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Concetti Chiave

  • Le corti supreme europee mostrano una mancanza di uniformità nelle discipline, poteri e procedure, ma condividono l'accrescimento dei poteri sovrani tramite giurisdizioni regie.
  • Il modello di Stato giurisdizionale prevale, con i poteri sovrani che si esercitano principalmente attraverso controlli e pronunce giudiziali piuttosto che tramite poteri amministrativi o legislativi.
  • Alcune corti sovrane, ad eccezione delle Rote, esercitavano funzioni legislative, rendendo necessaria la registrazione delle leggi da parte del Parlamento o del Senato per la loro entrata in vigore.
  • Le corti sovrane potevano emettere ordini con valore di legge, soprattutto in materia di procedura, sottolineando l'importanza della loro funzione legislativa.
  • La selezione dei giudici era di competenza del re e il sistema delle venalità consentiva a famiglie facoltose di ottenere cariche magistratuali, favorendo l'ereditarietà delle posizioni in Francia.

Diversità delle corti supreme europee

Non vi era uniformità di disciplina né di poteri né di procedure tra le diverse corti supreme europee. Tuttavia vi sono elementi comuni tra loro: l’accrescimento dei poteri sovrani si realizza in gran parte attraverso lo strumento delle giurisdizioni regie, di cui le Corti sono la massima espressione. Prevale il modello di Stato giurisdizionale, nel quale i poteri sovrani si attuano attraverso il controllo e le pronunce di natura giudiziale, più che attraverso l’esercizio dei poteri amministrativi o legislativi.

Funzioni legislative delle corti sovrane

Premesso che la distinzione moderna tra poteri dello stato era sconosciuta, non poche corti sovrane (eccetto le Rote) esercitavano anche funzioni di natura legislativa. In diversi stati le leggi volute dal re non entravano in vigore se non registrate dal Parlamento o dal Senato, e tale adempimento spesso non era solo formale. Gli stessi ordini emananti dalle Corti avevano valore di legge, con efficacia generale, specie in tema di procedura.

Composizione e venalità delle corti

Ai giudici delle Corti erano spesso affidati compiti di governo di città e comunità locali. La composizione del corpo giudicante era di norma prerogativa diretta del re, che sceglieva i magistrati secondo procedure differenziate. Il sistema delle venalità, diffuso in Francia e in Spagna, consentiva a candidati appartenenti a famiglie facoltose, di competere per prestigiose cariche magistratuali – consentendo, soprattutto in Francia, l’ereditarietà dell’Ufficio all’interno della medesima famiglia.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale caratteristica delle corti supreme europee in relazione ai poteri sovrani?
  2. Le corti supreme europee non presentano uniformità di disciplina, poteri o procedure, ma condividono l'accrescimento dei poteri sovrani attraverso le giurisdizioni regie, evidenziando un modello di Stato giurisdizionale in cui il controllo giudiziale prevale sull'esercizio dei poteri amministrativi o legislativi.

  3. In che modo le corti sovrane esercitavano funzioni legislative?
  4. Molte corti sovrane, ad eccezione delle Rote, esercitavano funzioni legislative, poiché le leggi volute dal re richiedevano la registrazione da parte del Parlamento o del Senato per entrare in vigore, e gli ordini delle Corti avevano valore di legge, specialmente in materia di procedura.

  5. Come venivano scelti i giudici delle corti e quale ruolo aveva la venalità?
  6. I giudici delle corti erano scelti direttamente dal re secondo procedure differenziate, e il sistema delle venalità, particolarmente in Francia e Spagna, permetteva a candidati di famiglie facoltose di competere per cariche magistratuali, favorendo l'ereditarietà dell'Ufficio all'interno della stessa famiglia.

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