Concetti Chiave
- La Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino, approvata il 26 agosto 1789, è un documento rivoluzionario che condanna gli abusi dell’Ancien Régime e promuove ideali di libertà e uguaglianza.
- I diritti universali proclamati includono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione, considerati naturali e inalienabili.
- La libertà è definita come la possibilità di agire senza nuocere agli altri, con limiti stabiliti dalla legge per garantire l'uguaglianza dei diritti.
- La legge riflette la volontà generale e deve essere uguale per tutti, assicurando la separazione dei poteri e l'uguaglianza davanti alla giustizia.
- Il diritto di proprietà è considerato sacro e inviolabile, con i cittadini che hanno il diritto di controllo sulla spesa pubblica e la ripartizione delle tasse.
Approvazione e contesto storico
La Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino fu approvata dall’Assemblea Nazionale Costituente il 26 agosto 1789. Essa fu elaborata ispirandosi al pensiero politico del XVIII secolo ed assunse una portata fortemente innovativa e rivoluzionaria nella storia delle idee. I diritti del cittadino sono proclamati in termini “universali” e posti sotto gli auspici dell’Essere supremo caro ai deisti, come Voltaire. In questo modo si permetteva al cattolicesimo di conservare il proprio primato. Senza dubbio il documento risulta l’opera della borghesia, anche se ha subito l’influenza delle circostanze. Mentre rappresenta la condanna agli abusi dell’Ancien régime, la Dichiarazione rappresenta anche le basi di un ordine nuovo.
Il preambolo precisa che l’ignoranza, l’oblio e il disprezzo dei diritti dell’uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi. La Dichiarazione espone i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo.
Diritti universali e sovranità
Ogni uomo nasce libero e resta libero e uguale nei diritti per tutta la vita e se esiste una distinzione sociale, quest’ultima si deve basare sull’utilità comune. [Questa affermazione è molto forte e richiama l’inutilità sociale della classe nobiliare a favore della borghesia].
Tali diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione [quest’ultima precisazione ci fa capire che gli estensori del documento intendeva giustificare la violenza che si era creata durante la presa della Bastiglia avvenuta circa un mese prima per cui si può affermare che per qualche aspetto la dichiarazione è frutto del suo tempo]. Il principio di ogni sovranità si trova nella Nazione e nessun corpo politico o nessun individuo (= per esempio un monarca) non può esercitare nessuna autorità se essa non gli è stata conferita dalla Nazione [Il re non può essere soltanto il mandatario della Nazione. Inoltre la sovranità nazionale non è divisibile da cui si deduce che gli “ordini” non dovrebbero sussistere].
Libertà e legge
Successivamente, l’Assemblea passa a definire il concetto di libertà che consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce agli altri. Infatti ciascuno di noi può esercitare un diritto fino al punto in cui non limitiamo gli altri nell’esercizio del loro, dato che tutti i membri della società devono godere degli stessi diritti, senza alcuna limitazione. Viene precisato, però, che i limiti all’esercizio di un diritto deve essere stabilito dalla legge e non ha nessun carattere di discrezionalità [come invece avveniva con la monarchia assoluta ai tempi dell’Ancien Régime]. A questo punto, si passa a definire il concetto di legge. La legge è espressione della volontà generale, che deriva dal fatto che tutti i cittadini, direttamente, o per mezzo dei propri rappresentanti, sono tenuti a concorrere per la relativa formulazione [Il rispetto della legge viene garantito dalla separazione dei poteri a cui la dichiarazione riserva un intero articolo]. La legge deve essere uguale per tutti indipendentemente dallo scopo che essa ha, di protezione o di punizione. [da notare che il concetto di uguaglianza occupa un posto ristretto all’interno del documento. Fra l’altro l’uguaglianza non figura fra i diritti imprescrittibili, anche se si parla di uguaglianza davanti alla giustizia, di uguaglianza fiscale e di uguaglianza di ognuno all’ammissibilità ad un impiego].
Uguaglianza e giustizia
Inoltre poiché tutti i cittadini sono uguali, tutti hanno lo stesso diritti di accedere agi stessi incarichi pubblici o mansioni. Quindi esclude ogni discrezionalità nell’arrestare, accusare o sottoporre un cittadino alla detenzione; in questo caso è sempre necessario che il caso sia precisato da un’apposita legge. Successivamente, viene sottolineato che un uomo arrestato deve essere considerato innocente fintanto che la sua colpevolezza non sia provata e dichiarata e non è ammesse situazioni coercitive o limitazioni varie a suo carico se non necessarie per assicurarsi della sua persona [questo è un concetto molto moderni recepiti anche nei Codici penali moderni].
Libertà di pensiero e forza pubblica
Ognuno ha diritto a esprimere le proprie idee anche religiose e non deve mai essere impedito nell’esercizio di queste libertà a meno che non si venga a creare un problema di ordine pubblico. Le libertà di pensiero e di opinione sono beni preziosi; tuttavia di esse non devono costituire un abuso; in tale caso la legge deve prevedere una punizione. La forza pubblica ha lo scopo di garantire l’esercizio dei diritti di ognuno e non possono essere mai a servizio privato di ognuno [come invece avveniva nell’assolutismo]. I costi del mantenimento della forza pubblica e dell’amministrazione in generale sono a carico dei cittadini che vi contribuiscono in ragione delle loro ricchezze [Con questa precisazione si aboliscono i privilegi si stabilisce il criterio dell’equità per pagare le tasse].
Aspetti tributari e diritto di proprietà
A proposito dell’aspetto tributario, la Dichiarazione precisa anche il diritto dei cittadini di controllo della spersa pubblica di determinare l’entità del contributo, la ripartizione dello stesso e la durata. I cittadini hanno inoltre diritto a chiedere all’ agente pubblico incaricato della gestione del denaro il resoconto della sua opera. L’ultimo articolo ribadisce che il diritto di proprietà è un diritto naturale ed imprescrittibile, sottolineando anche che la proprietà è inviolabile e sacra. [Adesso che la rivolta popolare era terminata, bisognava rassicurare i proprietari, ma non si trova nessuna allusione a coloro che non possiedono nulla].
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino?
- Quali sono i diritti fondamentali proclamati nella Dichiarazione?
- Come viene definita la libertà secondo la Dichiarazione?
- Qual è il principio di uguaglianza presente nella Dichiarazione?
- Qual è la posizione della Dichiarazione riguardo al diritto di proprietà?
La Dichiarazione fu approvata il 26 agosto 1789 dall’Assemblea Nazionale Costituente, ispirata dal pensiero politico del XVIII secolo e rappresenta una condanna agli abusi dell’Ancien régime, ponendo le basi per un nuovo ordine sociale.
I diritti fondamentali includono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione, con l’affermazione che ogni uomo nasce libero e uguale nei diritti, come indicato nel testo.
La libertà è definita come la possibilità di fare tutto ciò che non nuoce agli altri, con limiti stabiliti dalla legge, contrariamente alla discrezionalità della monarchia assoluta dell’Ancien Régime.
Tutti i cittadini sono uguali e hanno gli stessi diritti di accesso a incarichi pubblici, escludendo ogni discrezionalità nell’arresto e garantendo la presunzione di innocenza fino a prova contraria.
Il diritto di proprietà è considerato un diritto naturale, imprescrittibile e inviolabile, con i cittadini che hanno il diritto di controllare la spesa pubblica e di chiedere resoconti agli agenti pubblici.