Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'iniziativa referendaria inizia con il comitato promotore che formula un quesito e deposita la richiesta presso l'ufficio centrale per il referendum.
  • Le firme devono essere raccolte entro tre mesi dalla richiesta e validate con il certificato elettorale allegato.
  • La Corte costituzionale verifica l'ammissibilità della richiesta, esprimendosi entro gennaio dell'anno successivo.
  • Il referendum, se ammissibile, deve svolgersi in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno, evitando sovrapposizioni con elezioni parlamentari.
  • La legge 352 del 1970 stabilisce che il referendum abrogativo non può coincidere con campagne elettorali parlamentari, per garantire la democrazia diretta.

Procedura per il referendum

L’iniziativa referendaria richiede l’applicazione di un procedimento specifico: in primo luogo, il comitato promotore formula il quesito che desidera sottoporre al referendum abrogativo; fatto ciò, esso deposita la richiesta referendaria presso l’ufficio centrale per il referendum, il quale attesta l’inizio dell’attività di sottoscrizione (da svolgersi entro tre mesi) delle firme (solitamente depositate entro settembre), a certificarne la validità e a verificare che a ciascuna firma sia allegato il relativo certificato elettorale.

Verifica e ammissibilità

Nel caso in cui la sottoscrizione venga considerata legittima, sarà necessario verificare che la legge oggetto del referendum non sia ascritta tra le leggi per cui l’articolo 75 della costituzione non ammette referendum (leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali). L’ammissibilità della richiesta referendaria è giudicata dalla Corte costituzionale, che deve esprimersi entro gennaio. Una volta che la Corte costituzionale abbia dichiarato ammissibile la richiesta referendaria, il presidente dello Stato, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, indice il referendum, che si deve tenere tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Tempistiche e limitazioni

Tendenzialmente, dunque, la procedura prevede che le firme siano depositate presso l’ufficio centrale per il referendum entro settembre, che il suddetto ufficio esprima un giudizio di legittimità, che la Corte esprima invece un giudizio di ammissibilità (ai sensi dell’articolo 75) entro il Gennaio dell’anno successivo e, infine, che il referendum si tenga in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.

La legge 352 del 1970 stabilisce inoltre che il referendum abrogativo, espressione della democrazia diretta, non può mai coincidere con una campagna elettorale parlamentare prevista per lo stesso anno: in questo caso il referendum verrà posticipato all’anno successivo.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il primo passo per avviare un'iniziativa referendaria?
  2. Il primo passo consiste nel formulare il quesito da sottoporre al referendum abrogativo e depositare la richiesta presso l'ufficio centrale per il referendum, che attesta l'inizio della raccolta firme (da completare entro tre mesi).

  3. Quali leggi non possono essere oggetto di referendum secondo l'articolo 75 della Costituzione?
  4. Non possono essere oggetto di referendum le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, e quelle di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

  5. Quali sono le tempistiche per la procedura referendaria?
  6. Le firme devono essere depositate entro settembre, la Corte costituzionale deve esprimere un giudizio di ammissibilità entro gennaio, e il referendum deve tenersi tra il 15 aprile e il 15 giugno, senza coincidere con le elezioni parlamentari dello stesso anno.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community