Concetti Chiave
- Le 13 colonie americane, sotto il controllo britannico, sono abitate da puritani, cercatori di fortuna e schiavi, con una popolazione di circa 3 milioni di bianchi e 600.000 neri.
- L'economia delle colonie è diversificata: il nord si dedica all'agricoltura e al commercio marittimo, il centro è orientato al commercio, mentre il sud si basa sui latifondi e lavoro schiavile.
- I coloni, insoddisfatti della loro dipendenza economica dalla Gran Bretagna, reagiscono con proteste, come il Boston Tea Party, contro le tasse imposte dalla madrepatria.
- La guerra di indipendenza, iniziata nel 1775, culmina con la vittoria dei coloni nel 1781 e porta alla nascita degli Stati Uniti d'America nel 1783, con la Dichiarazione di Indipendenza del 1776.
- Nel 1787, la Costituzione americana stabilisce una repubblica federale con una chiara divisione dei poteri tra legislativo, giudiziario ed esecutivo, garantendo anche libertà e diritti ai cittadini.
Le colonie americane
La Gran Bretagna ha il controllo di 13 colonie dell'America del Nord. I coloni sono quasi tutti puritani inglesi che vivono nel rispetto della Bibbia e sognano di fondare comunità fatte di persone libere e uguali. Altri sono a caccia di fortuna, altri ancora sono schiavi temporanei. Nella seconda metà del Settecento le colonie americane sono abitate da 3 milioni di bianchi è da circa 600000 neri, gli schiavi importati dall’Africa con il commercio triangolare.
Economia e società delle colonie
Le 13 colonie possono essere riunite in tre gruppi diversi: nel nord risiedono i puritani inglesi, che vivono di agricoltura, pesca e commerci marittimi; nel centro la popolazione è mista e si dedica al commercio; il sud basa la sua economia sui latifondi dei piantatori che esportano i prodotti coltivati dagli schiavi.
Tensioni con la madrepatria
I coloni sono uniti dalla fede cristiana, dall'uso della lingua inglese e dall' attaccamento alle tradizioni politiche britanniche, però non sono contenti della loro dipendenza da Londra perché sono obbligati ad esportare le loro materie prime solo in Gran Bretagna e ad acquistare dalla madrepatria tutti i prodotti lavorati.
La guerra di indipendenza
Alla Guerra dei Sette Anni parteciparono truppe di coloni che, dopo la vittoria dell'Inghilterra, sperano di ottenere qualche vantaggio. Londra, provata a dei costi del conflitto, decide di aumentare le tasse emanando lo Sugar Act e lo Stamp Act. Le reazioni sono violente e quando la madrepatria impone un'altra tassa sul tè, si scatena il Boston Tea Party, una rivolta in cui gli americani buttano in mare tonnellate di tè inglese. Successivamente ogni colonia elegge una propria assemblea e la dichiara potere indipendente. Il coordinamento delle assemblee viene affidato ad un congresso continentale che si riunisce a Filadelfia nel 1774. La mossa seguente è l'arruolamento di un esercito di liberazione affidato al comando di George Washington. Scoppia così la guerra di indipendenza, chiamata anche rivoluzione americana, che dura dal 1775 al 1783. Per vendicare Le sconfitte subite durante la guerra dei sette anni, nel 1778 la Francia si schiera a fianco dei coloni, impegnando la flotta inglese che è costretta a togliere il blocco dai porti americani. Poco dopo entra in guerra anche la Spagna, e nel 1781 l'esercito di Washington batte definitivamente gli inglesi a Yorktown.
La nascita degli Stati Uniti
Nel 1783 la Gran Bretagna è costretta a concedere l'indipendenza alle colonie e nascono così gli Stati Uniti d'America. Intanto, nel 1776 i coloni hanno approvato un documento chiamato dichiarazione di indipendenza, che si basa sui principi dell'illuminismo: uguaglianza, libertà e ricerca della felicità.
La costituzione americana
Nel 1787 gli Stati Uniti adottano una Costituzione che li rende una repubblica federale: ogni Stato è libero di emanare leggi e di avere una propria polizia e propri Tribunali per amministrare la giustizia, mentre lo Stato centrale deve garantire la difesa attraverso l’esercito e organizzare l’economia. Seguendo la teoria illuminista della divisione dei poteri, il potere legislativo viene dato al congresso e al Senato, quello giudiziario alla corte suprema e quello esecutivo al Presidente della Repubblica, il primo dei quali è George Washington.
Differenze sociali tra America e Inghilterra
Benché a prima vista la società americana assomiglia a quella inglese, le differenze sono sostanziali. In America, infatti, non esistono i presupposti per creare una classe nobiliare chiusa e privilegiata; inoltre, tutti i contadini sono proprietari delle loro fattorie e nelle città gli artigiani non accettano una posizione subordinata rispetto ai loro clienti. Gli unici a cercare di imitare i gentiluomini inglesi sono i grandi piantatori degli stati del sud, anche se lavorano duramente per gestire le loro tenute e hanno scarsa disponibilità di denaro. Nel complesso, la società americana del Settecento è un mondo della classe media caratterizzato dalla massima mobilità, cioè dalla possibilità di salire e scendere la scala sociale solo in base alle proprie capacità e alla propria fortuna.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali caratteristiche delle 13 colonie americane?
- Quali erano le cause delle tensioni tra i coloni e la Gran Bretagna?
- Come si sviluppò la guerra di indipendenza americana?
- Quali principi ispirarono la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti?
- In che modo la Costituzione americana differiva da quella britannica?
Le 13 colonie americane erano controllate dalla Gran Bretagna e abitate principalmente da puritani inglesi, con una popolazione mista nel centro e piantatori nel sud. L'economia variava da agricoltura e pesca a commercio e latifondi, con una significativa presenza di schiavi africani.
I coloni erano insoddisfatti della loro dipendenza da Londra, poiché erano costretti a esportare materie prime solo in Gran Bretagna e a comprare prodotti lavorati dalla madrepatria, creando malcontento e tensioni.
La guerra di indipendenza iniziò nel 1775 dopo che i coloni, stanchi delle tasse imposte da Londra, organizzarono una rivolta come il Boston Tea Party. Con l'aiuto della Francia e della Spagna, l'esercito di Washington sconfisse gli inglesi nel 1781, portando all'indipendenza nel 1783.
La dichiarazione di indipendenza, approvata nel 1776, si basava sui principi dell'illuminismo, come uguaglianza, libertà e ricerca della felicità, segnando un passo fondamentale verso la creazione degli Stati Uniti.
La Costituzione americana, adottata nel 1787, stabilì una repubblica federale con una chiara divisione dei poteri tra legislativo, giudiziario ed esecutivo, garantendo maggiore libertà e autonomia rispetto alla monarchia britannica e promuovendo la mobilità sociale.