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Concetti Chiave

  • All'inizio del Novecento, l'Europa viveva la belle époque, caratterizzata da un progresso apparente, ma afflitta da disuguaglianze sociali e tensioni ideologiche come il nazionalismo e il razzismo.
  • Le masse iniziarono a influenzare significativamente la politica, mettendo in crisi i sistemi liberali e costringendo le classi dirigenti a riconsiderare le istituzioni democratiche.
  • In Gran Bretagna, la crescita del Labour party e l'alleanza con i liberali portarono a un sistema politico più democratico e a riforme sociali avanzate.
  • Le crisi politiche in Francia e Germania furono più gravi rispetto a quelle in Gran Bretagna, con l'affare Dreyfus che divise la Francia e un crescente autoritarismo in Germania.
  • I conflitti coloniali tra le potenze europee, come l'incidente di Fashoda, portarono alla formazione della Triplice Intesa tra Francia, Inghilterra e Russia, aumentando le tensioni internazionali.

L’Europa e il mondo agli inizi del Novecento

1- Delinea i caratteri dell’egemonia europea nel mondo e le sue contraddizioni.

L'egemonia europea e le sue contraddizioni

All’inizio del Novecento la parte centro-occidentale dell’Europa era nel pieno della belle époque. Erano gli anni del trionfo di una società borghese dinamica, ricca e sicura della possibilità di progresso grazie all’industria e all’innovazione scientifico-tecnologica. In parte ciò corrispondeva al vero, in parte era frutto di un’ illusione destinata a dissolversi allo scoppio delle prime granate nel 1914. Capitale di questa Europa in pieno sviluppo era Parigi. Questa nuova società europea era però attraversata da tensioni fortissime: era ricca ma alimentava disuguaglianze economiche e sociali; era in prevalenza liberale ma in realtà dominata da un’élite industriale e finanziaria sempre più monopolistica e decisa a far valere i propri interessi; mostrava fiducia nel razionalismo e nella scienza, ma vedeva crescere al suo interno movimenti che ispiravano a ideologie irrazionalistiche come il nazionalismo e il razzismo.

2- Quale ruolo assunsero le masse sulla scena politica?

Il ruolo delle masse nella politica

In quasi tutti i paesi il tardo Ottocento aveva portato un grande sviluppo della partecipazione popolare alla vita politica. Ma proprio l’ampliamento della partecipazione politica, la sindacalizzazione del mondo del lavoro, il diffondersi dei movimenti di massa misero in tensione i movimenti politici, anche quelli più avanzati in senso liberal-democratico. La belle époque era tutt’altro che socialmente pacificata; molti paesi attraversarono momenti di crisi dei loro sistemi politici: le classi dirigenti, preoccupate di perdere il controllo del conflitto sociale, furono indotte a mettere in discussione le stesse istituzioni liberali, a cominciare dal parlamentarismo.

3- Quali tensioni attraversò la Gran Bretagna e come furono risolte?

Tensioni e risoluzioni in Gran Bretagna

La Gran Bretagna conobbe una fase di tensione acuta: la crescita della conflittualità operaia e la nascita di un nuovo partito socialista di derivazione sindacale, il Labour party, spostarono a sinistra l’asse della vita politica, preoccupando i conservatori, che persero le elezioni dopo un ventennio di egemonia. L’unione fra liberali e laburisti fece fallire ogni progetto di riduzione del potere del parlamento a vantaggio dell’esecutivo, tanto che la Gran Bretagna uscì dalla crisi con un sistema politico più democratico, promotore di un avanzato programma di riforme sociali.

4- In che differirono le tensioni di Francia e Germania da quelle della Gran Bretagna e a quali esiti portarono?

Crisi politiche in Francia e Germania

Più travagliata fu la crisi nella Francia della Terza repubblica, il cui sistema politico era fortemente instabile. L’affare Dreyfus fu il terreno sul quale si scontrarono i democratici e le sinistre da un lato, e la destra nazionalista dall’altro. Quest’ultima vedeva nella condanna di Dreyfus una vittoria sull’intera cultura liberale, considerata responsabile del disordine e del declino dei valori tradizionali. In Germania, paese con sistema politico autoritario, alla crescita del potere personale del kaiser Guglielmo II e alla riduzione del ruolo del parlamento si accompagnò una politica estera aggressiva sia in campo coloniale, sia nella politica degli armamenti, ispirata dai circoli militari e industriali più conservatori.

5- Che conflitti emersero tra Francia e Inghilterra, Germania e Francia, Russia e Giappone per il predominio coloniale? Quali nuove alleanze nacquero in Europa?

Conflitti coloniali e nuove alleanze

Il campo coloniale era diventato il terreno privilegiato di una politica di potenza che contrapponeva i grandi stati europei. Già con l’incidente di Fashoda (1898), gli imperialismi erano entrati in urto e francesi e inglesi avevano sfiorato la guerra. Pochi anni dopo, entrarono in conflitto Russia e Giappone per il controllo della Manciuria. Il pericolo di uno scontro fra le potenze europee si presentò in occasione delle due crisi marocchine che videro confrontarsi Germania e Francia. Un quasi conflitto coloniale che rafforzò l’antica rivalità fra i due paesi e il revanscismo (= rivincita) francese a proposito dell’Alsazia-Lorena. I conflitti in campo coloniale si sommavano alla crescente tensione anglo-tedesca in campo navale: alla costruzione di una grande flotta da guerra tedesca gli inglesi risposero con una legge (Two Powers Standard) che imponeva alla flotta inglese di conservare una superiorità di almeno il 10% rispetto alle maggiori flotte mondiali. La rivalità che opponeva la Germania all’Inghilterra sui mari e alla Francia in campo coloniale spinse questi due paesi ad abbandonare le loro divergenze e a stringere un’alleanza, l’Intesa cordiale del 1904. A questa si unì la Russia per timore di rimanere isolata. Nacque così la Triplice Intesa (1907), percepita dai tedeschi come una minaccia di accerchiamento, cui Berlino opponeva la già esistente Triplice Intesa (Germania, Austria-Ungheria, Italia).

6- Cosa si intende con le espressioni stati nazionali, nazionalizzazione della massa e stati multinazionali?

Stati nazionali e multinazionali

L’Europa di inizio Novecento era composta da stati nazionali, organizzazioni politiche che esercitano la propria sovranità su un territorio ben definito e su popolazioni che riconoscono un’identità condivisa. E’ questo il risultato di un processo secolare che ebbe il suo compimento nella seconda metà dell’Ottocento con le unificazioni italiana e tedesca e con quel fenomeno di nazionalizzazione delle masse, cioè di integrazione delle popolazioni in un sistema istituzionale e culturale comune. Presenza di tre grandi stati multinazionali: l’impero austro-ungarico, l’impero russo e l’impero ottomano. La presenza di nazionalità diverse entro una stessa compagine statale aveva dato e dava luogo a conflitti e a spinte indipendentistiche tali da poter costituire un problema sempre aperto per l’unità politica dello stato.

7- In che consisteva l’instabilità della regione dei Balcani? Quali potenze aspiravano al suo controllo? Quando la situazione divenne critica e quali conflitti esplosero?

Instabilità e conflitti nei Balcani

Sulla penisola balcanica il problema delle rivendicazioni nazionali e quello dei conflitti politici fra le grandi potenze si unirono for-mando una miscela esplosiva che sarebbe esplosa con la prima guerra mondiale. Man mano che l’impero ottomano si indeboliva si accentuava l’instabilità della regione balcanica e si sgretolava la soluzione che Bismarck aveva escogitato al congresso di Berlino nel 1878. L’Austria considerava i Balcani sua sfera di influenza, appoggiata dalla Germania; la Russia ne faceva il perno della propria strategia di espansione verso il Mediterraneo; anche l’Italia puntava a inserirsi nel disfacimento dell’impero turco per affermare la propria egemonia sull’Adriatico, mentre la Gran Bretagna non poteva più sottrarsi alla necessità di giocare un ruolo in un’area vitale per i propri interessi nel Mediterraneo e per le comunicazioni con l’Oriente. Fra le potenze locali, la Serbia mirava a costruire un’egemonia sulla regione (nazionalismo grande-serbo), appoggiata dalla Russia e in contrasto con la Bulgaria. Ma anche gli altri stati dei Balcani meridionali coltivavano l’aspirazione di espandere i loro territori a spese dell’impero ottomano. La situazione degenerò quando a Istanbul la sollevazione dei Giovani turchi portò alla deposizione del sultano. L’Austria si annetté la Bosnia-Erzegovina inasprendo l’ostilità della stessa Serbia, che mirava ad avere uno sbocco al mare, e irritando l’Italia, interessata al controllo delle coste adriatiche della penisola balcanica. Ne seguì una fase di guerre il cui unico esito fu quello di infliggere un altro colpo all’impero ottomano e di esasperare il conflitto fra Austria-Ungheria e Serbia per il controllo dei Balcani.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali contraddizioni dell'egemonia europea all'inizio del Novecento?
  2. L'egemonia europea era caratterizzata da una società borghese ricca e dinamica, ma anche da forti disuguaglianze economiche e sociali, dominata da un'élite monopolistica e attraversata da ideologie irrazionalistiche come il nazionalismo e il razzismo.

  3. Come influenzarono le masse la politica europea nel tardo Ottocento?
  4. L'ampliamento della partecipazione popolare e la sindacalizzazione del lavoro generarono tensioni nei movimenti politici, portando le classi dirigenti a mettere in discussione le istituzioni liberali, creando una situazione di instabilità.

  5. Quali furono le conseguenze delle tensioni politiche in Gran Bretagna?
  6. La Gran Bretagna, attraversata da conflitti operai e dalla nascita del Labour party, uscì dalla crisi con un sistema politico più democratico e un programma di riforme sociali, grazie all'unione tra liberali e laburisti.

  7. In che modo le crisi politiche in Francia e Germania differirono da quelle in Gran Bretagna?
  8. La Francia affrontò una crisi instabile con l'affare Dreyfus, mentre la Germania, sotto un sistema autoritario, vide un aumento del potere del kaiser e una politica estera aggressiva, portando a tensioni interne e conflitti esterni.

  9. Quali conflitti coloniali emersero tra le potenze europee e quali alleanze si formarono?
  10. I conflitti coloniali, come l'incidente di Fashoda e le crisi marocchine, portarono alla formazione della Triplice Intesa tra Francia, Inghilterra e Russia, percepita dalla Germania come una minaccia, contribuendo a un clima di crescente rivalità.

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