Antoni Gaudi: geometria, statica e natura, un’architettura concepita nello spazio
Indice
Premessa
La vita
Le opere
Casa Vicens, Barcellona. (1883-1888)
Villa Quijano o “El Capricho”, Comillas. (1883-1885)
Padiglioni della Proprietà Güell, Barcellona. (1884-1887)
Palazzo Güell, Barcellona. (1886-1888)
Collegio delle Teresiane, Barcellona. (1889)
Casa Calvet, Barcellona. (1898-1900)
Casa Batlló, Barcellona. (1898-1900)
Casa Milà o “La Pedrera”, Barcellona. (1905-1910)
La geometria gaudiana
Il metodo di progettazione e la statica
Oltre l’aspetto decorativo, geometria e statica naturale
Il concetto dello spazio
La concezione dell’architettura
Il gotico, l’Art Nouveau e l’interpretazione surrealista
Bibliografia
Premessa
Molto spesso l’architettura di Gaudi viene semplificata e banalizzata. In particolare se ne ricorda l’esuberanza formale, l’originalità, la stravaganza, la ridondanza. Se ci si limita a questi aspetti superficiali è impossibile comprendere l’architettura gaudiana. Purtroppo in molti testi relativi a questo architetto, anche autorevoli, si è commesso questo errore. L’errore è per altro abbastanza scusabile date le oggettive difficoltà interpretative relative al tema. Ad un primo approccio potrebbe infatti sembrare che le forme delle architetture di Gaudi si giustifichino da sole, siano cioè semplicemente il frutto dei gusti estetici del loro ideatore. Come si dimostrerà, questo non corrisponde affatto alla realtà. Gaudi non è un’artista plastico: le sue forme nascono dalla volontà di risolvere problemi di tipo pratico, gli stessi che gli architetti si sono posti da sempre.
Per supportare questa tesi si procederà trattando brevemente della vita dell’architetto e del quadro storico entro cui si trovò a lavorare, verranno dunque immediatamente analizzate alcune delle opere principali del maestro mettendo in evidenza gli elementi caratterizzanti del suo stile e le soluzioni adottate più frequentemente per risolvere piante e prospetti. La parte conclusiva di questa trattazione verrà infine dedicata a mettere in risalto le ragioni che stanno alla base della spazialità di questo architetto. In particolare si evidenzierà l’importanza fondamentale che in Gaudi assumono la geometria e la statica. Per concludere, si tratterà di alcuni aspetti della poetica di questo autore e dell’interpretazione che se ne ebbe.
La vita
Il 12 giugno del 1926 Antoni Gaudi i Cornet veniva seppellito nella chiesa della Sagrada Familia. Alla realizzazione della chiesa, dove risiedeva da dodici anni, aveva lavorato per i precedenti quarantatre anni. Cinque giorni prima, Gaudi veniva investito da un tram. Come ogni pomeriggio, dopo il lavoro, si stava recando dalla Sagrada Familia verso la vicina chiesa di S. Filippo Neri per pregare. I passanti che assistettero all’incidente non riconobbero nell’anziano steso a terra e vestito di stracci l’architetto la cui fama era immensa in tutta la Spagna.
Gaudi nasce a Reus il 25 giugno del 1852. In qualità di figlio di un ramaio trascorre un’infanzia umile. All’età di diciassette anni Gaudi lascia Reus per studiare architettura all’Accademia di Barcellona. Verrà accettato con il voto “ammesso”, il più basso tra quelli concessi dall’università.
Negli anni dell’Accademia si distingue per il suo atteggiamento ostinato e appassionato, in misura molto minore per i risultati conseguiti. Nel 1875 presenta per l’esame di progettazione un progetto per portale di cimitero, arrivando a disegnare un impressionante carro funebre al solo scopo di “meglio trasmettere l’atmosfera”. Nel frattempo lavora presso alcuni architetti della città e si appassiona alle opere di Ruskin e Viollet-le-Duc. Visita Carcassonne e analizza le mura con una tale attenzione da essere scambiato per Viollet-le-Duc stesso, che recentemente ne aveva curato il restauro.
Fig. 1: Progetto di Gaudi per il cortile coperto dell’Amministrazione provinciale di Barcellona risalente agli anni dell’Accademia, dettaglio in acquerello,
Fig. 2: Progetto per portale di cimitero presentato da Gaudi per l’esame di “progettazione” del 1875,
Fig. 3: L’università di Barcellona, foto storica della facciata.
Finita l’Accademia Gaudi è un giovane che ama ben vestirsi e ben vivere, un giovane appariscente per i capelli biondi e gli occhi azzurri, così rari in Spagna, un giovane che compra cappelli da “Arnau” ma indossa scarpe usate.
Nel 1878 Gaudi partecipa all’Esposizione Universale di Parigi dove incontra il favore di Eusebi Güell. Si avvia così un rapporto che sarà fondamentale per la carriera successiva dell’architetto.
Nello stesso anno Gaudi realizza la sua prima opera importante, un complesso operaio per la cooperativa dei lavoratori di Matarò. Sono gli anni di un Gaudi ancora in cerca di uno stile personale, orientato verso il neogotico in architettura, il socialismo in politica, l’anticlericalismo in ambito religioso.
Ma soprattutto Gaudi è un catalano. Questo senso di appartenenza alla sua terra diverrà così forte in tarda età, da fargli rifiutare di rispondere alle domande dei giudici se formulate in castigliano.
Nell’ambito della rivalutazione della Catalogna e del suo glorioso passato medioevale nasce il “Centre Excursionista” cui Gaudi si unisce e con cui visita e studia le grandi cattedrali gotiche e le imponenti costruzioni moresche di cui la sua terra abbonda.
Fig. 1: Gaudi nel 1878, all’età di ventisei anni,
Fig. 2: Eusebi Güell i Bacigalupi, ricco industriale amico e protettore di Gaudi, foto del 1915,
Fig. 3: Il convento di Poblet, in rovina, una delle opere di riferimento dell’architettura catalana.
Le prime opere di Gaudi si caratterizzano per una mescolanza di stili che lo accompagnerà per tutta la vita. Accolto con favore sia dalla stampa che dalla popolazione, sarà il progetto di Gaudi per un lampione della Plaça Real a Barcellona. Questa sarà anche l’unica committenza pubblica che gli verrà assegnata nel corso della sua vita. Al riguardo si ricorda che la carriera di questo architetto sarà segnata dalla quasi totale assenza di riconoscimenti ufficiali. Per tutta la vita Gaudi sentirà di aver fallito in qualità di architetto, come testimoniato da numerose sue dichiarazioni. Ciò nonostante Gaudi otterrà una notevole fama presso le ricche famiglie di Barcellona e presso molti enti privati. Nel 1881 la “Associazione Spirituale dei Devoti di San Giuseppe” acquista un terreno per la costruzione di una chiesa. L’associazione si opponeva alla secolarizzazione della civiltà contemporanea e promulgava un ritorno ai valori fondanti del cattolicesimo, in particolare quello della famiglia. Per queste ragioni si era deciso di assumere quale santo patrono San Giovanni e di dedicare la chiesa alla famiglia di Gesù. Nel 1883, dopo varie vicissitudini, l’Associazione affida a Antoni Gaudi la realizzazione della Sagrada Familia.
Fig. 1: Progetto di lanterna stradale per il Paseo de Muralla del Mar a Barcellona, l’esaltazione della Catalogna è evidente per la presenza dei nomi delle famiglie dei più celebri ammiragli catalani,
Fig. 2: Lanterna stradale sulla Plaça Real a Barcellona, prima realizzazione di Gaudi,
Fig. 3: Progetto di Francisco de Paula de Villar per la Sagrada Familia risalente al periodo precedente l’assegnazione dell’incarico a Gaudi, la differenza stilistica è evidente.
L’assegnazione di questo incarico comporta un improvviso aumento della fama dell’allora sconosciuto Gaudi. I suoi primi due capolavori sono Casa Vicens e la casa di campagna a Comillas, ribattezzata “El Capricho”. In questa prima fase le influenze sono moresche. Sarebbe tuttavia più opportuno definirle mudéjar. Si tratta di uno stile caratterizzato dall’utilizzo di laterizio e ceramica secondo le tradizioni costruttive tipiche della regione iberica. Sono dunque presenti alcune componenti appartenenti alla cultura architettonica araba e altre prossime a quella spagnola.
Fig. 1: Casa Vicens, Barcellona, 1883-1888,
Fig. 2: Casino El Capricho, Comillas, 1883-1885,
Fig. 3: Plaza de Toros, Madrid, tipico esempio di stile mudejar.
Nel 1884 Gaudi realizza la prima delle opere commissionategli da Eusebi Güell: la sistemazione delle proprietà della famiglia a Barcellona. Nel cancello di ingresso a forma di drago si scorgono influenze Liberty fortemente reinterpretate, probabilmente desunte dal frequentatissimo salotto dei Güell. Allo stesso mecenate si deve anche la realizzazione di Casa Güell, a Barcellona. Il progetto nasce come semplice residenza urbana ma si trasforma ben presto in un grandioso palazzo. Un elemento caratterizzante di Gaudi è senza dubbio l’originalità del suo metodo di lavoro, fondato sull’assenza totale di piani definitivi. È infatti solo durante le fasi realizzative che il progetto viene progressivamente e lentamente messo a punto. Ne è un esempio calzante la realizzazione di una piccola saletta per l’ascolto della musica wagneriana, di cui Güell era un profondo estimatore. Nei primi progetti questa saletta è un piccolo spazio accorpato all’edificio principale, nell’opera realizzata essa è posta al centro dell’intera costruzione e si estende per un’altezza pari a tre piani.
Fig. 1: Finca Güell, presso Barcellona, 1884-1887,
Fig. 2: Finca Güell, particolare del cancello in ferro rappresentante un drago,
Fig. 3: Palazzo Güell, Barcellona, 1886-1888.
Nello stesso periodo Gaudi realizza due importanti opere di carattere religioso: il Collegio delle Teresiane di Barcellona e il Palazzo Episcopale di Astorga. Data la valenza sacrale delle due costruzioni, Gaudi impiega un registro molto più rigoroso e dimesso. Gli influssi sono gotici, ma al solito se ne intravedono solo delle suggestioni. Il giudizio di Gaudi nei riguardi dello stile gotico è tra l’altro non privo di contraddizioni. Gaudi dimostrò di apprezzare fortemente questo stile e lo assunse come modello in varie sue opere, ciò nonostante egli ebbe anche modo di criticare alcuni elementi strutturali tipici del periodo. Si ricorda in proposito il giudizio negativo formulato a riguardo degli archi a sesto acuto e, soprattutto, degli archi rampanti. Questi ultimi avevano per Gaudi una mera funzione statica ed erano perciò elementi accessori che egli definì, con non poca ironia, “stampelle”. Nelle sue opere Gaudi sostituirà gli archi rampanti con un elemento strutturale che gli sarà caratteristico: l’arco parabolico. Ne vediamo il primo esempio proprio nel Collegio delle Teresiane. Nel Palazzo Vescovile troviamo invece il primo impiego dei tipici pilastri inclinati.
Fig. 1: Collegio delle Teresiane, Barcellona, 1888-1889,
Fig. 2: Collegio delle Teresiane, archi parabolici dei corridoi che affacciano sui cortili,
Fig. 3: Palazzo Episcopale, Astorga, 1887-1961.
La libertà compositiva di Gaudi giunge ai suoi esiti più alti con altre tre opere fondamentali: il Parco Güell, Casa Batlló e Casa Milà. In queste opere ci si allontana progressivamente da un’architettura intesa come creazione dell’uomo per avvicinarsi ad una concezione molto più plastica, più organica dell’edificio. Le facciate imitano il movimento dei flutti marini, gli interni ricordano il ventre materno, tutto si fa movimento avvolgente.
Fig. 1: Parco Güell, Barcellona, 1900-1914,
Fig. 2: Casa Batlló, Barcellona, 1898-1900,
Fig. 3: Casa Milà, Barcellona, 1905-1910.
Dal 1914 Gaudi rifiuterà ogni ulteriore incarico per dedicarsi alla progettazione e alla costruzione della Sagrada Familia. Sempre più forte è nell’autore la convinzione di essere il successore dei grandi costruttori delle cattedrali medioevali. Egli si sente investito di un ruolo, di una missione. Come avveniva per le cattedrali medioevali egli è consapevole che la chiesa non può essere il risultato dell’atto creativo di un solo uomo, dovrà piuttosto nascere dal lavoro di più generazioni. “Sarà San Giuseppe in persona a finirla”, affermerà l’architetto in più di un’occasione. Negli ultimi anni della sua vita Gaudi non disdegna di elemosinare con il cappello in mano per ottenere fondi per la costruzione della chiesa. Nell’opera Gaudi porta a compimento le sue teorie sul perfezionamento del gotico: mancano contrafforti ed archi rampanti, sono numerosi gli archi parabolici e i pilastri inclinati che aveva avuto modo di mettere a punto nella piccola cripta realizzata per la cittadina operaia dei Güell, alla periferia di Barcellona.
Fig. 1: Facciata della Passione della Sagrada Famiglia, foto storica scattata poco prima del termine dei lavori nel 1978,
Fig. 2: Sagrada Familia, Barcellona, 1883-…,
Fig. 3: Cripta della Colonia Güell, presso Barcellona, 1898-1917.
Alla morte di Gaudi si andavano già diffondendo in Europa le idee funzionaliste del Bauhaus. L’architettura gaudiana e la sua complessa spazialità vennero dunque relegate ai margini del dibattito culturale. Le ragioni di questo fatto si approfondiranno in seguito. Per ora ci limitiamo a riferire le parole dello stesso autore il quale, interrogato riguardo al futuro dell’architettura, così rispondeva:
“Gli angoli spariranno e la materia svelerà le sue rotondità astrali; il sole penetrerà in tutte le direzioni: sarà la rappresentazione del Paradiso”.
Le opere
Attraverso l’analisi di alcune delle principali opere dell’architetto si è cercato di mettere in evidenza le peculiarità dello stile di Gaudi. Si è scelto tuttavia di concentrarsi essenzialmente sulle opere residenziali e di tralasciare capolavori quali la Sagrada Familia e la Cripta della Colonia Güell, da molti ritenuta la vera opera magna dell’architettura gaudiana.
Questa scelta è stata guidata da due considerazioni. La prima riguarda la maggiore correlazione tra le opere selezionate e la progettazione di residenze ispirate allo stile di Gaudi, oggetto della seconda parte di questa esercitazione. La seconda considerazione si basa invece sul fatto che lo stile di Gaudi varia notevolmente da progetto a progetto, al contrario di quanto si creda comunemente. La marcata riconoscibilità di alcune delle opere di Gaudi spinge infatti molti a ritenere che egli abbia avuto uno stile unitario per tutta la sua carriera. In realtà un abisso separa il Collegio delle Teresiane dalla Sagrada Familia, così come immensa è la distanza tra il Casino di Comillas e Casa Milà.
Questa differenza di stile è dovuta, senza dubbio, alle diverse destinazioni d’uso degli edifici, ma anche ad una notevole evoluzione dello stile e degli interessi personali dell’architetto. Come vedremo, lo stile di opere come la Sagrada Familia si basa su elementi geometrici e spazialità estremamente complessi, che non potrebbero essere compresi se non in seguito a studi approfonditi, e che in ogni caso non troverebbero applicazioni in edifici per abitazioni. I progetti residenziali di Gaudi si basano infatti su elementi geometrici molto semplici. Gli interni, come gli esterni, sono molto più regolari di quanto si ritenga comunemente. Spesso solo il piano nobile è connotato in maniera particolare, mentre tutti gli altri livelli hanno semplici pareti piane ed angoli di novanta gradi.
In questa seconda parte tenteremo quindi di descrivere l’evoluzione stilistica dell’architetto limitandoci all’ambito residenziale.
Casa Vicens (1883-1888)
Località: Barcellona.
Tipologia: abitazione unifamiliare.
Questo progetto è il primo in cui Gaudi abbia affrontato il tema della residenza unifamiliare. Le dimensioni dello spazio disponibile sono piuttosto limitate ma è evidente l’intenzione da parte dell’autore di realizzare un’opera dal forte impatto visivo.
Fig. 1: Pianta piano terra,
Fig. 2: Pianta piano seminterrato,
Fig. 3: Pianta sottotetto.
La pianta presenta una forma approssimativamente quadrata. Questa è resa più complessa, soprattutto al piano terra, dall’aggiunta di numerosi corpi aggettanti che non si corrispondono da piano a piano.
Si sottolinea poi la presenza di una pluralità di collegamenti verticali. Tra questi, uno solamente si estende dallo scantinato fino al tetto terrazza. Questa prima scala è tradizionalmente risolta mediante quattro rampe disposte a formare un quadrato, in questo modo si ricava un pozzo centrale per l’illuminazione. Una seconda scala collega il seminterrato al piano terreno, si tratta in questo caso di una scala ad un’unica rampa, probabilmente utilizzata dalla servitù. Un’ultima rampa collega direttamente il giardino allo scantinato in modo da rendere possibile l’accesso a questo piano senza dover attraversare la casa. Si evidenzia perciò uno sforzo da parte dell’autore per rendere quanto più funzionale possibile l’utilizzo di tutti gli ambienti.
Per quanto riguarda la ripartizione degli ambienti interni si rileva l’assenza di corridoi distributivi. Ciascuna stanza affaccia liberamente sulle altre, in particolare nel seminterrato. Nei piani superiori si cerca di limitare il concatenarsi degli ambienti facendo in modo che l’angolo comune tra quattro stanze contigue sia aperto. In questo modo si crea una sorta di bussola dalla quale si può accedere ai quattro ambienti indistintamente.
Il piano terreno è leggermente sopraelevato rispetto al piano del giardino, dunque alcune scale vengono poste in corrispondenza dell’ingresso principale e di quello secondario.
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