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Morte cellulare



Negli organismi pluricellulari le singole cellule possono andare incontro ad un programma controllato di morte chiamato apoptosi, un fenomeno fondamentale per il ricambio cellulare. In un individuo adulto circa 50 miliardi di cellule vengono eliminate per apoptosi ogni giorno. Apoptosi deriva da una parola greca che significa caduta dei petali o delle foglie e fu scoperta da Sulston, Brenner e Horvitz; i quali compreso che in questo processo la membrana plasmatica rimane integra (si formano in realtà delle pieghe chiamate blebbing), è invece il suo interno a collassare, difatti, nella fase finale dell’apoptosi, la cellula, pur mantenendo l’integrità della membrana, si smembra in corpi apoptotici che ricordano petali o foglie.


I corpi apoptotici sono poi inglobati da cellule spazzine come i fagociti e sono digeriti nei lisosomi.
L’apoptosi è il risultato di molteplici vie di segnalazione cellulare e permette di eliminare singole cellule danneggiate che potrebbero danneggiare l’intero organismo. Vi è quindi una sostanziale differenza tra apoptosi e autofagia, dal momento che l’autofagia salva la cellula e non gli organelli danneggiati. L’apoptosi permette anche di eliminare cellule integre e sane, che devono essere rimosse nei processi di sviluppo/rimodellamento.