Questo appunto di Geografia tratta di tutto ciò che riguarda l'Africa del Nord, di cui vengono presi in esame tutti gli aspetti preminenti, come il territorio, la popolazione, aspetti sociali e culturali e peculiarità politiche ed economiche.
Africa del Nord: stati e conformazione del territorio
Il territorio dell’Africa settentrionale è costituito da:- Sahara occidentale
- Marocco
- Tunisia
- Libia
- Egitto
- Algeria
- Regione costiera = è caratterizzata da un clima temperato mediterraneo e dal bioma della macchia mediterranea
- Regione montuosa = ha un clima temperato, che diventa più freddo sulle vette dell’Atlante. L’ambiente è molto vario e passa dalla steppa al tipico ambiente dei rilievi montuosi.
- Regione desertica = ha un clima arido con temperature che superano i 50° di giorno e che toccano lo zero la notte. Le precipitazioni sono assenti. Il paesaggio è molto vario, perché ci sono distese di dune, chiamate erg, tratti formati da ghiaia, chiamati serir e infine territori occupati da formazioni rocciose, chiamate hamada. Ogni tanto, l’acqua delle falde affiora e torna in superficie attraverso le oasi. Il deserto del Sahara è costituito da un immenso tavolato alto dai 300 agli 800 metri. Il suo territorio non è uniforme: ci sono dune di sabbia, o roccia. Nel nord ci sono anche massicci vulcanici. Nel Sahara ci sono piccoli torrenti e dei laghi. Nel sottosuolo ci sono delle falde acquifere che permettono la formazione delle oasi. Il Sahara è grande quanto tutta l’Europa: in arabo vuol dire “vuoto”. Prima il Sahara era una savana popolata da grandi animali, quando nel 1250 a.C. dopo 50 anni di siccità si trasformò in un immenso deserto
- Madeira
- Canarie
- il Rif
- l’Atlante
- Mauritania
- Mali
- Niger
- Ciad
- Sudan
Aspetti sociali: popolazione, lingua e religione
La popolazione è costituita da:- arabi
- berberi = Marocco, Tunisia, Algeria
- tuareg = Sahara algerino
- nubiani = Egitto
La lingua più diffusa è l’arabo, ma vengono usati anche:
- dialetti locali
- inglese
- francese
La religione dominante è l’Islam, in particolare nella confessione sunnita; in Egitto, invece, è presente una minoranza cristiana copta. La diffusione di lingua, religione, cultura arabe ha delle precise ragioni storiche, che risalgono fino al VII secolo, quando i territori africani vennero conquistati dagli arabi, che riuscirono a creare un vasto impero. Invece, la presenza inglese e francese è dovuta al processo di colonizzazione che era stata avviata a partire dal XIX secolo proprio da Regno Unito e Francia.
L’Italia, invece, ha avuto solo una colonia: la Libia.
La decolonizzazione dell’Africa del Nord ha presentato alcune vicende molto significative. Il primo episodio è legato alla resistenza che l’esercito algerino ha portato avanti di fronte all’occupazione francese, che iniziò nel 1954 e terminò nel 1962. La battaglia più famosa è quella di Algeri. Un altro episodio che ha segnato la storia africana vide come protagonista l’Egitto, che continuò per molto tempo a sentire l’influenza del Regno Unito fino al 1952, quando ci fu un colpo di stato che instaurò la repubblica. Tra le principali riforme, vi fu la nazionalizzazione del Canale di Suez, che mette in comunicazione il Mediterraneo con il Mar Rosso.

Economia: aspetti centrali, attività, zone urbane
I Paesi di questa zona sono più sviluppati rispetto ad altre zone del continente, anche se sono diffusi:- alto tasso di disoccupazione
- povertà
- analfabetismo
- cereali
- olive
- uva
- datteri
- cotone
Le industrie sono attive soprattutto nel settore tessile e agroalimentare. Il turismo è una parte importantissima per alcuni stati come: Marocco, Egitto e Tunisia. Il reddito pro-capite è sicuramente superiore alla media del resto del continente.
Nell’Africa settentrionale la situazione economica è complessa. In molti stati il benessere e scarso e mancano i beni di prima necessità dovute alle carestie nella zona subsahariana. Infatti le agricolture coprono solo il 4% del territorio e sono concentrate nel Maghreb e lungo la valle del Nilo, in Egitto e nel Sudan. L’uso delle macchine agricole è scarso quindi si ricorre alle tecniche più antiche, anche se prima non era così infatti prima la zona sahariana era una pianura verdeggiante con fiumi e animali e dove c’era un ricco rendimento in fatto di agricoltura ma dopo il deserto avanzò e tutte le popolazioni della zona si impoverirono e da li inizio ad aumentare sempre di più la mortalità infantile e la densità della popolazione bassissima. Ora si coltivano soprattutto cereali dove prevalgono l’orzo ed il frumento; nelle zone aree costiere e sulle rive del Nilo e del Niger è diffusa la risicoltura e si coltivano soprattutto agrumi, ulivi e viti. Nelle oasi si producono datteri e banane, arachidi e cotone. Il principale problema agricolo e la carenza d’acqua. L’allevamento si pratica nelle popolazioni nomadi, pecore e cammelli. Lungo la costa si pratica la pesca di tonni e sardine.
Le risorse minerali aumentano nei paesi del Mediterraneo: Libia, Egitto e Algeria sono ricchi di petrolio e di gas naturale. Il Marocco è uno dei primi produttori di fosfati. In Algeria invece ferro, manganese, urano, piombo e diamanti. Malgrado queste risorse l’economia industriale e scarsa. Si limita sull’industria chimica, petrolchimica e siderurgica. Prevalgono le industrie alimentari e tessili. Nel sud del Sahara non esistono industrie, tranne qualche industria alimentare. Molto importante è la produzione dell’oro, argento, cuoio e tappeti.
Le vie di comunicazione, un tempo costituite dalle piste carovaniere tracciate tra le sabbie del deserto, vengono asfaltate anche se richiedono una continua manutenzione a causa della sabbia che le sommerge. Forte impulso hanno avuto i collegamenti aerei, sia quelli internazionali. Assai praticata la navigazione fluviale.