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Energia - Il problema dell'energia

Fra tutte le risorse di cui abbiamo bisogno, l’energia gioca un ruolo particolarmente importante, non solo perché usiamo energia in ogni azione della nostra vita, ma anche perché c’è energia incorporata in ogni prodotto della nostra attività. La chimica è coinvolta in mille modi nel problema energetico. In ogni reazione chimica c’è in gioco energia.

La raffinazione del petrolio, che porta alla forma di energia più usata nei trasporti, cioè i combustibili liquidi, è un processo chimico molto complesso molto energivoro. La produzione di sostanze di uso comune richiede enormi quantità di energia: ad esempio, per produrre una tonnellata di materie plastiche si consuma una quantità di energia pari a quella generata da 2,5 tonnellate di petrolio. Oggi lo sviluppo delle energie rinnovabili, in particolare dell’energia solare e dell’energia eolica, richiede l’uso di materiali speciali, spesso basati su elementi chimici presenti in natura in quantità molto limitate, come le cosiddette Terre rare, che fino a pochi anni fa erano oggetto di studio solo da parte di alcuni specialisti.

Attualmente circa il 90% dell’energia primaria proviene dai combustibili fossili, un risorsa indubbiamente molto comoda, che usiamo in quantità massicce. Oggi al mondo, ogni secondo, si consumano 1.000 barili di petrolio, 96.000 metri cubi di metano e 222 tonnellate di carbone . Però già da diversi anni ci stiamo rendendo conto che l’uso dei combustibili fossili causa gravi problemi, in parte imprevisti, che ci mettono di fronte a limiti con i quali dobbiamo confrontarci. Stiamo infatti attraversando una crisi energetica dalla quale potremo uscire solo con l’aiuto della chimica. Il primo problema è che i combustibili fossili si stanno esaurendo, come accade per tutte le risorse non rinnovabili. Inoltre, consumando i combustibili fossili, si producono sostanze molto nocive per la salute dell’uomo (ossidi di azoto e zolfo, idrocarburi aromatici polveri sottili, metalli pesanti, ecc.) e si immettono nell’atmosfera enormi quantità di anidride carbonica, un dei gas responsabili per il cambiamento climatico.
Un terzo problema, legato all’uso dei comodi, ma costosi e non omogeneamente distribuiti combustibili fossili, è la forte disparità nei consumi energetici fra le varie nazioni della Terra. Cosa si può fare per fronteggiare la crisi energetica che già sperimentiamo e che è destinata ad aggravarsi? La risposta ha due facce: consumare meno energia e trovare fonti alternative ai combustibili fossili . Nei paesi sviluppati come l’Italia, di fronte ad una domanda di energia sempre crescente, la politica adottata finora è stata quella di aumentare le impostazioni di combustibili fossili: continuare su questa strada significa correre verso il collasso economico, ambientale e sociale. Oggi, la prima cosa da fare è mettere in atto provvedimenti mirati a consumare di meno.

L’energia è una risorsa in via di esaurimento? Le risorse energetiche che hanno alimentato la civiltà umana nell’ultimo secolo si stanno sensibilmente assottigliando. Oltre l’80% dell’energia primaria che oggi consumiamo nel mondo è ottenuta dai combustibili fossili. Possiamo discutere all’infinito di quando raggiungeremo il picco di produzione del petrolio, del gas o del carbone. Possiamo illuderci che le risorse non convenzionali o “estreme” di petrolio e gas verranno in nostro soccorso. Resta il fatto che la festa dei combustibili fossili avrà comunque fine nel corso di questo secolo mentre, nel frattempo, continueremo ad alterare il clima del pianeta, con conseguenze economiche e sociali del tutto imprevedibili. Solo se la nostra generazione ritiene di essere l’unica padrona e beneficiaria delle risorse energetiche esauribili del pianeta, può continuare su questa strada. Se invece ritiene di avere una responsabilità verso le future generazioni deve riconoscere che è giunta il momento di cambiare strada.

Energia e sviluppo
L’energia è il motore della civiltà e dell’economia. Le energie rinnovabili , per diventare sempre più efficienti e diffuse, necessitano di grandi progressi tecnologici e sono un occasione straordinaria di lavoro per l’economia in affanno come quelle dei paesi occidentali, e dicono di mirare a una “società della conoscenza”. Le rinnovabili sono un’occasione irripetibile per rinnovare materiali, processi e reti di distribuzione, per creare nuove opportunità di lavoro e per far crescere un’economia nazionale di grandi, medie e piccole imprese in modo razionale e sostenibile. È importante sottolineare che le scienze chimiche giocheranno un ruolo chiave nella transizione energetica.

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