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La teoria atomica di Dalton

La teoria atomica di Dalton

Dalton elaborò dei postulati che si basavano su teorie del passato, come ad esempio la teoria degli atomi di Democrito, questi postulati erano 4
Tutta la materia è costituita da atomi, ossia particelle indistruttibile e che non potevano essere create. Gli atomi di un elemento non possono essere convertiti in atomi di un altro elemento, ma questi atomi possono combinarsi fra di loro formando differenti sostanze. Gli atomi di un elemento sono identici sia nella massa che nelle proprietà e differiscono da tutti gli atomi degli altri elementi.
Oltre a questi postulati Dalton spiegò anche le leggi di conservazione della massa, ossia la conservazione della massa, secondo cui due o più atomi combinandosi ed andando a formare un elemento non altereranno la loro massa, inoltre questi atomi che si combinano formando altri elementi non saranno altro che una frazione fissa della massa totale del suddetto elemento.
Ma nel 1910 Thomson scoprì che l’atomo non era la parte più piccola della materia, dato che questo è divisibile in particelle subatomiche, una di queste è rappresentata dall’elettrone, ossia una particella enormemente piccola avente carica negativa e che “corre” attorno all’atomo. Ma dato che la materia è di per sé neutra, il componente base di quest’ultima non può avere una carica, positiva o negativa che sia, e Rutherford risolse questo problema, proiettando delle particelle alfa contro placche d’oro, e tali particelle furono rispedite all’indietro, e tale effetto poteva essere provocato solo da delle particelle piccolissime ed aventi carica positiva, e questo sono i protoni, che hanno la stessa carica dell’elettrone, ma solo di segno opposto, inoltre questi si trovano nel “nucleo”, assieme ai neutroni che hanno carica neutra.
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