Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Momo è un personaggio camaleontico che semina caos in cielo e sulla terra, rivelando i misfatti degli dei e rivendicando i diritti della natura.
  • Il valore della "rarità" e dell'ingegno è esaltato da Alberti come segno di divinità, associando eventi rari e individui eccezionali a una presenza divina.
  • L'artista-genio è assimilato al genio creatore, considerato un "alter deus", evidenziando l'associazione tra follia e talento artistico.
  • Momo propone che la vita dei vagabondi sia la migliore possibile, rovesciando i valori umanistici e negando l'importanza dell'istruzione.
  • L'opera di Alberti critica la cultura umanistica, sfidando l'orientamento pedagogico tradizionale e esaltando la diversità e l'eccezionalità.

Momo: il camaleontico seminatore di caos

Momo è un personaggio camaleontico, che continuamente cambia e assume ruoli e maschere differenti. È un essere stravagante, che incarna una malignità folle e astuta. Dopo aver seminato il caos in cielo, Momo viene esiliato e mandato sulla terra, dove ugualmente diffonde la confusione: prima, per indurli a ribellarsi, svela agli uomini i misfatti degli dei; poi si trasforma in filosofo ateo e rivendica i diritti della natura. Ogni tentativo di porre rimedio ai disegni maligni di Momo si conclude con un peggioramento della situazione, finché non viene richiamato dall’esilio: allora, però, continua le sue malefatte in cielo. Infine Giove, creatore del mondo che Momo ha messo a soqquadro, decide di rifarlo da capo, solo che compie l’errore di chiedere consiglio non agli architetti ma ai filosofi. Di nuovo ne deriva la confusione e il caos.

Il valore della rarità e dell'ingegno

Leggiamo l’inizio del Prologo, in cui l’autore conduce un discorso sul valore della “rarità” e dell’ingegno, che rendono l’uomo quasi divino; leggiamo anche un altro tratto dal Secondo libro, nel quale è ben visibile il rovesciamento di valori operato da Momo.

I brani proposti mostrano le diverse e singolari tonalità del Momo. Nella prima parte del Prologo Alberti traccia un’esaltazione dello “strano”,dell’evento raro, inconsueto. Questi aspetti sono,secondo l’autore, legati alla categoria della “divinità”:proprio gli eventi rari, infatti, sono il segno della presenza del divino, che attraverso prodigi e strane apparizioni si manifesta. Alberti passa poi all’ambito umano e si sofferma sugli uomini «fuori del comune» (r. 21), che «per ingegno […]emergono dalla massa» (r. 20). L’equivalenza è semplice: Momo, questo individuo eccezionale per la sua “rarità”, rivela in sé qualcosa di divino.

L'artista-genio e l'alterità

L’opera mostra così la propria linea di riflessione attorno alla capacità creatrice divina e umana.

Alberti risolve il tema dell’artista-genio – centrale nell’Umanesimo – con la sua assimilazione al genio creatore: l’artista è, come dice Alberti nel De pictura,alter deus (“un altro dio”). In questa visione proposta da Alberti si intravede anche quell’associazione tra follia e talento artistico che avrà poi tanta fortuna nei secoli successivi. La stessa rappresentazione dell’alterità rispetto alla massa implica, infatti, la coscienza di una natura eccezionale,che comporta in qualche misura un’esclusione,

una diversità.

Il paradosso della vita dei vagabondi

Nel secondo brano Alberti affida a Momo una rassegna delle attività degli uomini, che si conclude con un esito apparentemente paradossale: il miglior genere di vita possibile è riconosciuto nella condizione dei vagabondi. L’autore opera dunque un rovesciamento dei valori correnti, anche a fine comico. Ma la proposta di Momo comporta anche un più puntuale sovvertimento degli indirizzi prevalenti della cultura umanistica. Nella proposta di una conoscenza e di un genere di vita che «si apprende senza bisogno di alcun maestro» (r. 41) è infatti implicita la negazione del valore dell’istruzione,e dunque di un orientamento culturale come quello dell’Umanesimo, che era fortemente legato alla funzione pedagogica e all’opera dei grandi maestri, e degli intellettuali attivi negli Studia delle maggiori città.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Momo nel seminare caos tra gli uomini e gli dei?
  2. Momo è un personaggio camaleontico che, dopo aver seminato caos in cielo, viene esiliato sulla terra dove continua a diffondere confusione, rivelando i misfatti degli dei e trasformandosi in filosofo ateo. Ogni tentativo di fermarlo porta a un peggioramento della situazione (testo).

  3. Come viene rappresentato il valore della rarità e dell'ingegno nell'opera?
  4. Alberti esalta il valore della rarità e dell'ingegno, associandoli alla divinità. Momo, in quanto individuo eccezionale, incarna questa rarità e rivela in sé qualcosa di divino, emergendo dalla massa grazie al suo ingegno (testo).

  5. Qual è la visione di Alberti riguardo all'artista-genio?
  6. Alberti assimila l'artista-genio al genio creatore, definendolo "alter deus". Questa visione implica un'associazione tra follia e talento artistico, evidenziando la diversità e l'eccezionalità dell'artista rispetto alla massa (testo).

  7. Qual è il paradosso della vita dei vagabondi secondo Momo?
  8. Momo propone che la migliore condizione di vita sia quella dei vagabondi, rovesciando i valori correnti e negando l'importanza dell'istruzione, in contrasto con l'orientamento culturale umanistico che valorizzava l'opera dei maestri (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community