Hortensius
Hortensius è un dialogo filosofico di Cicerone, composto durante la tarda Repubblica, che tratta il valore della retorica e della filosofia; opera perduta, è celebre per aver ispirato Agostino. Appunti, riassunti e tesine su retorica, filosofia.
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Hortensius è un dialogo in prosa attribuito a Marco Tullio Cicerone, realizzato nella seconda metà del I secolo a.C. e collocato cronologicamente nella fase della tarda Repubblica romana. Il titolo richiama probabilmente l'oratore Quintus Hortensius Hortalus e indica l'impianto conversazionale dell'opera, modellata su forme filosofiche di ispirazione greca, in cui la discussione sull'eloquenza e il valore della sapienza occupa il centro del discorso.
Nel dialogo Cicerone esamina il rapporto tra retorica e filosofia, difendendo l'importanza dell'eloquenza come strumento civile e morale e proponendo lo studio della filosofia come via alla saggezza utile all'azione pubblica. L'opera sottolineava l'idea che la capacità di parlare bene e la ricerca della verità non siano in contraddizione ma possano, anzi, reciprocamente alimentarsi, incentivando un impegno intellettuale che coniughi forma espressiva e contenuto etico.
Il testo è andato perduto: dell'Hortensius restano solo frammenti e citazioni riportate da autori successivi. La fonte più nota della sua ricezione è la testimonianza di Agostino, che nelle Confessioni attribuisce a questo dialogo un ruolo decisivo nell'accendere in lui l'amore per la lettura e la filosofia, evento che contribuì al suo percorso spirituale e intellettuale. Altri riferimenti e frammenti sono rintracciabili in antichi raccolti e in commentatori tardoantichi e medievali che ne attestano la larga fama tra gli eruditi latini.
Nonostante la perdita completa del testo, l'Hortensius ha lasciato una traccia significativa nella storia culturale: ha influenzato la concezione romana dell'eloquenza come pratica educativa e civile e ha contribuito a orientare la tradizione retorico-filosofica che giunse fino al Medioevo e al Rinascimento. L'opera si colloca nel corpus ciceroniano accanto a testi quali De oratore, Brutus e Orator, coi quali condivide l'interesse per la formazione dell'oratore e il dialogo tra sapere teorico e pratica pubblica. Tra le entità correlate vanno ricordati la figura di Quintus Hortensius, l'opera di Agostino e la più ampia cornice della cultura filosofico-retorica romana.