Concetti Chiave
- Giacomo I Stuart tenta di instaurare un potere assoluto, scontrandosi con i Puritani che cercano una chiesa presbiteriana e pura.
- Nel 1628, il parlamento presenta "La Petizione dei Diritti", chiedendo il rispetto per i diritti civili e per l'approvazione delle tasse.
- Carlo I, salito al potere nel 1625, affronta una ribellione in Scozia e scioglie il parlamento, ma lo riconvoca nel 1641 dopo pressioni.
- Il parlamento lungo presenta "La Grande Rimostranza", accusando Carlo I di abuso di potere, tasse ingiuste e violazione delle libertà dei sudditi.
- Il conflitto tra re e parlamento porta alla formazione di due schieramenti: i Cavalieri a sostegno del re e le Teste Rotonde a favore del parlamento, che alla fine prevale.
Ascesa di Giacomo I
Nel 1603 sale al potere Giacomo I Stuart e tenta di rendere il potere assoluto, quindi si scontra con la società:
La chiesa inglese è Anglicana. Si sviluppano i Puritani, dei calvinisti radicali che voglio una chiesa pura, senza elementi legati alla chiesa cattolica. Vogliono una chiesa presbiteriana come quella scozzese.
Scontro con il parlamento
Nel 1628 vi è uno scontro politico con il parlamento che presenta un documento: “La Petizione dei Diritti” con cui viene chiesto che vengano rispettati i diritti del parlamento e dei cittadini da parte del re.
Diritti del parlamento: diritto di approvare le tasse
Diritti dei cittadini: diritto di avere un processo davanti ad un tribunale
I ceti produttivi accusano il re di intromettersi e privilegiare alcune imprese.
Chiedevano invece che la monarchia favorisse tutti i ceti che la rendevano così ricca.
Ribellione in Scozia
Nel 1625 sale al potere Carlo I, figlio di Giacomo I.
Intanto in Scozia scoppia una ribellione e Carlo I ha bisogno di soldi per mantenere l’esercito.
Allora convoca il parlamento per far approvare la proposta di imporre delle tasse.
Nel 1640 prendono posizione dei puritani, tra cui CROMWELL e PYM che si oppongono.
Allora Carlo I scioglie il parlamento.
La Grande Rimostranza
Siccome non riesce a reprimere la rivolta in Scozia, riconvoca nel 1641 il parlamento, detto “Parlamento lungo” il quale presenta un documento di protesta: “La Grande Rimostranza” in cui il re viene rimproverato e accusato di:
Abuso di potere;
Aver imposto tasse ingiuste;
Aver limitato la libertà dei sudditi;
Aver concesso privilegi commerciali;
Arresti arbitrari.
Il parlamento richiede:
Di approvare la nomina dei consiglieri del re: Così i consiglieri del re sono graditi al parlamento;
Che il re debba fondarsi sulla legge comune: Così il re non è la fonte della legge.
Il parlamento cattura dei consiglieri del re tra cui Laud, un arcivescovo consigliere del re che stava rafforzando la chiesa anglicana, e Stratford.
Conflitto tra re e parlamento
Il re approfitta di una rivolta che stava scoppiando in Irlanda tra cattolici e protestanti. Arma l’esercito, ma al posto di muoverlo verso l’Irlanda lo muove verso il parlamento.
Di conseguenza anche il parlamento forma un esercito.
Si schierano i Cavalieri e le Teste Rotonde:
Si schierano dalla parte del re, difensori della chiesa anglicana e dalla monarchia.
Principalmente aristocratici. Nord e Ovest del paese.
Sostenitori del puranesimo, appoggiati dai ceti intermedi e dalla piccola nobiltà (Gentry) e dai contadini (Yeomen). Sud e Est del paese.
Il parlamento prevale grazie ai Vittoria del parlamento: il re viene consegnato al parlamento.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali richieste del parlamento nella "Petizione dei Diritti"?
- Quali erano le cause della ribellione in Scozia durante il regno di Carlo I?
- Cosa conteneva "La Grande Rimostranza" presentata dal parlamento nel 1641?
- Quali furono le conseguenze del conflitto tra re e parlamento?
Nella "Petizione dei Diritti" del 1628, il parlamento chiedeva il rispetto dei diritti dei cittadini e del parlamento stesso, in particolare il diritto di approvare le tasse e il diritto a un processo davanti a un tribunale.
La ribellione in Scozia scoppiò a causa della necessità di Carlo I di raccogliere fondi per mantenere l'esercito, portandolo a convocare il parlamento per imporre nuove tasse, ma incontrò l'opposizione dei puritani.
"La Grande Rimostranza" accusava il re di abuso di potere, imposizione di tasse ingiuste, limitazione della libertà dei sudditi e privilegi commerciali, richiedendo che il re si fondasse sulla legge comune e che il parlamento approvasse la nomina dei suoi consiglieri.
Il conflitto portò alla formazione di eserciti contrapposti, con il parlamento che, sostenuto dai puritani e dai ceti intermedi, prevalse sul re, il quale fu infine consegnato al parlamento dopo le vittorie militari.