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Canto 1 Purgatorio


IL purgatorio è un luogo di transizione. Qui la realtà non è eterna, come nell’inferno o nel paradiso; nel giorno del giudizio, infatti, le anime che meriteranno andranno in paradiso, qelle dannate saranno condannate all’inferno.
Il purgatorio è costituito da una montagnetta, formata da diverse cornici. Qui ci sono le anime che si sono pentite. Queste anime, pur avendo commesso peccati capitali, tramite il pentimento possono essere perdonati.
La terra che aveva accolto Lucifero dopo la sua caduta, era andata a formare dall’altro emisfero, dall’altra parte, la montagna del Purgatorio. Ulisse ha cercato di vedere questa montagna, come sappiamo nel canto XXVI. Questo tentativo di vedere ciò che era ancora sconosciuto gli costa la vita. Attraverso il personaggio simbolico di Ulisse, Dante dimostra di essere invece arrivato nella spiaggia del Purgatorio, dove c’è la misericordia di Dio.
Le anime del Purgatorio non sono legate a un cerchio, come nell’inferno, ma percorrono il purgatorio fino alla cima della montagna. Mentre nell’inferno abbiamo la disperazione del singolo individuo, l’individuo nella sua solitudine, le anime del Purgatorio hanno invece scoperto la dimensione dell’amore. Vediamo le anime tutte insieme, nell’aspetto della solidarietà, dell’amore. L’inferno è un luogo buio, il luogo della perdizione e della morte, nel Purgatorio invece si comincia a intravedere la luce, l’alternarsi del giorno e della notte, un luogo chiaroscurale, elemento che dà una connotazione già più terrena e umana.
Nel Purgatorio avremo temi più miti, come il tema della nostalgia dei cari, il tema dell’amicizia. Si addolciscono i temi trattati.

Proemio

Dante e Virgilio, appena lasciato l’inferno, si ritrovano sulla spiaggetta del Purgatorio. Qui incontrano un vecchio, Catone, il custode del Purgatorio. Alla morte di Pompeo avvenuta a Farsàlo, alcuni suoi seguaci, tra i quali lo stesso Catone, continuarono a fare resistenza. Dopo una seconda sconfitta, avvenuta nel 46 A.C, Catone si suicida. Lucano scrive un’opera sulla guerra civile tra Pompeo e Cesare. Ma perché Catone è il custode del Purgatorio?
Pier delle vigne si uccide per una sua questione personale; Catone, invece, si uccide per gli ideali politici. Vede che il trionfo di Cesare è ormai vicino e non vuole sottomettersi a questo regime, perciò è un vero difensore della libertà. Viene ricordato il mito del re Pieno, le cui figlie avevano sfidato le muse nel canto. Calliope, colei che si era presa l’incarico di questa sfida, vinse la gara e per punizione le figlie del re furono trasformate in gazze. Questo mito esorta a non essere superbi.
Lo bel pianeto è Venere, un pianeta che dà un impulso positivo con la sua bellezza e la sua luce.
Nella concezione medioevale dantesca, il periodo classico e la storia vengono considerati come un’anticipazione e una prefigurazione di ciò che sarebbe avvenuto e si sarebbe completato in maniera perfetta. Catone assume quindi un valore simbolico: il difensore della librtà politica. Il valore più alto è tuttavia la verità spirituale, quella interiore, ma essa non si conquista facilmente. E’ un concetto più arduo da capire rispetto alla libertà politica. Ma senza la libertà politica, non ci sarebbe la libertà interiore, che è ciò che si realizza in maniera compiuta.
L’uomo medioevale, Dante, coglie in Catone l’anticipazione della libertà politica.
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