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Capitolo 4
I Rrcxlnul
otGeomernh ELEMENTARE
DELLo
spAzto ......56
lncidenza piani....
fra ............56
Parallelismo -
tra rette Dírezione ...........57
Refúe
sghembe"""""' ...........s7
Perpendícolarità e oftogonalità fra rette..... .............sT
lncidenza tra retta piano......
e ................gg
piani
due incidentie piani ortogonati..
lnO.ol2fra ...-.................5g
Proiezione oftogonale piano
su un .......5g
Teorema
dette perpendicotari..............
tre ................60
2 Spnzro
vETToRIALEV3
............. ..................60
Spazio
affine e relazione di Chasles. ........................60
Dipendenza
e indipendenza gase
rineare. Dimensione
div'. aivg..............................at
Prodotto scalare
in vr.......... ...................6J
Coseni direttori di un vettore .................65
Esercizi""' ..........66
3 CoonorHlrE
NELLo
spAzto........ .................67
Esercizi""' ......-...69
4 EQUAZIoNE
DI
UN
PIANo
NELLo
sPAzIo ........69
Esercizi..... ..........73
5 EeuAztoNt
Dt
UNA
RETTA
NELLo
spAzto........ ..................14
Esercizi..... ..........7g
puNTo
6 DrsreNze ptANo
Dt
uN DA
uN ............g0
Applicazione: forma normare di Hesse deil'equazione cartesiana piano............g1
di un
Esercizi"'-. ..........g2
7 Pnooorro vETToRtALE
Dt
DUE
vETToRt...... ....................g3
Distanza punto
di un da una retta.......... ..................E5
Esercizi..... ..........gT
8 PRoDorro
Mtsro Dr3 verroRr... .................8g
Proprietà prodotto
del misto di tre vettori................ ..................8g
Distanza
fra due rette sghembe.............. ..................gg
Esercizi..... ..........g1
punti,
56 Cap.4. vettori,
pianie rette
nello spazio
I Richiami di Geometria erementare
deilo spazio
paragrafo ha
Questo solo lo scopo di riassumere
brevemente
le nozioni elementari di
geometria
dello spazio,
nozioni che saranno
d'aiuto nella comprensione
dei metodi
vettoriali usati per risolvere
problemi concreti
o teorici nello spazio
euclideo.
Risulteranno
altresì-d'aitÍo
I'intuizione vari enti geometrici
fisicadei spaziali (punti,
piani, rette, ...), laddove
questa
possa
sàstituire
validamenie
un,arida
conoscenza
teorica.
così un tavolo, un foglio di carta
non piegato,
una lavag flà,
...possono
dare
benissimo
una rappresentazione
concretadeil'èntà
geometrico
astratto
piano.
Importante, comunque, è ritenere che, da punto
un di vista formale, tre punti non
allineati dello spazio, o due rette parallele e-distinte o due rette incidenti in punto
un
definiscono piano:
un
in 1 l
i / l /
c/ /'>ì<-,
i:z'"/
,/<
/ / /"/ :r,/
:! /
Il piano
unico passante
per i tre punti non allineati
A, B e C si indica anche
come
piano
(ABC), mentre
il piano
della
figura
a destra,
individuato
dalle
due
rette
r e s
incidenti
in A, si indica
con (rAs).
di geometria sono
applicabili
in ciascun
giana piano
dello spazio;
in
IIT] iitt",tati
partrcorare, p
due
punti distinti e di piano
un definiscono
e la retta
(pe) d;l piano
considerato
Incidenza
fra piani
piani
Due o sono
parallelí e distinti, o sono
coincidenti,
o sono
incidenti:
r
I
'r' 1'"
/ 'rz r
1 [,,,
Paralleli e distinti Coincidenti Incidenti
n11n2: O T(,1^îC2: TÍl: î82 TE{\TE2: î
L'intersezione di piani
due incidenti individua e definisce una retta nello
spazio.
In realtà,
nello spazio,
una retta è il fulcro di una stella infinita piani,
di
esattamente
come piano
nel punto
un è il fulcro di un fascio infinito di rette.
R.SANTORO:
Geometria Cap.4:
Punti,
vettori,
pianie rette
nelto
spazio 57
piano,
Nel bastano
due rette incidenti per individuare punto.
il Analogamente,
nello spazio,
bastano
due piani della stella
per individuare in modo univoco la
retta.
Parallelismo -
tra rette Direzione
Nello spazio,
due rette r e s sono parallele
se:
o Sono
coincidenti
. appartengono
ad uno stesso
piano e r-rs: A
Nello spazio, l'insieme di tutte le infinite rette parallele ad una data retta
individua una direzioae. possibile
é definire,
euindi in questo
modo, infinite
direzioni dello spazio.
In termini più rigorosi, nell'insieme delle rette dello
spazio, si introduc
e la relazione
di parallelismo tra rette. relazione é
euesta
una relazione
di equivalenzaed
induce,
nell'insieme di definizione,
una parti_
zione in classi di equivalenza ogni classe
di equivalenza
é una direzione dello
spozio.
Rette sghembe
Sono sghembe
due rette che, pur non avendo punti in
comune,
non sono parallele
e non hanno,
quindi, un
unico piano di appartenenza.
possibile
E dimostrare
che, date due rette sghembe
r e
s, esiste
un unico piano contenente
r parallelo
e a s ed
un unico piano contenente parallelo
s e a r; inoltre,
questi due piani paralleli.
sono
Perpendicolarità e ortogonalità fra rette
Nello spazio, due rette incidenti (e appartenenti,
allora, ad uno stesso
piano)
formanti un angolo retto si dicono
perpendicolari.
per
siano r e s due rette dello spazio. punto
un o dello spazio
si conducono
d u e r e t t e ,
l a r e t t a r ' p a r a l l e l a a d r e l a r e t t a s ' p a r a l l e l a a s . L e r e t t e r ' e ^ r , s o n o
incidenti e complanari.
se risulta che le rette
r'e r, sono perpendicolari,
si
dice che le rette r e s sono ortogonali.
se due rette
r e .r sono ortogonali, parallela
ogni ad r è ortogonale
ad ogni
parallela
ad s e viceversa.
Dunque la perpendicolarità
fra rette dello spazio é un particolare
caso della
ortogonalità fra rette dello spazi
o: nello spazio, due rette perperdicolari sono
due rette complanari che hanno direzioni ortogonali. R.SANTORO:
Geometria
punti,
58 Cap.4: vettori,
pianie rette
nello
spazio
Nella figura a lato è disegnato
una scatola.
avente la forma di un parallelepipedo.
Da questa
figura possibile
è ritrovare alcune
situazioni
già /'
descritte
o A
altre da vedere
ancora. "
1 i /
B,;. i,r''
Piani paralleli: (ABC) (FGH),
e F t
(AFD) (BGC),
e G
(AFB) (DEC),...
e
Rette
parallele: (AF) (CH) (DE);
,(BG), e
(AB), (DC), (EH) (FG);
e
(EF),
(HG),
(CB) (DA);
e
Rette
sghembe: 3Bì: ttSÌ
((EH) (AG),...
e
Rette perpendicolari: (AF) (FG),
e
(BG) (cE),...
e
Rette
orrogonali: (DE) (FG),
e
(AF) (cH),...
e
Dunque
due rette r possono
e.r essere:
incidenti (rÒs: In questo
caso
individuano
{A}). univocamente piano
il rAs.
:
non incidenti (rns Z). Bisogna
distinguere
due casi:
- le due rette sono complanari e sono quindi parallele.
- le due rette sono non complanari e si dicono sghenbe.
Incidenza tra retta piano
e
una retta può essere:
parallela ad piano,
un giacente sul piano o appartenente
piano,
al incidente piano,
il come nelle figure che seguono: r
/ -z;' a \
/ \
/
/ / \ p
/ / / "
/'
/ / /r
j /
lt "
1l \
Retta parallela piano
al Retta appartenente piano
al Retta incidente piano
il
rîtn: o rrìfi:r rnn: {P}
Come è chiaro dalla figura a destra,
una retta incidente piano
un n interseca
il
piano n in un punto
solo P.
R.SANTORO:
Geometria Cap.4: Punti, vettori,
pianie rette netto spazio Sg
circostanza
Questa consente
di definire I'orto_
gonalità
tra retta r piano
e 7r:
una retta r inci_
p
dente un piano n in perpendicolare
è a 7r
se
tutte le rette giacenti piano
sul passanti
a e
per P formano con r un angolo retto (oppure
sono pe{pendicolari
ar).Yanotato che lorette /i 4
(incidenti in P) r e a individuano piano,
un il a/
i
piano (rPa), ed è questo
su piano che si verifica I
perpendicolarità
la di r e a. Analogamente
per I
tutte le altre p.
rette passanti
di n I
per
La retta perpendicolare p
a n in è unica. viceversa, piano
il perpendicorare a
rinPèunico.
Angolo fra due piani incidenti piani
e ortogonali
Siano r.1e,
n2due
piani incidenti in
p
r. Per punto
un qualunque di r si
conduce piano
un perpendicolare
zr
a r. Risulta:
TlflT[:aen2fln:b.
7 piano
Sul (apb) si misura I'angolo
/
/ qPó. Tale angolo definisce
anche
I'angolo (detto pure angolo diedro)
tra i piarú
due n1e n2.
se I'angolo
diedro è retto i piani
due si diconop erpendicolari o ortogonali.
puo
si anche dire che due piani sono ortogonali se e soltanto se piano
un
contiene
una retta ortogonale
all'altro piano. Due piani ortogonali,
evidentemente,
sono sempre
secanti.
Se piani
due secanti
n1e n2sono ortogonali
ad un terzo piano n3la retta
r
d'intersezione
tra 11 e n2 é ortogonale piano
al z1 .
Proiezione ortogonale su piano
un
Dato punto
un P piano
ed un n, proiezione
si dice
ortogonale
di P su n, I'applicazione
che fa corri_
p,
spondere
a P punto
il d'intersezione della retta
ortogonale
condotta
da P su n piano
ed il n stesso. 1
p'
Per abuso
di inguaggio
si dice anche
che é la
p
proiezione
ortogonale
di su n.
Analogamente può
si proiettare ortogonalmente piano
sul un segmento,
una
retta o una figura qualunque.
Nella figura di sopra,
ad esempio, proiezione
la
ortogonale
del segmento é il segmento e la proiezione
tpel ortogonale
[p'e']en
della retta (PQ) é la (P'Q')ezr.
retta R.SANTORO:
Geometria
punti,
60 Cap.4'. veftori,
pianie rette
neilo
spazio
Teorema delle tre perpendicolari
Sia n un piano, O un punto del piano e r unct
retta giagente PI
sul piano e non pqssante
per O. Il
punto H é la proiezione , +t*
ortogonale r
di O su r. ol
,/ t
Per O si conduce la retta perpendicolare
d ql A___<'n
piono n. Allora ogni retta congiungente
un d
p
punto qualunque di d con punto
il per_
H è
pendicolare alla retta r.
Dimostrazione
ruustrazlOng:
Il teorema
é certamente p
vero se il punto coincide con O, in quanto, in
questo
caso,
(oH) é ortogonale
ar per definizione proiezione
di ortogonale.
Sia, allora, P*o' piano
Il é ortogonale
alla
(poH) retta
r,in quanto (che
d e
ortogonale ad ogni retta del piano n) é ortogonale a r, (OH),
e per
definizione di proiezione
ortogonale, perpendicolare
é a r. I)unque ogni
retta del piano (PoH) é ortogonare
a r; particolare
in lo é ra retla(pH) di
questo
piano.
Per
riprendere
l'esempio
del parallelepipedo pagina
di 5g, possono
si ancora
mettere
in evidenza
i seguenti
enti geometrici:
Rette piano
e perpendicolari: retta
(EF) piano
e (EFG),
retta
(AB) piano
e (GBC),
...
Piani perpendicolari: (ABC) (FAB),
e
(FEH) (EHC),
e
((DBG) (FEH),
e ...
2 Spazio vettoriale V3
Sia X l'insieme dei punti dello spazio.
L'estensione
della definizione
di puo
V2 farsi
subito a V3, insieme dei vettori dello spazio, dove un vettore di V3 è una'ciasse
di
equivalenza
rispetto alla relezione
di equipollenza
definita nell,insieme
2x2 dei
bipunti dello spazio. ,,
Anche per v3 possibile
è definire vna operazione r
interno, rispetto (v3, +)
a cui è
un gruppo abeliano ed una operazione esterno,la moltiplic azione
di un vettore per un
numero
reale,
le proprietà
cui sono del tutto identiche
a quelle viste per V2. In tal
modo, può
si dire che (V.,R,+;
Ia struttura é una struttura dí spazio vettoriale reale.
Spazio affine e relazione di Chasles
possibile
E' stabilire
un'applicazione
q tra I'insieme
delle
coppie punti
di
dello spazio
(appartenenti
all'insieme
xx)) e I'insieme
dei vettori
di v.:
+ V:
V.2x2 - + i
n : ( A , B )
L'applicazione risulta
essere
suriettiva
ma non iniettiva.
7
R.SANTORO:
Geometria Cap.4:
Punti, pianie
vettori, rette
neilo spazio
61
Lo spazio X collegato, dall'appli cazione allo
ry,
'\re spazio vettoriale V3 si chiama spazio ffine"
Se prende
si un punto piano
O del affine 7r
come
punto privilegiato, risulta, per qualunque coppia
o (A,B) punti
di di Xx): Relazione
di
Chasles
- - +
OA+AB=OB =
Dipendenza e indipendenza lineare. Dimensione di v3. Base di v3
In V3 due vettori de 6sono collineari o linearmente =
dipendenti
se 6 kà
oppure se esiste
una coppia di numeri (1r, (0,
* 0) tale che
0)
TSli
d+pb=0.
In v3, tre vettori d,6 ed sono
linearmente
indipendenli
se la relazione
d+86+yd=d
possibile
è solo con la terna :
di numeri reali (o (0,0,0).
, ,y
0 )
E facile verificare che
il numero massimo
di vettori linearmente indipendenti
di V3
è uguale questo
a 3: significa che la dimensione di V3 è 3.
possibile,
É allora, scegliere qualunque
una terna (èr,Ar,4) di vettori
linearmente
indipendenti
di v3 come base
di vj. un vettore adiv può
3si
scrivere
come combinazione
lineare
dei vettori di base:
a-xér+!èz+zè3
I y
numeri x, e z si chiamano
componenti
numeriche
di d rispetto alla base
scelta.
Cambiando
la base
le componenti
numeriche
cambiano.(*)
(*) Facendo
riferimento alle sue componenti
numeriche
rispetto ad una data base,
il vettore d di V, Ruò
l,l
Irl l*l
- l l - l l r l
anchescriversid=l)loppur.Alll:intalcasoilvettorelylrlchiamaanchevenore-colonn
(..J
[.,/ [.j
l"ì
essendo righee I colonna.
Potrebbeanchescriversi comeunamatrice
d
)
| lunumatriceavente3
[.J 'vettore'
:
avente
I riga e 3 (x, y,
colonne:
d x); in (x, y,
tal caso
il z) si chiamerebbe
vettore-riga.
A seconda
dei casi.
sono
utilizzate
entrambe
le notazioni. R.SANTORO'.
Geometria
punti,
62 Cap.4'. vettori,
piani e rette
netto spazio
=
d =
+ ar)+ d, xé, yè,
+ + zè.
@,
possibile
E' dimostrare
che, dati due vettori:
:
d ard, + arè, =
+ arè, bré,
+ brè,
,6 + bré3
,
questi
sono collineari se e solo se:
o,l q,) a,l
lo, lo, lo,
-lb, o'
u,l=lu:
,,1=
b,l=
It,
Dati tre vettori
=
d arè,
+ arè, =
+ arèr,6 brè,
+ brè, =
+ brèr,è crè,
* crè, + cré,
di V3, vale il seguente
teorema: " " 1
a2 , l
P'
+ , olr, b2
e , b , c s o n o =
c o p l a n a r i b . l
I
c2 c " l
lct J l
In effetti, se i tre vettori sono coplanari, sono anche linearmente dipendenti e,
quindi, la combinazione
lineare
d,d+86+yd=ó
possibile
é con (cr
una terna il
,F che
,y)*(0,0,0), significa,
sostituendo
le
componenti
dei tre vettori, che:
+ arè,
4(grd, + arer)+ (n,e,
+ bré, + brer)+y
F + crè,
+r,à, ó =
G,é, )=
(oo,
+ +yc,), *(oo, + +ycrh,
Bb, *@o. =
+ +ycrh
Bb, ó +
Bb,
R.SANTORO:
Geometria Cap.4: Punti,
vettori,
pianie rette
netto spazio
63
gb., g
+ =
+yc,
luo, g
+ =
+yc,
Bb,
]aa, g
+ :
+yc,
lua, Bb,
Il sistema
precedente
é un sistema
lineare
omogeneo
(cioé con i secondi
membri tutti uguali a zero). sistema
può
euesto fornire una soluzio
ne diversa
da q_uella
banale g,y =
(o, (o,o,o)
{ se e solo se il
) } determinante
dei
coefficienti