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Specificità dell’immunità innata



L’immunità innata ha una specificità limitata poiché riconosce delle strutture molecolari comuni sui patogeni; le specificità dell’immunità adattiva sono invece infinite e, pertanto, le sue risposte sono altamente selettive.
Nell’immunità innata, i meccanismi attraverso i quali vengono riconosciuti gli antigeni non-self sono sempre gli stessi e, pertanto, l’efficienza della risposta è costante; nell’immunità acquisita, invece, si ha un incremento dell’efficienza nel corso della stessa risposta immunitaria.


Diversa dall’immunità innata è invece quella acquisita. Essa si basa su alcuni principi fondamentali. Innanzitutto, la risposta immunitaria acquisita potenzia l’efficacia della risposta nei vertebrati, nei quali si è evoluta. Ciò vuol dire che siamo riusciti ad incrementare la nostra efficienza di risposta nei confronti dell’ambiente proprio grazie allo sviluppo e all’evoluzione dell’immunità acquisita. Inoltre, l’immunità acquisita ci fornisce una difesa specifica per ciascun patogeno: ciò significa che rispondiamo a ogni patogeno con caratteristiche, intensità e meccanismi effettori diversi. Per fare ciò, l’immunità acquisita si serve di recettori, espressi sulle cellule linfocitarie, che sono finalizzati al riconoscimento dei patogeni. Questi recettori sono completamente diversi da quelli usati nei meccanismi di risposta innata e sono codificati da geni altamente variabili. L’elevata variabilità di questi geni consente di fornire una diversità di riconoscimento e, quindi, una difesa specifica per ogni patogeno. Affinché l’immunità acquisita possa esplicarsi, è necessario che le sue cellule si espandano tramite l’espansione clonale. Dunque, nel corso della risposta immunitaria, le cellule linfocitarie andranno incontro a successive mitosi, producendo cellule tra loro identiche in grado di riconoscere un determinato patogeno. L’ultima caratteristica della risposta immunitaria acquisita è la cosiddetta memoria immunologica: al termine della risposta immunitaria e in seguito all’eliminazione del patogeno, rimane una traccia (un ricordo) della risposta che il nostro organismo ha utilizzato per combattere l’agente infettivo. Ciò ci consente di rispondere in modo più rapido ed efficace in caso di secondi contatti con il patogeno.