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Concetti Chiave

  • Il dispotismo illuminato cerca di modernizzare gli Stati attraverso riflessioni economiche e giurisdizionalismo, ma non riesce ad accogliere il valore della libertà.
  • Le riforme austriache sotto Maria Teresa e Giuseppe II si distinguono per la loro completezza e sistematicità, attuandosi in tutte le aree governate.
  • La manomorta limita la tassazione delle terre ecclesiastiche e nobili, gravando solo sui piccoli proprietari; Maria Teresa introduce catasti per una gestione equa del territorio.
  • Il giurisdizionalismo favorisce la creazione di seminari statali per la formazione del clero, assicurando che rispetti le prerogative dello Stato.
  • L'istruzione pubblica è promossa come strumento di alfabetizzazione e produttività, sottraendo i bambini dall'educazione ecclesiastica per formare una società più efficiente.

Il dispotismo illuminato e la libertà

L'unico valore dell'Illuminismo che il dispotismo illuminato non riesce ad accogliere è la libertà; i monarchi assoluti aderiscono all’Illuminismo nella misura in cui trovano nelle riflessioni economiche, nell’indagine sulla natura e nella difesa dei princìpi giurisdizionalisti (cioè nelle prerogative dello Stato contro le ingerenze della Chiesa) uno strumento per modernizzare i loro Stati, per renderli migliori, al fine di perseguire la felicità pubblica, cioè del massimo numero possibile di individui, ma pur sempre interpretata dal despota. I sovrani del ‘700 protagonisti dell’assolutismo illuminato hanno perciò come obiettivo quello di centralizzare il potere, vogliono contare di più dentro i loro Stati, per cambiare la società e renderla migliore secondo la loro prospettiva.

Riforme austriache sotto Maria Teresa

Deve gestire i diversi Paesi austriaci (Ungheria, Milano, Boemia, Austria), con lingue, tradizioni, leggi e monete diverse. Persegue una forma riformista del dispotismo illuminato perché, contrariamente agli altri protagonisti del dispotismo illuminato europeo, gli interventi che attua in Austria (prima sotto Maria Teresa e poi sotto Giuseppe II) sono poi realizzati anche in tutte le altre aree governate: tutti gli Stati in cui i ministri tentano di fare le riforme tipiche del ‘700 fanno dei tentativi meno completi di quelli che si realizzano in Austria.

La manomorta e la tassazione

La realtà delle proprietà terriere della Chiesa, che erano inalienabili e dovevano rimanere accorpate in quel modo, costituiva la cosiddetta “manomorta”, delle terre che non avevano una conduzione imprenditoriale e non potevano essere tassate; l’altra categoria che non pagava le tasse erano i nobili, in base a titoli feudali, cioè perché avevano ricevuto il proprio feudo per concessione dell’imperatore. Nel corso dei secoli, però, si erano create delle confusioni: oltre al loro terreno originario, avevano acquisito altre terre e pretendevano di non pagare le tasse neppure su quelle. Di fatto, la tassazione sulla proprietà fondiaria gravava soltanto sui produttori, spesso piccoli proprietari, o su quelli che lavoravano la terra e non ne erano proprietari. L’impresa di Maria d’Austria è molto impegnativa: essa fa aprire catasti in tutte le zone controllate del Regno, da Milano poi in tutte le altre aree, per controllare i territori indicando tutte le proprietà in registri contenuti al catasto. Dopo quarant’anni, nel 1760 si emana un decreto con cui si stabilisce quanto tassare i territori e da Vienna si possono gestire tutti i territori centralizzati. Si era scardinato così ogni singolo Ducato, come quello milanese, perché gli si toglie il potere: si afferma l’autorità dello Stato, che rende i sudditi tutti più uguali fra loro e si depotenziano i privilegi nobiliari. La nobiltà viene portata a pagare le tasse ma, dal momento che il re ha bisogno della nobiltà in quanto è quell’immagine di società che regge la monarchia assoluta, ottiene in cambio delle cariche civili e militari.

Giurisdizionalismo e rapporti con la Chiesa

Dal punto di vista dei rapporti con la Chiesa viene applicato il giurisdizionalismo, durante il regno di Maria Teresa d’Austria e del marito in maniera piuttosto graduale e poi, con il figlio Giuseppe II, a partire dagli anni ’60-’70 del ‘700 le posizioni vengono accelerate e radicalizzate: in Austria si impongono i seminari statali, come luogo di formazione del clero cattolico, gestiti dallo Stato, perché l’Impero vuole garantire che il clero sia preparato dal punto di vista religioso, ma anche rispettoso delle prerogative statali e pubbliche.

Quali sono le riforme educative e l'istruzione pubblica?

Infine, i despoti illuminati ritengono che un popolo istruito sia più utile al regime di pubblica felicità, un popolo che arricchisce lo Stato: perciò si cominciano ad introdurre le scuole pubbliche. L’operazione comporta un duplice aspetto: da un lato incrementa l’alfabetizzazione, la cultura popolare, ma anche la produttività agricola, dall’altro sottrae i bambini alle scuole ecclesiastiche, gestite da preti e monache, la cui formazione era religiosa e si concentrava sul catechismo, mentre quella pubblica puntava a dare strumenti alla popolazione per essere parte di un popolo più vicino alla pubblica felicità e più efficiente.

Scioglimento degli ordini religiosi

Giuseppe II arriva a sciogliere gli ordini contemplativi, ma il popolo non sopporta questa scelta, perché si vede sottrarre dei punti di riferimento tradizionali. L’Austria e altri Paesi cacciano i Gesuiti, fino a che, nel 1773 (nel giro di poco più di 10 anni) Clemente XIV è indotto a sciogliere la Compagnia di Gesù e gli ecclesiastici vengono riassorbiti o dal clero secolare (parrocchie) o dagli altri ordini; le loro proprietà non vengono sottratte, ma vengono gestite da altri ordini. Uno dei motivi per cui in Francia scoppia la Rivoluzione è che le riforme si scontrano con l’opposizione di nobili, dei ceti intermedi e la perdita di sincronia dei movimenti sociali e politici diventa così grave da incepparsi e diventare causa di rivoluzione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale limite del dispotismo illuminato secondo il testo?
  2. Il principale limite del dispotismo illuminato è l'incapacità di accogliere il valore della libertà, poiché i monarchi assoluti perseguono la felicità pubblica solo secondo la loro interpretazione (testo).

  3. Come si differenziano le riforme austriache da quelle di altri Stati europei nel '700?
  4. Le riforme austriache, attuate sotto Maria Teresa e Giuseppe II, sono più complete e sistematiche rispetto ai tentativi di riforma in altri Stati europei, che risultano meno efficaci (testo).

  5. Qual è l'impatto della manomorta sulla tassazione in Austria?
  6. La manomorta impedisce la tassazione delle terre ecclesiastiche e nobili, gravando invece sui piccoli proprietari e produttori, portando a una riforma fiscale che mira a rendere più equa la tassazione (testo).

  7. In che modo il giurisdizionalismo ha influenzato i rapporti tra Stato e Chiesa?
  8. Il giurisdizionalismo ha portato all'istituzione di seminari statali per la formazione del clero, garantendo che fosse preparato e rispettoso delle prerogative statali, specialmente durante il regno di Giuseppe II (testo).

  9. Quali sono le conseguenze dello scioglimento degli ordini religiosi in Austria?
  10. Lo scioglimento degli ordini religiosi, come quello dei Gesuiti, ha causato malcontento popolare e ha contribuito a tensioni sociali che, in Francia, sfociarono nella Rivoluzione, evidenziando la dissonanza tra riforme e tradizioni (testo).

Domande e risposte

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