Indice
- 0.1 Notazioni 3
- 0.2 Insiemi 4
- 0.3 Numeri naturali 18
- 0.4 Interi e naturali 24
- 0.4.1 Numeri di Fibonacci 25
- 0.4.2 Divisibilità 31
- 0.5 Congruenze modulari 42
- 0.6 Gruppo 45
- 0.6.1 Gruppo quoziente 54
- 0.6.2 Sottogruppi di Z e di Zn 63
- 0.7 Permutazioni 67
- 0.7.1 Gruppo alterno su gruppi An 77
- 0.8 Anelli 81
- 0.8.1 Anelli Zn 83
- 0.9 Polinomi 90
Algebra I
0.1 Notazioni
Simboli per i numeri
N numeri naturali, con anche lo 0
Z = −3, −2, −1, ..., 0, 1, 2, 3, ... numeri interi (interi relativi, relativi)
Q numeri razionali, le frazioni
R numeri relativi, tutti i razionali e gli irrazionali
C numeri complessi con a, b numeri relativi, a + ıb, ı2 = −1
Simboli logici e insiemistici
=> implica
<=> equivalenza logica
∃ ne esiste almeno uno
∃! => esiste un unico, esiste ed è unico
∀ per ogni
0.2 Insiemi
Teoria ingenua degli insiemi
Prendiamo come primitivi i concetti d'insieme, elemento, appartenenza.
∈ A x A, A x x A, insieme, è elemento di
6∈ A x A, A x x A, non è elemento di
A = {2, 3, 5, 7} elenco degli elementi
B = {1, 2, 3, 4, ...} vuol dire che si va avanti così
C = {x ∈ R, x > 36} specificazione della proprietà
C = {x ∈ R, x | x > 36}
C = {x ∈ R | x > 36}
D = {x ∈ N, x > 2 e x < 6} = {3, 4, 5}
∧, e logico, ha lo stesso significato della virgola e significa che valgono contemporaneamente le proprietà: x > 2, x < 6
E = {x ∈ N, x > 2 o x = 33}
∨, o logico, o vale la prima o la seconda o entrambe contemporaneamente
A ⊆ B <=> ∀x ∈ A, x ∈ B. Se A, B insiemi, significa: A è sottoinsieme di B, A è contenuto in B.
B ⊇ A => B contiene A. Posso scrivere:
A ⊆ B e B ⊆ A => A = B => A e B contengono gli stessi elementi.
A ⊂ B <=> A ⊆ B e A 6= B, inclusione stretta cioè A è contenuto strettamente in B.
A ∩ B := {x ∈ A ∩ B <=> x ∈ A, x ∈ B} intersecato
A ∪ B := {x ∈ A ∪ B <=> x ∈ A, x ∈ B} unione o
∅ insieme vuoto senza elementi, ∅ ⊆ A ∀ insieme A.
Insieme delle parti
P(A) di un insieme A: è l'insieme denotato con A formato da tutti i sott'insiemi di A.
Complementare di un insieme
A, B insiemi. Il complementare di B in A è l'insieme denotato con A − B o con CAB così definito:
A − B = {x ∈ A | x 6∈ B}
Se si ha B ⊆ A, A ⊂ B, (A − B) ∪ B.
Coppie ordinate
Siano a e b due oggetti, si chiama coppia ordinata di componente a e componente b, l'insieme denotato con (a, b) definito così:
(a, b) := {{a}, {a, b}}
Proprietà fondamentale delle coppie ordinate:
(a, b) = (x, y) <=> a = x, b = y
Due coppie ordinate sono uguali.
Prodotto cartesiano di due insiemi
Siano A e B insiemi, si chiama prodotto cartesiano di A e B l'insieme:
A × B := {(a, b), a ∈ A, b ∈ B}
Se il prodotto cartesiano si denota con A2 = A × A.
Il concetto di coppia ordinata e di prodotto cartesiano di insiemi si generalizzano al concetto di terna, quaterna, ... ordinata e di prodotto di insiemi.
Se n > 0, n ∈ N − si parla di n-pla ordinata e di prodotto cartesiano di n insiemi A1 × ... × An.
Se si scrive An = A × ... × A = A1 × ... × An.
Relazione tra due insiemi
Siano A e B due insiemi, una relazione da A e B è un sottoinsieme del prodotto cartesiano A × B.
R ⊆ (A × B). Se la coppia ordinata (a, b) ∈ R diciamo che a è in relazione con b e scrivo aRb.
Se scrivo (a, b) 6∈ R, a non è in relazione con b.
Applicazioni (o funzioni)
Siano A e B due insiemi. Una funzione o applicazione, da A a B è una terna ordinata (A, B, F) dove F è una relazione da A a B tale che valga la proprietà seguente:
∀a ∈ A, ∃!b ∈ B : (a, b) ∈ F
Anziché scrivere f = (A, B, F) scriviamo f : A −→ B e se scriviamo b = f(a) e diciamo che b è il valore preso da a in f, allora b è l'immagine di a tramite f.
F è detto grafico della funzione.
Se f : A −→ B è una applicazione, allora A è detto dominio di f e B è detto il codominio. Si chiama immagine di f l'insieme:
Im f := {f(a), a ∈ A} ⊆ B
Definizione
Una applicazione f : A −→ B è detta suriettiva, o su, se Im f = B, cioè se ∀b ∈ B ∃a ∈ A : f(a) = b.
Una applicazione f : A −→ B si dice iniettiva, o 1-1, se vale la proprietà:
∀x, x' ∈ A, f(x) = f(x') => x = x'
Equivalentemente x = x' => f(x) = f(x') e f(x) = f(x') => x = x', stiamo usando l'equivalenza logica di P => Q e Q => P, non non.
Una applicazione f : A −→ B è detta applicazione biettiva, o corrispondenza biunivoca, o biezione, se è sia 1-1 che su.
∀b ∈ B ∃!a ∈ A : f(a) = b. Questo equivale a dire che vale la proprietà.
Definizione
Date due applicazioni f : X −→ Y e g : Y −→ Z si chiama funzione composta la funzione g ◦ f : X −→ Z tale che ∀x ∈ X, (g ◦ f)(x) := g(f(x)).
Definizione
Sia f : A −→ B una applicazione biettiva. Allora è ben definita l'applicazione seguente, denotata con f−1 : B −→ A e se y ∈ B sia quell'unico elemento x di A tale che f(x) = y; poniamo allora x := f−1(y).
Se compongo f : A −→ B e f−1 : B −→ A si ha: f−1 ◦ f = idA.
f ◦ f−1 = idB.
(f−1 ◦ f)(x) = f−1(f(x)) = f−1(y) = x = idA(x), posto y = f(x).
(f ◦ f−1)(y) = f(f−1(y)) = f(x) = y = idB(y), posto x = f−1(y).
Proposizione
Sia f : A −→ B una applicazione di insiemi.
Sono equivalenti: f è biettiva.
∃g : B −→ A, h : B −→ A applicazioni di insiemi tali che g ◦ f = idA e f ◦ h = idB.
Notazioni e definizioni
Sia f : A −→ B una applicazione di insiemi e sia S ⊆ A. Si chiama restrizione di f ad S l'applicazione:
f|S : S −→ B, s 7−→ f(s)
Se T ⊆ B, T ⊇ Im f, allora si può definire la corestrizione di f a T nel modo seguente:
f|T : A −→ T, a 7−→ f(a)
Definizione
Sia f : A −→ B una applicazione di insiemi e sia S ⊆ A. Si ponga:
f(S) := {y | ∃x ∈ S, y = f(x)} ⊆ B, immagine di S tramite f.
Sia T ⊆ B, si chiama controimmagine di T tramite f il sottoinsieme di A:
f−1(T) := {x ∈ A | f(x) ∈ T} ⊆ A
Queste sono notazioni universalmente in uso ma ambigue, quindi bisogna fare attenzione quando si usano. Se f è biettiva f−1 denota l'applicazione inversa B −→ A. Qui invece f−1 : P(B) −→ P(A) indica una applicazione ed f non è necessariamente biettiva.
Definizione
Se A e B sono due insiemi, le applicazioni:
P : A × B −→ A, (x, y) 7−→ x
q : A × B −→ B, (x, y) 7−→ y
Sono dette proiezione canonica rispettivamente sul primo e secondo fattore.
Famiglie
Sia f : I −→ X una applicazione d'insiemi. Se poniamo xi := f(i), ∀i ∈ I, possiamo dimenticare la funzione f e scrivere semplicemente {xi}i ∈ I o anche (xi)i ∈ I, cioè xi con i ∈ I, cioè che varia da i a I.
Diagrammi
Un diagramma è una figura dove compaiono lettere che denotano degli insiemi e frecce che denotano delle applicazioni.
Un diagramma si chiama commutativo se per ogni coppia d'insiemi che vi compaiono, tutte le applicazioni del nel che si ottengono componendole frecce in tutti i modi possibili sono uguali. Per dire che un diagramma è commutativo, si scrive ◦1 ≡ ◦2.
Relazioni di equivalenza
Consideriamo una relazione R su un insieme X; R è detta:
Riflessiva se vale: ∀x ∈ X, xRx.
Simmetrica se vale: ∀x, y ∈ X, (xRy => yRx).
Transitiva se vale: ∀x, y, z ∈ X (xRy e yRz => xRz).
Una relazione R su X che ha queste proprietà è detta relazione di equivalenza su X.
Se R è una relazione di equivalenza su X scriviamo oltre che xRy o anche x ≡ y mod R e leggiamo congruo a y o equivalente a y, modulo R.
Classi di equivalenza
Definizione. Sia X un insieme ed una relazione di equivalenza R su X. Sia x ∈ X, si chiama classe di equivalenza di x e si denota con x/R o con [x], il sottoinsieme di X così definito:
[x] := {x' ∈ X | xRx'}
Osserviamo che x ∈ [x] si ha sempre.
Lemma
Ausilio nella dimostrazione di teoremi. Sia X un insieme ed una relazione di equivalenza R su X. Allora xRy <=> [x] = [y].
Dimostrazione. => Per ipotesi xRy. Facciamo vedere [y] ⊆ [x]. Sia z ∈ [y] => yRz => xRz => z ∈ [x] per la proprietà transitiva.
[x] ⊆ [y] segue per la proprietà simmetrica => [x] = [y].
<= Per ipotesi [x] = [y]. Si ha y ∈ [y] = [x] => y ∈ [x] => xRy.
Partizioni degli insiemi
Definizione. Una partizione A di un insieme X è un sottoinsieme di P(X) tale che:
∅ 6∈ A.
Y, Z ∈ A, Y ∩ Z 6= ∅ => Y = Z.
⋃Y ∈ A Y = X.
Proposizione
Sia R una relazione di equivalenza su X (insiemi 6= ∅). Allora l'insieme {[x], x ∈ X} delle classi di equivalenza è una partizione di X.
A(R) = {[x], x ∈ X} ⊆ P(X).
Dimostrazione.
1) [x] 6= ∅ perché x ∈ [x] => A(R) 6= ∅ perché ha almeno un elemento.
2) Siano x, y ∈ X tali che [x] ∩ [y] 6= ∅. Quindi ∃z ∈ [x] ∩ [y] => zRx, zRy => xRy => [x] = [y] per la transitività e simmetricità.
3) ⋃x ∈ X [x] = X. ⋃x ∈ X [x] ⊆ X è vera perché [x] ⊆ X. X ⊆ ⋃x ∈ X [x] è vera, infatti sia y ∈ X => y ∈ [y] ⊆ [x].
Proposizione
Sia X un insieme e A la sua partizione. Si può definire una relazione su X, la denotiamo con R(A), nel modo seguente:
x, y ∈ X, xR(A)y <=> ∃B ∈ A : x, y ∈ B
La relazione R(A) è una relazione di equivalenza su X le cui classi di equivalenza sono gli elementi di A.
Dimostrazione. Riflessiva: se x ∈ X, per la 3) deve esistere un B ∈ A : x ∈ B => xR(A)x.
Simmetrica è vera per definizione.
Transitiva: per ipotesi xR(A)y => ∃B ∈ A; x, y ∈ B, yR(A)z => ∃C ∈ A; y, z ∈ C. Allora y ∈ B ∩ C => B = C => x, z ∈ B => xR(A)z.
[x]R(A) = {y ∈ X | xR(A)y} ∈ A. Per costruzione le classi di equivalenza di R(A) sono gli elementi di A.
Osservazioni
Sia X insieme, R relazione di equivalenza su X. Allora la relazione di equivalenza associata alla partizione data dalle classi di equivalenza di R, cioè R(A(R)), è la relazione R.
Se A è una partizione qualsiasi su X, e consideriamo A(R(A)), cioè la partizione associata alla relazione associata ad A, è stessa.
Conclusione
Dare una relazione di equivalenza su X o dare una partizione di X è la stessa cosa.
Definizione
Sia X un insieme ed una relazione di equivalenza R su X. La partizione A(R) associata alla relazione R è detta insieme quoziente di X modulo R o anche X quozientato o anche X modulo R.
L'applicazione:
Π : X −→ X/R, x 7−→ [x]
è suriettiva e viene detta proiezione canonica sul quoziente o proiezione naturale sul quoziente.
X/R = {[x], x ∈ X} ⊆ P(X), è un insieme di sottoinsieme.
Passaggio al quoziente
Definizione - proposizione. Sia f : X −→ Y una applicazione di insiemi e sia R una relazione di equivalenza su X. Diciamo che f passa al quoziente rispetto ad R o anche passa al quoziente modulo R se esiste una applicazione f : X/R −→ Y tale che il seguente diagramma commuti.
X −→ X/R −→ Y, f : X −→ Y, Π : X −→ X/R, dove Π è la proiezione canonica sul quoziente.
Se esiste, si ha necessariamente f([x]) = f(x) ed f viene detta l'applicazione indotta da f sul quoziente.
f esiste se e solo se vale la: xRx' => f(x) = f(x').
Dimostrazione. Il diagramma commuta <=> f ◦ Π = f. Quindi se f esiste, si deve avere ∀x ∈ X, (f ◦ Π)(x) = f(x).
Se f esiste allora xRx' <=> [x] = [x'], f applicazione => f([x]) = f([x']) => xRx' => f(x) = f(x').
Viceversa se vale la proprietà allora basta porre f([x]) := f(x). f è una applicazione ben definita e il diagramma commuta.
Proposizione
Sia f : X −→ Y una applicazione di insiemi, allora il seguente diagramma è commutativo:
X −−−→ Y
x ? ?? ?? ? y
Π X/R −−−→ Im f
g
Inoltre f : X −→ Y, dove Π è la proiezione canonica sul quoziente, i è l'inclusione e f = i ◦ g, f = f ◦ Π.
g([x]) := f(x), e si ha che: Π è suriettiva, i è iniettiva e g è una biezione.
Inoltre f([x]) = f(x), f è iniettiva.
Quindi ogni applicazione di insiemi si fattorizza come composizione di una applicazione suriettiva e di una iniettiva.
Relazione d'ordine
Definizione. Se R è una relazione in X, diciamo che ha la proprietà antisimmetrica se vale:
∀x, t ∈ X, xRy, yRx <=> x = y
Definizione. Una relazione d'ordine o relazione d'ordine parziale su un insieme X (non vuoto) è una relazione su X che sia riflessiva, antisimmetrica e transitiva.
Se la relazione d'ordine ≤ verifica anche la proprietà:
∀x, y ∈ X si ha x ≤ y oppure y ≤ x
allora è detta relazione d'ordine totale.
Se ≤ è una relazione d'ordine su X, (X, ≤) è un insieme (parzialmente) ordinato.
O se ≤ è una relazione d'ordine totale su X, (X, ≤) è un insieme totalmente ordinato o catena.
Osservazione
Sia (X, ≤) un insieme ordinato. Allora possiamo definire una relazione < così:
x < y <=> x ≤ y e x 6= y
Questa relazione strettamente minore, gode di:
X < x non è mai vera, proprietà anti-riflessiva.
X < y, y < z => x < z, proprietà transitiva.
Osservazione
Sia < una relazione su un insieme X tale che valgano: 1) e 2) e allora possiamo definire una relazione ≤ su X nel modo seguente.
∀x, y ∈ X, x ≤ y <=> x < y o x = y.
Si vede facilmente che questa nuova relazione è riflessiva, antisimmetrica e transitiva.
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