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Concetti Chiave

  • Il licenziamento collettivo coinvolge un numero elevato di lavoratori e non può essere impugnato per motivi ingiustificati, ma solo per violazione della procedura.
  • La procedura di licenziamento collettivo si articola in tre fasi: informativa, consultiva e conclusiva, ognuna con scadenze specifiche.
  • Nella fase informativa, l'imprenditore deve comunicare per iscritto le ragioni della riduzione del personale e i dettagli sui lavoratori coinvolti.
  • Durante la fase consultiva, le parti esaminano congiuntamente l'eccedenza del personale e cercano di ricollocare i dipendenti all'interno dell'azienda.
  • La legge prevede incentivi per favorire accordi, riducendo i contributi all'Inps in caso di intesa e triplicandoli se non si raggiunge un accordo.

Differenze tra licenziamento collettivo e individuale

In teoria, il licenziamento collettivo differisce da quello individuale solo per l'ampio numero di lavoratori coinvolti nel primo. In pratica, però, il licenziamento collettivo non può essere impugnato per motivo ingiustificato, ma solo per denunciare l'inosservanza dei criteri di scelta o della procedura.

Fasi del licenziamento collettivo

Quest’ultima prevede diverse fasi:

1) fase informativa. L’imprenditore comunica per iscritto alle RSA o RSU la propria intenzione di ridurre il personale, specificando i motivi tecnico-produttivi che impediscono di adottare una misura meno drastica. La comunicazione deve indicare il numero e i profili professionali del personale eccedente, oltre alle ragioni per cui è considerato tale. Il datore, infine, deve specificare le tempistiche entro cui intende attuare la riduzione dei propri dipendenti;

2) fase consultiva. Entro sette giorni dalla ricezione della comunicazione, le parti possono effettuare un esame congiunto, finalizzato a individuare le cause che hanno determinato l’eccedenza del personale. L’esame, soprattutto, mira a collocare i dipendenti vittime del licenziamento all’interno della stessa impresa. Esso deve concludersi entro 45 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione;

3) Fase conclusiva. Se le parti non trovano un accordo, il contenzioso è trasmesso alla sede amministrativa, che svolge un ruolo di mediazione tramite l’intervento dell’ispettorato o del ministero del lavoro. Quest’ulteriore fase deve concludersi entro altri 30 giorni. Se neppure in sede amministrativa viene raggiunto un accordo, quindi entro un massimo di 75 giorni (45 esame congiunto + 30 contenzioso amministrativo), la procedura si dichiara conclusa. Entrambe le parti riacquistano i rispettivi poteri di licenziare e di scioperare. Ciò, in pratica, accade però solo di rado.

Incentivi per accordi nel licenziamento

La legge, infatti, ha sempre incentivato il raggiungimento di un accordo congiunto o amministrativo. Basti pensare all’istituto della mobilità: in teoria, l’imprenditore doveva corrispondere all’Inps un contributo pari a 6 o 9 mensilità per ciascun lavoratore licenziato; in caso di accordo, però, l’importo si riduceva a 3 mensilità. L’incentivo ha continuato ad essere efficace anche in seguito alla sostituzione della mobilità con la Naspi: oggi, l'importo per il licenziamento deve essere sempre erogato, ma se le parti non raggiungono un accordo, esso è triplicato.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale differenza tra licenziamento collettivo e individuale?
  2. La principale differenza risiede nel numero di lavoratori coinvolti; mentre il licenziamento collettivo coinvolge un ampio numero di dipendenti, non può essere impugnato per motivo ingiustificato, ma solo per inosservanza dei criteri di scelta o della procedura.

  3. Quali sono le fasi del licenziamento collettivo?
  4. Le fasi del licenziamento collettivo includono: 1) fase informativa, in cui l'imprenditore comunica l'intenzione di ridurre il personale; 2) fase consultiva, dove si esamina congiuntamente la situazione; 3) fase conclusiva, che prevede la mediazione in caso di mancato accordo, con un termine massimo di 75 giorni per concludere la procedura.

  5. Quali incentivi esistono per raggiungere accordi nel licenziamento?
  6. La legge incentiva il raggiungimento di accordi, ad esempio attraverso la mobilità, dove l'importo da corrispondere all'Inps per ogni lavoratore licenziato si riduce in caso di accordo. Con la Naspi, se non si raggiunge un accordo, l'importo per il licenziamento è triplicato.

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