Concetti Chiave
- Dopo la morte di Elisabetta I, Giacomo I Stuart salì al trono inglese, unificando le corone scozzese e inglese in un periodo di divisione religiosa.
- Carlo I Stuart, succeduto a Giacomo I, cercò di instaurare una monarchia assoluta, ma la sua persecuzione religiosa portò a una guerra civile contro l'esercito parlamentare di Oliver Cromwell.
- Oliver Cromwell assunse il potere dopo la giustizia di Carlo I, ma il suo governo non riuscì a stabilizzare il paese, portando al caos politico.
- Giacomo II tentò di ripristinare l'assolutismo nel 1685, ma fallì, contribuendo a un cambiamento di potere significativo in Inghilterra.
- La monarchia parlamentare fu stabilita con l'ascesa di Maria Stuart e Guglielmo d'Orange, grazie alla "Dichiarazione dei diritti" che limitava il potere del re.
Qual è la successione al trono inglese?
Dopo la morte della regina Elisabetta I , il trono inglese si ritrovò senza un erede, dato che la regina defunta non si volle mai sposare. Perciò salì al trono un suo discendente più prossimo, Giacomo I Stuart.
Giacomo I e la divisione religiosa
Il re scozzese salendo al potere unificò la corono scozzese e quella inglese. Non c'era molta stabilità nella monarchia dato che c'era una divisione religiosa. La chiesa anglicana perseguitava i calvinisti e i cattolici, ma essi si rifiutavano di convertirsi. Giacomo I cercò allora di attuare un governo assolutistico, cercando di escludere il parlamento dalle decisioni, e di imporre la fede anglicana.
Carlo I e la guerra civile
Nel 1625 gli succedette il figlio Carlo I Stuart, che con l'appoggio della chiesa anglicana perseguitò i seguaci di altre fedi religiose, e cercò anche di instaurare una monarchia assoluta, ma questo provocò una guerra civile, che vedeva da una parte Carlo I Stuart e dall'altra Oliver Cromwell che comandava l'esercito formato dal parlamento inglese. Nella battaglia di Presto, il re venne catturato e in seguito ad un processo fu giustiziato.
Cromwell e il caos post-monarchico
Salì al comando allora Cromwell, che cerò di concentrare il potere nelle sue mani, ma ormai non c'era più motivo di appoggiarlo, allora alla sua morte salì al potere suo figlio, ma il quale non riuscì a tirare fuori la monarchia inglese fuori dal caos. Il parlamento chiamò allora a comandare il figlio di Carlo I, ma non portò benefici al paese.
Giacomo II e il fallimento assolutista
Allora nel 1685 salì al potere Giacomo II Stuart, il quale essendo un ammiratore della monarchia assoluta, cercò di instaurare un governo assolutistico con l'aiuto di un esercito, ma fallì nel suo tentativo.
Maria Stuart e la monarchia parlamentare
Nel dicembre del 1688 il parlamento chiamò per governare la figlia di Giacomo II, Maria Stuart di fede protestante. Maria regnò insieme al marito Guglielmo d'Orange, un nobile olandese. I due nuovi sovrani firmarono anche un documento creato dal parlamento, chiamato "Dichiarazione dei diritti", in cui si ribadiva il potere del parlamento e le limitazioni di potere del re. E con la costituzione della carta dei diritti di instaurò in Inghilterra una monarchia parlamentare.
Domande da interrogazione
- Chi salì al trono inglese dopo la morte di Elisabetta I?
- Quali erano le principali sfide religiose durante il regno di Giacomo I?
- Cosa portò alla guerra civile durante il regno di Carlo I?
- Quale cambiamento politico avvenne con l'ascesa di Maria Stuart?
Dopo la morte della regina Elisabetta I, il trono inglese passò a Giacomo I Stuart, il suo discendente più prossimo, poiché non vi erano eredi diretti.
Durante il regno di Giacomo I, la monarchia affrontò una divisione religiosa significativa, con la chiesa anglicana che perseguitava calvinisti e cattolici, i quali si rifiutavano di convertirsi.
Carlo I, cercando di instaurare una monarchia assoluta e perseguitando i seguaci di altre fedi religiose, scatenò una guerra civile contro Oliver Cromwell e l'esercito parlamentare, culminando nella sua cattura e giustizia.
Con l'ascesa di Maria Stuart e Guglielmo d'Orange, si instaurò una monarchia parlamentare in Inghilterra, sancita dalla "Dichiarazione dei diritti" che limitava il potere del re e rafforzava quello del parlamento.