosciute dalla Chiesa) e contro gli infedeli musulmani che occupavano la Palestina e la penisola iberica (Spagna) attraverso le crociate e la guerra Santa.

Le prime opere in volgare sono le canzoni di gesta che raccontano le imprese dei Cavalieri in difesa della fede.

Valori della Società Cortese

Gli ideali della società Cortese

Col tempo questi valori cavallereschi passano nell’ ideale Cortese (cioè, nelle norme di comportamento della vita di corte) e, alle virtù militari, si aggiungono le virtù civili:

- Liberalità intesa come nessun attaccamento ai beni materiali,

- Magnanimità intesa come gesti nobili di rinuncia e sacrificio (non potevano esserci gesti di egoismo),

- Misura perché il Signore non scade mai in eccessi volgari.

La società cortese riunisce a corte un'élite chiusa e tutti quelli che non ne sono all'altezza sono definiti villani, cioè contadini rozzi.

In questa concezione nasce il culto della donna che è simbolo di cortesia e gentilezza in grado di nobilitare l'uomo (anche se di fatto la donna non ha nessun potere).

Questa concezione della donna si traduce in una particolare concezione dell'amore.

L'amor cortese

Che cos'è l'Amor Cortese e la Poesia?

L'amor cortese nasce nella poesia provenzale (la Provenza è una regione della Francia meridionale) ad opera dei Poeti Trovatori, cioè, compositori di versi poetici.

Nell'amore Cortese, la donna è un essere irraggiungibile e, a volte, addirittura divino perché produce effetti miracolosi in chi la ama. L'uomo è il suo umile servitore e può amarla anche senza averla mai vista.

L'amore è sempre inappagato perché non si concretizza mai, l'amore è sempre impossibile e genera gioia e sofferenza insieme, l'amore verso la donna nobilita e purifica l'animo dell'uomo rendendolo cortese, cioè, degno di far parte dell’élite della corte. Inoltre, l'amore è sempre adultero, cioè fuori dal matrimonio. I matrimoni nelle classi alte si facevano sempre per ragioni dinastiche o economiche e mai per amore.

L'amore è sempre segreto per difendere l'onore della donna e i poeti si riferiscono a lei con uno pseudonimo (cioè, un falso nome) per non farla riconoscere.

La chiesa condanna l'amore cortese perché la devozione totale si deve solo a Dio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della Chiesa nella cultura del XI secolo?
  2. Nel XI secolo, la cultura è dominata dalla Chiesa, con i chierici come unici intellettuali che scrivono in latino, mentre la popolazione si esprime in volgare, una lingua che non comprende più il latino.

  3. Quali sono i valori fondamentali dell'ideale cavalleresco?
  4. L'ideale cavalleresco, emerso alla fine dell'XI secolo, si basa su valori come prodezza, sete di gloria, lealtà, generosità e rispetto della parola data, tutti elementi che definiscono la vera nobiltà dell'animo.

  5. Come si evolve l'ideale cavalleresco nella società cortese?
  6. Con il tempo, i valori cavallereschi si integrano nell'ideale cortese, aggiungendo virtù civili come liberalità, magnanimità e misura, creando un'élite chiusa a corte e definendo i non appartenenti come villani.

  7. Che cos'è l'amor cortese e come si manifesta nella poesia?
  8. L'amor cortese, nato nella poesia provenzale, rappresenta un amore idealizzato e inappagato, dove la donna è vista come un essere divino e irraggiungibile, e l'uomo è il suo umile servitore, con l'amore che genera gioia e sofferenza.

  9. Qual è la posizione della Chiesa riguardo all'amore cortese?
  10. La Chiesa condanna l'amore cortese, sostenendo che la devozione totale deve essere rivolta solo a Dio, poiché l'amore cortese è spesso adultero e segreto, in contrasto con i matrimoni dinastici delle classi alte.

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