gaiabox di gaiabox
Ominide 3551 punti

Il risultato, completamente inatteso, delle osservazioni effettuate nei laboratori del Gran Sasso sui neutrini inviati dal CERN nell'ambito del progetto CNGS (CERN Neutrinos to Gran Sasso) mostra che i neutrini impiegano un tempo, misurato con orologi atomici di ultima generazione, di 2,4 ms, per coprire la distanza che separa il CERN dal Gran Sasso, con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto al tempo atteso. Ciò che è più sconcertante è la velocità dedotta da questa misura: se pur di poco i neutrini, che non finiscono mai di stupire, risultano viaggiare con velocità superiore a quella della luce nel vuoto.
Dopo questo primo risultato sono stati strutturati e inviati dal CERN alla volta dei laboratori del Gran Sasso pacchetti di neutrini molto più compatti e distanziati l'uno dall'altro, in modo che potessero essere analizzati con ancora più precisione. Ebbene, più volte, è stata ottenuta conferma di quanto inizialmente trovato.

Mentre i fisici di OPERA continuano le ricerche, negli Stati Uniti i loro colleghi sono già al lavoro per preparare altri test presso il Fermilab di Batavia, Chicago. La parola decisiva può venire, infatti, solo dalla realizzazione di esperimenti analoghi in altre parti del mondo. Anche se è possibile che un errore sistematico si annidi da qualche parte, tanto che una minoranza di ricercatori coinvolti negli esperimenti non ha voluto firmare l'annuncio, giudicato prematuro, l'esperimento OPERA potrebbe dar luogo a una vera e propria rivoluzione scientifica. La velocità della luce ha un ruolo fondamentale nell'attuale descrizione delle particelle elementari e delle loro interazioni, soprattutto in relazione alla teoria della relatività di Einstein. Pena l'emergere di contraddizioni insanabili, la velocità della luce nel vuoto è considerata una costante universale e un limite che non può essere superato da alcun oggetto dotato di massa.
per Maurizio Gasperini, professore di fisica teorica dell'Università di Bari e dirigente della locale sezione dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che condivide lo scetticismo e la cautela di molti studiosi in tUtto il mondo, è ancora presto per negare che la velocità della luce rappresenti un limite invalicabile, soprattutto perché il risultato di OPERA non è ancora Stato confermato con diverso apparato sperimentale. Se poi il risultato venisse confermato, più che a una diretta violazione di un principio fondamentale della teoria della relatività, potrebbe essere attribuito a qualche nuovo effetto, attualmente non preso in considerazione, spiegabile in base a principi fisici già conosciuti. I risultati, se confermati, potrebbero condurci in un territorio sconosciuto della fisica, per esempio a definire nuove costanti dell'universo. Potrebbero fornire un primo indizio a supporto della teoria delle superstringhe e a conferma dell'esistenza di altre dimensioni in aggiunta a quelle che attualmente utilizziamo nella descrizione delle nostre esperienze. In una di queste dimensioni extra i neutrini potrebbero aver preso una scorciatoia.
I risultati, se confermati, potrebbero addirittura portare ad affermare che i neutrini di CNGS abbiano viaggiato in uno degli ipotetici universi paralleli. Poiché le leggi che riusciamo a scoprire sono valide solo nel nostro mondo, queste strane particelle, invece di aver viaggiato a una velocità maggiore di quella della luce nell'universo che conosciamo, potrebbero aver preso un cammino in uno degli universi paralleli in cui varrebbero altre regole. Se tutto ciò non è fantascienza, dobbiamo convincerci, nonostante i nostri grandiosi e raffinati strumenti tecnologici, di quanto poco siamo riusciti a capire nei riguardi della natura che ci circonda.

Hai bisogno di aiuto in Inorganica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email