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Zanzare transgeniche


Due specie di zanzare geneticamente modificate sono state prodotte con lo scopo di combattere la diffusione di malattie. Queste, in natura, veicolano malattie virali come febbre gialla, dengue, chikungunya, per le quali non esistono vaccini. Per combattere la diffusione di queste malattie, molto diffuse in paesi tropicali come Sud America e Africa, si cerca di contenere le popolazioni di zanzare, spesso utilizzando insetticidi. Com’è facile immaginare, l’uso degli insetticidi pone molti problemi, legati all’inquinamento, ai costi e all’efficacia, dato che spesso compaiono popolazioni di zanzare resistenti. I due ceppi transgenici sono stati progettati per essere liberati nell’ambiente e interferire con le popolazioni naturali. I maschi vengono rilasciati per accoppiarsi con le femmine selvatiche, ma la progenie di questi accoppiamenti è destinata a morire in fasi tardive dello sviluppo larvale. In questo modo, i maschi transgenici competono con quelli selvatici per l’accoppiamento con le femmine, e le larve competono per le risorse. Nel caso della zanzara tigre Aedes albopictus 0X3688, dalle larve che crescono senza tetraciclina (una sostanza che funge come antidoto) si sviluppano femmine senza ali e incapaci di volare. Queste non potranno accoppiarsi e riprodursi, né pungere l’uomo, e questo equivale funzionalmente a una condizione di letalità. Inoltre, saranno facilmente catturate dai predatori naturali, le cui popolazioni in natura verranno favorite m. Attualmente, le zanzare ingegnerizzate sono state introdotte in alcuni paesi e la loro efficacia è in corso di valutazione.
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