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che cos'è la prospettiva accidentale


Definizione di prospettiva accidentale


La prospettiva accidentale è quella che abbiamo dinnanzi a noi quando siamo davanti a una determinata scena dipinta senza guardare il quadro prospettico rispetto alla parete frontale. Essendo una prospettiva molto particolare, spontanea e anche casuale, la prospettiva accidentale è un tipo di prospettiva naturale.
Questo genere di prospettiva inizia ad essere sperimentata e ad essere scoperta a partire dal Cinquecento utilizzandola e applicandola per la prima volta a degli oggetti disposti rispetto alla scena che viene rappresentata oppure la si è iniziata ad utilizzare iniziando a pensare a delle architetture poste in una posizione angolare di 45°.

Utilizzo vero e proprio della prospettiva accidentale


Sarà in età tardo-barocca che si deciderà di utilizzare nell’ambito della storia dell’arte la prospettiva accidentale. La visione d’angolo infatti verrà apprezzata in questo periodo soprattutto per il suo bell’effetto scenografico e dinamico. Questa viene utilizzata inizialmente specialmente nell’ambito delle scenografie teatrali soprattutto per rendere l’idea della spettacolarità. Sarà anche il Giovanni Battista Piranesi ad utilizzare questa prospettiva per l’incisione delle sue bellissime carceri. E’ questo il periodo di massimo trionfo dell’uso della veduta ad angolo capace di dare degli effetti spettacolari, spiazzanti e suggestivi. Anche l’artista Canaletto, seppur facendo uso della prospettiva centrale nelle sue opere, talvolta ricorrerà all’utilizzo della veduta ad angolo.

La prospettiva accidentale inoltre rende anche l’idea tipica dell’inquadratura fotografica. come se ciò che si sta rappresentando renda l'idea di una vera e propria fotografia nell’ambito di un’opera artistica.

L’uso della prospettiva accidentale nel corso dei secoli successivi


Nel corso dell’Ottocento la tecnica della prospettiva accidentale verrà sperimentata anche dai pittori impressionisti francesi nelle loro opere artistiche. Gli artisti impressionisti per esempio rappresentano nelle loro tele le città nei loro bellissimi e magnifici effetti cromatici riprendendole nelle loro angolazioni dinamiche.

Anche nella realizzazione di interni viene utilizzata la visione d’angolo, garantendo la resa dell’idea della profondità spaziale seppur rappresentando anche solo una piccolissima parte di spazio. Uno dei pittori più celebri che ricorre all’uso della visione d’angolo è senz’altro il pittore olandese Vincent Van Gogh. Egli ricorre a questa tecnica in particolar modo per rendere evidente l'idea della deformazione degli oggetti che sta rappresentando. La stessa deformazione degli oggetti viene sperimentata anche da Henri Matisse nelle sue tele: il pittore usa la prospettiva accidentale per esempio per la resa delle finestre aperte sul paesaggio.

Anche i pittori delle Avanguardie novecentesche faranno ampio uso della prospettiva accidentale per disegnare degli edifici maestosi. Anche per la progettazione architettonica di opere molto importante è il ricorso a questo genere di tecnica, in quanto dà una vera e propria idea realistica e naturale degli spazi, dando anche l’idea del volume. Tra gli altri pittori che ne fanno ricorso ricordiamo anche Edward Hopper che la sperimenta per la riproduzione di spazi geometrici.
Essa verrà anche utilizzata da importanti fotografi, soprattutto quelli che scatteranno foto con dei soggetti architettonici.

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