Concetti Chiave
- La seconda rivoluzione industriale, avvenuta nell'ultimo quarto dell'800, coinvolse tutta l'Europa, differente dalla prima che si sviluppò principalmente in Gran Bretagna.
- Innovazioni tecnologiche come l'uso del petrolio, dell'energia elettrica e la produzione di acciaio resero la manifattura più efficiente e conveniente.
- Il miglioramento delle comunicazioni, grazie a invenzioni come il telegrafo senza fili e il telefono, accelerò lo sviluppo industriale e commerciale.
- La creazione di grandi istituti di credito portò al capitalismo finanziario, con banche che influenzavano il controllo delle imprese industriali.
- La necessità di nuove risorse spinse le potenze europee a un'espansione coloniale, con conquiste significative in Africa e altrove.
La seconda rivoluzione industriale
Nell’ultimo quarto dell’800 quasi tutta l’Europa fu coinvolta in nuovi processi di trasformazione produttiva. Si è perciò parlato di “SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE” con caratteri in parte simili alla prima: innanzitutto è un fenomeno che abbraccia l’intera Europa, mentre la prima rivoluzione industriale nacque e si sviluppo nell’ambito della sola Gran Bretagna, interessando Francia, Belgio, Russia, Germania, e Italia. L’agricoltura attraversò un lungo periodo di sovrapproduzione, al quale, ovviamente, seguì un deprezzamento dei beni prodotti, e non l’aumento dei prezzi che aveva caratterizzato la prima.
Innovazioni tecnologiche e comunicazioni
La produzione manifatturiera crebbe grazie allo sviluppo di nuove tecnologie che applicavano le nuove scoperte scientifiche al ciclo produttivo. Vennero utilizzate nuove fonti di energia come il petrolio, che ora poteva essere utilizzato grazie alle nuove tecniche di estrazione, e l’energia elettrica , grazie all’invenzione della dinamo e della turbina.
Al ferro si sostituì l’acciaio , la cui fabbricazione divenne più conveniente grazie ai forni Martin e Bessemer.
La ricerca chimica portò all’invenzione di resine sintetiche , coloranti, tecniche di refrigerazione, e contribuì all’invenzione della dinamite, da parte di Alfred Nobel, la quale offrì la possibilità di realizzare grandi lavori come la costruzione di strade e trafori. Infatti in questo periodo si dette l’avvio alla costruzione di grandi vie di comunicazione transcontinentali : da New York a San Francisco, dall’Argentina al Cile e la Transiberiana che congiungeva Mosca con Pechino. Venne aperto il Canale di Suez e si progettò l’apertura del Canale di Panama
Quindi i decenni successivi al 1870 furono segnati da un intenso sviluppo delle comunicazioni, grazie alla navigazione , in cui il motore si sostituì definitivamente alla vela, dovuto all’enorme contributo delle trasmissioni via radio ( realizzate per la prima volta da Guglielmo Marconi che inventò il telegrafo senza fili).
Un nuovo imput nelle comunicazioni venne dato anche da Antonio Meucci , inventore del telefono , poi perfezionato dall’americano Bell.
Capitale e banche
L’efficienza e la rapidità dei trasporti di materie prime permise l'accumulo di capitale incamerato in seguito ai commerci, rendendo possibili gli investimenti necessari alla creazione delle prime fabbriche o opifici. Per utilizzare a pieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie sembrò indispensabile disporre di grandi capitali, in misura maggiore rispetto al passato. Nacque quindi l’esigenza di grandi istituti di credito in grado di raccogliere denaro su larga scala : le BANCHE. In questo periodo si parla capitalismo finanziario: i possessori di capitali assunsero un ruolo di ruolo predominante nel controllo delle imprese da essi stessi finanziate, stabilendo un legame strettissimo tra banca e industria.
Concentrazioni industriali e protezionismo
Il miglioramento delle reti di comunicazione pose la produzione industriale di fronte alla condizione di dover soddisfare le esigenze di un mercato mondiale. Non tutte le industrie ne erano capaci cosi che le industrie più grandi cominciarono ad assorbire quelle più deboli all’interno di vaste concentrazioni industriali, oppure molte imprese per combattere gli effetti negativi della concorrenza strinsero accordi che potevano dividersi:
- “trust”, dall’inglese “ cartello”: si tratta di una situazione in cui diverse società accettano regole comuni per quanto riguarda prezzi e quantità delle merci prodotte , per non essere danneggiate dalla concorrenza;
- -amalgamazione, che prevede la fusione di imprese produttrici di una stessa merce;
- Trust, dall’inglese concentrazione: associazione di tutti gli impresari di un determinato ramo industriale
Intorno al 1890 si vennero delineando gigantesche concentrazioni industriali:
- concentrazioni verticali: tutte le fasi di produzione sono in mano ad un unico imprenditore come ad esempio l’inglese Armstrong , che possedeva miniere do ferro , carbone, fonderie, accaierie, cantieri navali, industrie meccaniche e fabbriche di armi.
- Concentrazioni orizzontali: si tende a stabilire un monopolio su una determinata produzione.
Venne abbandonato il principio della libera concorrenza e vennero adottate misure protezionistiche sempre più agguerrite.
Taylorismo e espansione coloniale
Alle accresciute dimensioni del mercato e con le nuove tecnologie nacque un nuovo modo di produrre: si trattava di prodotti standardizzati e su vasta scala e per approfondire questi aspetti della produzione , a partire dal 1893 nelle fabbriche fu introdotto un nuovo sistema di organizzazione del lavoro, messo a punto dall’americano Frederick W. Taylor.
Secondo tale organizzazione , il “ taylorismo” , la produzione veniva suddivisa in tante fasi e ognuna doveva svolgersi in un tempo prefissato , dettato dalle macchine , cosi che il ruolo dell’operaio si subordinava a quello della macchina e consisteva nel ripetere costantemente le stesse , facili, operazioni.
Ma la necessità di nuove materie prime spinse ad un espansione coloniale, come ci insegna Carl Marx, ma che mirava anche ad offrire occasioni di lavoro e di guadagno. D’altra parte la nuova espansione coloniale andava anche a verificare i rapporti di forza tra le potenze. Tutto ciò portò alla conquista da parte della Francia di Tunisia, Congo, Dohomey e Madagascar. La Gran Bretagna Conquistò Somalia, Nigeria, occupò l’Egitto e alla Germania toccarono Camerun , Togo e Africa di Sud-Ovest.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali differenze tra la prima e la seconda rivoluzione industriale?
- Quali innovazioni tecnologiche hanno segnato la seconda rivoluzione industriale?
- Come ha influito il capitalismo finanziario sulla produzione industriale?
- Quali strategie adottarono le industrie per affrontare la concorrenza?
- In che modo il taylorismo ha cambiato l'organizzazione del lavoro?
La seconda rivoluzione industriale coinvolse quasi tutta l'Europa, a differenza della prima che si sviluppò principalmente in Gran Bretagna. Inoltre, la seconda fu caratterizzata da un periodo di sovrapproduzione agricola e da un deprezzamento dei beni, contrariamente all'aumento dei prezzi della prima rivoluzione.
La seconda rivoluzione industriale vide l'introduzione di nuove fonti di energia come il petrolio e l'energia elettrica, oltre all'uso dell'acciaio al posto del ferro. Innovazioni come la dinamo, la turbina e la dinamite di Alfred Nobel furono fondamentali per la costruzione di grandi opere e vie di comunicazione.
Il capitalismo finanziario emerse con la necessità di grandi capitali per le nuove tecnologie, portando alla creazione di grandi istituti di credito. I possessori di capitali assunsero un ruolo predominante nel controllo delle imprese, stabilendo un legame stretto tra banche e industria.
Le industrie più grandi iniziarono a formare concentrazioni industriali, assorbendo quelle più deboli. Adottarono strategie come i "trust" e l'amalgamazione per stabilire regole comuni e monopolizzare la produzione, abbandonando il principio della libera concorrenza.
Il taylorismo, introdotto da Frederick W. Taylor, suddivise la produzione in fasi con tempi prestabiliti, subordinando il ruolo dell'operaio a quello della macchina. Questo portò a una produzione standardizzata su vasta scala, aumentando l'efficienza ma riducendo la varietà del lavoro.