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L'eccitabilità del neurone

Un potenziale elettrico si viene a creare quando vi è una differenza di quantità di carica elettrica, misurata tra due regioni cariche di segno opposto.
Poiché l'interno di un assone è ricco di cariche negative, mentre l'esterno è carico positivamente, tra i due lati della membrana di separazione è presente una differenza di potenziale di circa 70 millivolt che rappresenta il potenziale di riposo della membrana, in assenza di stimolazione.
La misurazione del potenziale elettrico di un neurone si può facilmente effettuare sul neurite gigante del calamaro: si usano due sottilissimi microelettrodi costituiti da materiale conduttore, che permette il passaggio della corrente.
Uno di essi viene inserito nell'assone senza danneggiarlo, l'altro viene posto all'esterno.
I microelettrodi vengono puoi collegati ad un oscilloscopio, un'apparecchiatura molto sensibile in grado di misurare la differenza di potenziale elettrico.

Quando una neurite viene attraversato da un impulso, l' oscilloscopio registra un'inversione di polarità della membrana (depolarizzazione della membrana dell'assone): l'interno diventa positivo e l'esterno negativo: la differenza di potenziale misurata è di circa 40 mV.
Tale inversione di polarità rappresenta il cosiddetto potenziale d'azione, che si propaga lungo tutta la membrana dell'assone, costituendo l'impulso nervoso.
L'impulso nervoso viene generato solo se l' intensità di uno stimolo supera una certa soglia, ossia un valore minimo variabile da neurone a neurone, oltre il quale si produce l'effetto del potenziale d'azione.
L'intensità dei potenziali d'azione che un neurone può generare è praticamente costante (legge del "tutto o nulla"), ciò che varia è la loro frequenza, ossia il numero di potenziali generati nell'unità di tempo: più intenso è lo stimolo, maggiore è la frequenza.

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