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Canto I


Nel primo canto Dante racconta di essersi ritrovato,all'età di 35 anni, in una selva oscura poichè aveva perso la via dritta,quella giusta,della vita. Non si sa esattamente cosa rappresenti questa selva oscura per Dante. Di sicuro,però,possiamo intuire che all'improvviso,per qualche ragione che egli non esplicita,Dante si ritrovò in una situazione di difficoltà. Egli vorrebbe uscire,fa di tutto per riuscirci. Poi si trova fuori dalla selva,vorrebbe a questo unto andare verso una luce che vede su una montagna illuminata dal sole. Va verso la montagna,credendo di essere uscito dalla selva,ma mentre cammina incontra tre bestie feroci che gli sbarrano il cammino e lo rimandano pian piano nella selva. Il protagonista vive una condizione di angoscia:da una parte ha paura di ritornare nella selva che egli stesso definisce un luogo spaventoso,dato che il sol pensiero gli rinnova la paura;dall'altra parte ha paura di andare avanti perché il cammino gli è sbarrato da altri problemi,quali le bestie. Esse hanno tutte un significato secondario che Dante sembra abbia preso da alcuni bestiari che aveva letto nel corso della propria vita. Ad esempio,la prima bestia che incontra,la Lince,rappresenta la lussuria.
Questa bestia non si spostava dalla vista di Dante,tanto che pensò di tornare indietro come si percepisce dal verso in cui Dante dice "ch'i fui per tornar più volte volto" dove "volte volto" rappresenta una paranomasia (l'accostamento di due parole simili nel suono ma con significato diverso). La seconda bestia che Dante incontra è il Leone,che rappresenta la superbia e l'arroganza e che si avvicina ad egli,con fare minaccioso. L'ultimo animale è la Lupa,che rappresenta l'avarizia e la cupidigia. Essa è così agra che sembra non abbia mangiato da una vita. Dante,a questo punto,perde tutte le speranze di salvezza e lo capiamo dalla similitudine in cui Dante paragona sé stesso ad una persona che per tutta la vita a accumulato ricchezze,ma che poi perde tutto e si demoralizza completamente. La lupa,lo spinge verso la selva,Dante in questo momento ha urgentemente bisogno d'aiuto ed in suo soccorso appare dinanzi a lui una figura fioca,che è Virgilio. Appena Dante vede questa figura chiede pietà,poichè non ha ancora riconosciuto Virgilio. Questi si svela a poco a poco e vedendo Dante indietreggiare gli chiede perchè sta tornano nella selva e non sale lungo la collina (simbolo di Dio e di vita buona che porta alla beatitudine eterna). Dante stenta a credere che sia davvero Virgilio,il suo mito,colui del quale aveva letto ogni singolo libro e lo paragona ad una fonte di poesia che lo aveva ispirato. Successivamente gli chiede aiuto indicandogli la Lupa che lo aveva enormemente spaventato. Virgilio cerca di far capire a Dante che deve camminare sempre insieme a lui,percorrendo un tragitto completamente diverso da quello che lui aveva pensato,se vuole veramente tirarsi fuori dalla situazione di disagio in ci si trova (tra le bestie e la selva),dove avrebbe visto gli spiriti dannati imprecare contro la loro seconda morte,quella dell'anima. Dante inizia a piangere,all'interno dell'inferno ciò capita spesso quando Dante è spaventato ed è una caratteristica del Dante personaggio (Dante Agens). Successivamente Virgilio avvisa Dante del fatto che la lupa non lascia passare nessuno e che non si sarebbe spostata,anzi,di solito segue le proprie prede e le uccide. Siamo di fronte ad un'allegoria:la lupa è il simbolo della cupidigia che avvelena l'anima fino ad uccidere. Molti uomini peccano di cupidigia fino a quando il Veltro,che è letteralmente un cane da caccia particolarmente adatto alla ricerca della preda,si metterà sulle traccie della Lupa fino a trovarla,azzannarla e distruggerla riconducendola nell'inferno che è il posto originario del peccato della cupidigia. Non si sa a chi stia alludendo realmente Dante in maniera allegorica,secondo alcuni potrebbe essere Arrigo VII di Lussemburgo,uno dei contendenti del trono tedesco ai tempi in ci l'Italia era parte dell'impero tedesco. Dante pensava che questo giovane potesse conquistare il trono e mettere in ordine l'Italia,infatti egli era completamente contro gli imperatori tedeschi che erano "rei".
Secondo lui,di aver abbandonato l'Italia al suo destino. Secondo Dante il veltro sarà una persona completamente lontana dal desiderio di potere,di successo e di ricchezza bensì desidererà saggezza,amore e virtù e la sua nazione sarà composta da umili ed egli sarà la salvezza per l'Italia. Virgilio annuncia,inoltre,a Dante che non avrebbe potuto accompagnarlo in paradiso e che lo avrebbe affidato a Beatrice. Attraverso una terzina malinconica parla della propria condizione di spirito che si trova nel limbo (luogo ai margini dell'inferno,bellissima regione dove ci sono gli atei). Dante gli chiede di accompagnarlo di modo che egli possa arrivare alla porta di san Pietro (la porta del paradiso) e quando Virgilio si incamminò,egli lo seguì.
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