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Alighieri,Dante-Inferno-Discesa al secondo cerchio


Così discesi del cerchio primaio
giù nel secondo, che men loco cinghia,
e tanto più dolor, che punge a guaio.

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata

vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.

Sempre dinanzi a lui ne stanno molte;
vanno a vicenda ciascuna al giudizio;
dicono e odono, e poi son giù volte.

«O tu che vieni al doloroso ospizio»,
disse Minòs a me quando mi vide,
lasciando l’atto di cotanto offizio,

«guarda com’entri e di cui tu ti fide;
non t’inganni l’ampiezza de l’intrare!».

E ’l duca mio a lui: «Perché pur gride?

Non impedir lo suo fatale andare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare».

Parafrasi


Così discesi dal primo cerchio al secondo, che racchiude uno spazio minore ma tanta maggiore sofferenza, che stimola i dannati ai lamenti. Vi sta a guardia Minosse, in tutto il suo orrore, ed emette suoni bestiali: esamina le colpe dei dannati all’ingresso del cerchio , li giudica e li manda via al cerchio loro destinato, avvolgendo la coda al proprio corpo. Voglio dire che, quando l’anima dannata giunge di fronte a lui, confessa interamente i propri peccati; e quel giudice esperto dei peccati , sa bene quale cerchio è ad essa adeguato; si avvolge con la coda un numero di volte corrispondente al cerchio in cui vuole che sia mandata. Davanti a lui vi sono sempre molte anime: si presentano al giudizio una dopo l’altra, confessano i peccati e ascoltano la sentenza e immediatamente vengono precipitate in basso. “Tu che vieni in questa sede di dolore”, disse Minosse quando mi vide, tralasciando l’adempimento di un compito così importante, “stai attento a come entri e a chi ti affidi: non lasciarti ingannare dall’ampiezza dell’ingresso”. E la mia giuda a lui:” Perché continui a gridare? Non ostacolare il suo viaggio voluto dal cielo: così è stabilito in Cielo, là dove si può tutto ciò che si vuole, e non chiedere altro”.
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