Organismi e anorganismi

Se si osserva attentamente una pianta in un vaso: si nota, oltre alla pianta, qualche co d’erba, qualche insetto che esce dal terreno e si arrampica sui rami. Se si prende poi la lente d’ingrandimento, il campo delle tue scoperte si amplia: vedrai delle muffe sulle pareti del vaso, delle macchie colorate (probabilmente colonie di batteri) e degli animaletti che a occhio nudo ti erano sfuggiti. Il vaso brulica di vita, ma, se lo tieni al buio per qualche giorno, le piante appassiranno e in breve scompariranno anche gli insetti. Solo il terreno rimarrà tale e quale. Le piante, le muffe, gli insetti e i batteri sono esseri viventi, mentre il terreno e il vaso sono dei non viventi. Si può concludere che gli animali e i vegetali sono viventi o organismi, mentre i minerali e gli oggetti costruiti dall’uomo, utilizzando anche sostanze ricavate dai viventi, sono non viventi o anorganismi. Sono anorganismi le rocce, i minerali, il terreno, l’acqua, l’aria, il legno da costruzione, la carta, la lana, la seta. Il confine tra un vivente e un non vivente è difficile da definire. Senza dubbio sei in grado di dire che un sasso è un anorganismo e un cane è un organismo. La differenza più evidente è la capacità di movimento: il sasso non si muove, mentre il cane si muove liberamente. Ora rifletti: anche un albero è un vivente, eppure non è in grado di muoversi; d’altra parte, un sasso si muove se viene trasportato dall’acqua o dal vento, se rotola lungo un pendio o se lo lanci lontano. Per distinguere un vivente da un non vivente non è sufficiente una sola caratteristica, occorre infatti esaminare una serie di fattori. Un organismo nasce, si nutre, cresce, si muove, reagisce agli stimoli, si riproduce, si adatta all’ambiente, invecchia e muore. Un anorganismo non si nutre e non si riproduce; può accrescersi ma, non avendo un ciclo vitale, né invecchia né muore.
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