Concetti Chiave
- I piccoli allevamenti tradizionali possono avere svantaggi, come la mancanza di attrezzature moderne, ma sono legati a pratiche agricole rispettose dell'ambiente e della biodiversità.
- Razze come la Pezzata rossa si adattano meglio a un'alimentazione meno controllata e possono sfruttare risorse locali, rendendole ideali per l'allevamento tradizionale.
- La filosofia a chilometro zero è fondamentale negli allevamenti tradizionali, promuovendo l'uso di produzioni locali e garantendo riconoscibilità e qualità sul mercato.
- L'allevamento specializzato di montagna utilizza l'alpeggio e razze specifiche, con pratiche di mungitura e alimentazione diverse da quelle degli allevamenti tradizionali.
- Durante la gravidanza, la gestione dell'alimentazione delle bovine è critica, poiché i fabbisogni nutrizionali cambiano con il progresso della gravidanza.
Indice
Quali sono le caratteristiche degli allevamenti tradizionali?
I piccoli allevamenti sono tradizionali, ma nel caso dell’allevamento dei bovini ha un portato negativo. Quando ci riferiamo ad allevamenti di tipo tradizionale, non per forza ci riferiamo ad allevamenti con stalle piccole, calde, chiuse, con una grande presenza di microrganismi all’interno di questi ad ambienti che non sono salubri. Ci riferiamo ad allevamenti che, ad esempio, sono troppo piccoli per avere carro miscelatore, ma sono comunque delle aziende piccole o medie che utilizzano delle razze come quelle citate prima e che sono meno produttive.
Adattabilità delle razze bovine
Ad esempio, la Pezzata rossa è meno produttiva della bruna, ma è anche una bovina che sopporta meglio una un'alimentazione non proprio fatta col bilancino, sopporta meglio l'alimentazione non strettamente controllata per cui può utilizzare o meno il pascolo , si adatta a dei cambiamenti di reazione stagionali, si adatta a cambiamenti di razione dovute alla reperibilità di prodotti a basso costo.
Importanza della tipicità e del chilometro zero
Quindi è un allenamento di tipo diverso, che non necessariamente le produzioni tipiche. La tipicità una cosa che va perseguita, è un obiettivo. Ad esempio, se si compra una bottiglia di vino controlliamo che ci sia la fascetta con scritto Iog perché questa è un'indicazione di qualità e garantisce che quel tipo di prodotto arrivi da quel territorio. Quindi, l’allevamento tradizionale è un allevamento piccolo medio che ha un grande interesse ad utilizzare le produzioni locali e che segue una filosofia a chilometro zero, che è basato sulle produzioni del nostro territorio perché questo garantisce produzioni che avranno una determinata riconoscibilità sul mercato e questa riconoscibilità sarà premiata dal mercato stesso. La stabulazione in questi allevamenti è a volte fissa, a volte me libera, ma si tende ad andare sempre verso la stabulazione libera. La mungitura può essere fatta alla posta e l'alimentazione non è basata sull’insilato.
Allevamenti di montagna e loro pratiche
Vi è poi l’allevamento specializzato di montagna, in cui viene utilizzato l'alpeggio (tendenzialmente a inizio maggio). Le razze tipiche per questo tipo di allevamento sono la Valdostana, certe linee della Bruna, la Pezzata rossa, la Grigia alpina e la Rendena. L’allevamento è tendenzialmente in stabulazione fissa con la mungitura alla posta, l'allevamento invernale è in capannone quindi l’alimentazione sarà come in allevamento tradizionale. In primavera si fa anche foraggio fresco o pascolo e in estate si fa pascolo in alpeggio. In realtà, in passato, c'era una fase intermedia in cui non si utilizzavano pascoli, ma fronde di alberi che abbiano foglie non troppo non troppo taniche (gelsi) proprio perché in queste stagioni, sia le foglie, che le fronde, sono portatrici di nutrienti di buone qualità. Questo rende bene l’idea che il fabbisogno di gravidanza rispetto quello di lattazione non è equo. Infatti, nei primi 2/3 della gravidanza non se ne tiene conto (se ne tiene conto negli ultimi due mesi). Se ne tiene conto più che altro per evitare che la bovina ingrassi prima del dovuto.
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche degli allevamenti tradizionali di bovini?
- Qual è l'importanza della tipicità e del chilometro zero negli allevamenti?
- Come si svolge l'allevamento specializzato di montagna?
- Quali sono le considerazioni nutrizionali per le bovine in gravidanza e lattazione?
Gli allevamenti tradizionali di bovini sono spesso piccoli o medi, ma possono presentare aspetti negativi come stalle poco salubri e una bassa produttività delle razze utilizzate. Questi allevamenti tendono a non avere attrezzature moderne come il carro miscelatore e si basano su razze meno produttive, come la Pezzata rossa.
La tipicità è fondamentale per garantire la qualità dei prodotti locali, come il vino con la fascetta Iog, che assicura l'origine territoriale. Gli allevamenti tradizionali puntano a utilizzare produzioni locali e seguono una filosofia a chilometro zero, che favorisce la riconoscibilità e la valorizzazione dei prodotti sul mercato.
L'allevamento di montagna utilizza l'alpeggio a partire da maggio e si basa su razze tipiche come la Valdostana e la Grigia alpina. La stabulazione è generalmente fissa, con mungitura alla posta, e l'alimentazione varia tra foraggio fresco in primavera e pascolo in estate, mantenendo pratiche tradizionali anche in inverno.
Il fabbisogno nutrizionale delle bovine in gravidanza non è equo rispetto a quello in lattazione; infatti, nei primi due terzi della gravidanza non si tiene conto delle esigenze nutrizionali, che vengono considerate solo negli ultimi due mesi per evitare un eccessivo aumento di peso prima del parto.