Concetti Chiave
- Il 1848 è definito "anno della primavera dei popoli", segnando un periodo di insurrezioni e richieste di libertà dopo gli anni di repressione del Congresso di Vienna.
- Le idee di Mazzini, che promuovevano una partecipazione attiva del popolo per un'Italia libera e repubblicana, contrastavano le sette segrete come la Carboneria, percepite come limitate e poco inclusive.
- Le rivoluzioni del 1848 portarono alla concessione di costituzioni in vari paesi europei, dando inizio a un tentativo di democratizzazione e partecipazione civica.
- In Francia, l'insurrezione contro la monarchia portò alla proclamazione della Repubblica e al suffragio universale maschile, rafforzando il potere della borghesia liberale.
- In Italia, le insurrezioni a Venezia e Milano furono inizialmente vittoriose, ma la mancanza di strategia di Carlo Alberto e la successiva repressione austriaca segnarono la sconfitta del movimento rivoluzionario.
La primavera dei popoli
Il 1848 sarà chiamato l’anno della primavera dei popoli, cioè dopo che il Congresso di Vienna aveva bloccato tutte le libertà e in contrapposizione erano nate le sette segrete come la Carboneria, dove i componenti si incontravano di nascosto ma venivano regolarmente scoperti e denunciati, con patrioti che morivano volendo che l’idea vincesse. Poi erano nate le idee come quelli di Mazzini, che dicevano no alle sette, perché il loro limite era stata proprio la segretezza che aveva impedito il consenso del popolo e in più non avevano un programma preciso, e quindi l’idea di un popolo partecipe per formare un’Italia libera, indipendente e repubblicana, poi altre forme di pensiero come Gioberti, Cattaneo e Balbo.
Rivoluzioni e costituzioni
Fatto sta che nel 1848 in alcune città o in alcuni paesi viene concessa la Costituzione dopo una rivoluzione, questo significa che dopo l’immobilismo politico di alcune forze, dopo il tentativo di trasformazioni sociali- economiche- culturali di alcuni paesi, finalmente scoppia un ciclo di rivoluzioni (la coscienza ci mette un po’ a emergere, nel senso che agli intellettuali viene prima l’idea però c’è troppo scollamento con il popolo, magari il popolo capisce a grandi linee che queste idee degli intellettuali sono giuste, ma li sente troppo distanti). Fatto sta che prima che tutto questo prenda il via in una maniera vincente dobbiamo arrivare al 1848.
Costituzione è la possibilità di democrazia che a differenza del Congresso di Vienna, dove decidevano per tutti e guai a chi si ritrovava, guai a chi scriveva, guai a chi pensava, ben diverso è scritto in una Costituzione in cui vi sono scritti i diritti e i doveri dei cittadini e questa è la democrazia.
Già c’erano stati vari tentativi riformistici, addirittura avevamo avuto le idee del Pontefice Pio IX, che aveva acceso le speranze di molti, perché finalmente vedevano un Papa che anziché essere contro il popolo, sembrava essere dalla parte del popolo.
Vari paesi come Svizzera, Inghilterra, Francia, Boemia, addirittura nel Regno delle due Sicilie dopo un’insurrezione popolare che fallirà concedono la Costituzione.
Il ruolo della borghesia
In Francia cresce l’opposizione alla monarchia e in seguito alla proibizione da parte del governo di una manifestazione di protesta, il popolo di Parigi insorge e proclama la Repubblica e si forma un governo provvisorio che darà diritto al voto (suffragio universale maschile), diritto al lavoro, tutto questo porterà ad una vittoria della borghesia liberale non del proletariato, che era ancora troppo arretrato per poter fare delle vere richieste.
Borghesia liberale che cerca di portare avanti degli ideali democratici e in certi casi socialisti, fanno una loro Costituzione dove vengono dati pieni poteri al Presidente della Repubblica direttamente eletto dal popolo che sarà Luigi Napoleone Bonaparte, Napoleone III, quindi la classe si sposta a destra e questo avviene nel 1849.
Tentativi di rivoluzione in Europa
Ci sono dei tentativi di rivoluzione anche in Germania e in Austria, i moti tedeschi hanno due obiettivi: la trasformazione liberale delle istituzioni e l’unificazione della Germania. Nessuno dei due viene raggiunto, sia per le divisioni tra moderati e democratici, sia per i disaccordi sui progetti di unificazione, sia per il rifiuto da parte del re prussiano Federico Guglielmo IV di accettare dall’Assemblea rivoluzionaria di Francoforte la corona tedesca (aprile 1849).
Mentre in Austria i sovrani asburgici fanno un’opera di repressione.
Insurrezioni in Italia
Per l’Italia abbiamo Venezia, dove gli insorti liberano dal carcere Manin, il quale assume la guida del movimento e caccia gli austriaci e porta alla formazione di un governo provvisorio, a Milano con le cinque giornate, le truppe di Radetzky si devono ritirare. Dopo le insurrezioni di Venezia e Milano, i liberali moderati convincono Carlo Alberto a muovere guerra contro l’Austria, ma le varie incertezze del re piemontese nella condotta delle operazioni belliche avvantaggia gli austriaci, i quali riconquistano la Lombardia e le cinque giornate rimangono un ricordo di coscienza politica elevata, L’Austria impone al Piemonte un armistizio, agli inizi del 1849 nascono la Repubblica Toscana e quella Romana, ma ormai le sorti della rivoluzione sono segnate in tutta Europa e dopo la seconda sconfitta di Carlo Alberto, la repressione si abbatte sull’Italia che porterà il ricordo di questo 1848 come l’anno in cui tutto si poteva fare.
Scenderanno in Italia le truppe francesi di Napoleone III, che entreranno a Roma, perché Napoleone III era un grande difensore del Papa. Venezia alla fine si arrende all’Austria.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'anno 1848 nella storia europea?
- Quali erano le principali caratteristiche delle Costituzioni concesse nel 1848?
- Quale ruolo ha avuto la borghesia nelle rivoluzioni del 1848?
- Quali furono i risultati dei moti rivoluzionari in Germania e Austria?
- Che impatto ebbero le insurrezioni italiane del 1848?
L'anno 1848 è conosciuto come la "primavera dei popoli", un periodo di rivoluzioni e richieste di libertà in risposta all'immobilismo politico del Congresso di Vienna, che aveva represso le libertà e alimentato il desiderio di democrazia e partecipazione popolare.
Le Costituzioni del 1848 rappresentavano una possibilità di democrazia, stabilendo diritti e doveri dei cittadini, in contrasto con le decisioni autoritarie del Congresso di Vienna, e segnavano un passo verso la partecipazione popolare.
La borghesia liberale ha giocato un ruolo cruciale, proclamando la Repubblica in Francia e ottenendo diritti come il suffragio universale maschile, ma ha anche spostato la propria posizione politica a destra, favorendo un governo presidenziale con Luigi Napoleone Bonaparte.
I moti tedeschi e austriaci non raggiunsero i loro obiettivi di trasformazione liberale e unificazione, a causa di divisioni interne e repressione da parte dei sovrani asburgici, evidenziando le difficoltà nel realizzare le aspirazioni popolari.
Le insurrezioni in Italia, come quelle di Venezia e Milano, inizialmente portarono a successi contro l'Austria, ma alla fine furono soffocate dalla repressione austriaca e dalla mancanza di unità tra i liberali, segnando un periodo di grande speranza e successiva delusione.