Algebra lineare riassunto
Marco Ierani
2017 - 2018
1 Rette e piani
In R2 l'equazione parametrica passante per P (x0; y0) e di direzione parallela al vettore v = (v1; v2) è:
x = x0 + v1 t
y = y0 + v2 t
∀t ∈ R.
La generica equazione cartesiana di una retta è r : ax + by + k = 0; k = y0 v1 / 2.
In R3 l'equazione parametrica della retta passante per P si trova in modo analogo considerando un vettore con tre valori e un sistema con tre equazioni.
In R3 l'equazione parametrica del piano passante per P (x0; y0; z0) e di direzioni parallele ai vettori u = (u1; u2; u3) w = (w1; w2; w3) è:
x = x0 + u1 t + w1 s
y = y0 + u2 t + w2 s
z = z0 + u3 t + w3 s
∀t, s ∈ R.
Con a = d, b = -d, c = d, d = 0, tali che π := ax + by + cz = d.
Notare che il vettore (a; b; c) ha direzione perpendicolare al piano.
Due rette r1, r2 sono parallele se i rispettivi vettori direzione sono proporzionali; in R3 due rette sono sghembe se non sono parallele e non si intersecano (il sistema associato ha insieme soluzione vuoto), mentre due rette sono complanari se non sono sghembe.
Due piani sono paralleli se non si intersecano e i propri vettori direzione sono proporzionali.
Una retta è perpendicolare ad un piano se la retta ha direzione parallela al vettore (a ; b; c) del piano.
Dati due vettori u, v si chiama prodotto scalare il numero:
< u, v > = u1 v1 + u2 v2 + ... + un vn
1.1 Prodotto scalare standard
È un operatore che dati due vettori u, v restituisce il valore < u, v > = utv = vtu.
Gode delle seguenti proprietà:
- <u,v> = 0 allora risulta u ⊥ v.
- Norma si definisce il valore ||x|| = <v,v>.
- È bilineare.
- < ei, ei > = 1 per le operazioni sulla base canonica risulta ei.
- < ei, ej > = 0, a cui si associa la matrice unità.
1.2 Sistemi di riferimento e prodotto cartesiano
Si costruisce un nuovo sistema di riferimento operando in modo tale che risulti:
- O' - O' = O.
- B = B' - O'.
- A = A' - O'.
- Etc. prodotto cartesiano V x W.
Si definisce l'insieme: V x W = (v, w).
Isomorfismo V W Z.
Nota: in generale risulta esserci un tra e 2.
2 Considerazioni sulle matrici
Una matrice è una tabella di m*n numeri, dagli elementi per aij, i = 1, ...n, j = 1, ..., m, n = m; se si definisce la matrice quadrata:
A = [a11 ... a1j; ... ... ...; ... ... ...; an1 ... anm]
i) Si definisce matrice nulla la matrice che ha aij = 0 per ogni i, j.
ii) Si definisce matrice trasposta di A quella ottenuta scambiando i coefficienti aij con quelli aji.
iii) Una matrice si dice simmetrica se è uguale alla sua trasposta.
iv) Una matrice si dice diagonale se ha elementi aij = 0 per i ≠ j.
vi) La matrice diagonale con elementi sulla diagonale tutti 1 e altrove 0, si dice matrice unità e si indica con In.
vii) Il prodotto tra due matrici Amn * Bns è la matrice:
AB = [A1 * B1 ... A1 * Bs; ... ... ...; ... ... ...; Am * B1 ... Am * Bs]
viii) A si dice invertibile se esiste una matrice B tale che AB = BA = In; B è la matrice inversa di A.
3 Gruppi, spazi e sottospazi vettoriali
Un insieme G forma un gruppo rispetto ad una operazione se:
- Gode della proprietà associativa.
- G è chiuso rispetto a.
- Esiste l'elemento neutro.
- Esiste l'inverso di ogni elemento.
3.1 Spazio vettoriale
Uno spazio vettoriale V è un insieme chiuso per somma e prodotto tale che:
- Gli elementi neutri 0 (per la somma) e 1 (per il prodotto) appartengono a V.
- Esiste l'opposto -v di ogni elemento v in V.
Il prodotto per scalari è sia associativo, sia distributivo.
3.2 Sottospazio vettoriale
Sia S ⊆ V. S si definisce sottospazio vettoriale se lo zero di V appartiene ad S ed è chiuso rispetto alla somma e al prodotto per scalare rispetto al campo V di.
4 Riduzione di Gauss (senza il concetto di rango)
Ad ogni sistema lineare si associa la matrice formata dai coefficienti delle incognite e dei termini noti (che solitamente vengono preceduti da un tratteggio). Il metodo di riduzione di Gauss ha lo scopo di ottenere una nuova matrice in cui sotto il primo termine non nullo di ogni riga si trovino tutti 0. Tali termini sono detti pivot. Una volta ultimata la riduzione si risolve il sistema. Nel trasformare il sistema sono consentite solo alcune operazioni:
- Scambio di due righe (due colonne).
- Sostituire una riga con un suo multiplo non nullo (una colonna).
- Sostituire una riga con la sua somma con un'altra riga (una colonna con la sua somma con un'altra colonna).
Notare che le operazioni sulle colonne influenzeranno il calcolo del determinante.
Le soluzioni di un sistema formano uno spazio vettoriale se e solo se il sistema è omogeneo.
Inoltre le colonne pivot originali danno origine ad un insieme minimale che parametrizzano l'insieme delle soluzioni.
4.1 Indipendenza lineare senza il concetto di rango
n vettori sono linearmente indipendenti se:
x1 v1 + x2 v2 + ... xn vn = 0, x1 = x2 = ... = xn = 0.
In caso contrario sono detti linearmente dipendenti, ovvero w è combinazione lineare di n vettori se:
x1 v1 + x2 v2 + ... xn vn = w, x1 = x2 = ... = xn ∈ R.
5 Rango: Rouché-Capelli, dimensioni, basi di spazi vettoriali
5.1 Rango
Il rango si calcola tramite alcune proprietà:
- Il rango corrisponde al numero dei pivot, una volta ridotta a scala.
- Il rango è uguale al numero di righe/colonne linearmente indipendenti.
Come conseguenza si ha che una matrice An×m ha rg(A) ≤ min{n, m}.
5.2 Rouché-Capelli
Ax = b, un sistema di equazioni ammette soluzioni se e solo se il rango di A è uguale al rango della matrice completa:
rg(A) = r(A|b)
Inoltre il