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Concetti Chiave

  • L'assolutismo è un sistema politico caratterizzato dall'accentramento del potere in un'unica figura sovrana, come nel caso dello stato francese di Luigi XIV.
  • Negli stati assoluti, il potere del sovrano è esercitato attraverso un apparato burocratico che gestisce la difesa, la fiscalità e la giustizia, sostituendo i feudatari del passato.
  • Il sovrano in un modello assolutistico non è soggetto alla legge, rendendo il suo potere autoritario e senza limitazioni.
  • Per giustificare il proprio potere, i sovrani adottano la teoria dell'origine divina del potere, affermando di essere investiti da Dio, conferendo loro un carattere sacro e intoccabile.
  • Con l'emergere delle chiese nazionali nel 1600, i sovrani cercano di centralizzare anche il potere religioso, distaccandosi dall'autorità papale.

Definizione di assolutismo

Con il termine assolutismo si intende il modo in cui, dal punto di vista politico, si organizzano gli stati durante l’età moderna. Lo stato francese di Luigi XIV è l’esempio più noto, evidente e consistente di assolutismo.

Con il termine stato intendiamo il modo in cui un territorio più o meno vasto è organizzato dal punto di vista politico e amministrativo.

Caratteristiche degli stati assoluti

Il primo elemento che caratterizza gli stati assoluti (e quindi gli stati moderni) è l’accentramento del potere nelle mani di un’unica persona. Tale potere viene esercitato mediante una struttura amministrativa e burocratica. Gli stati assoluti si dotano infatti di un proprio apparato burocratico.

La burocrazia è l’insieme dei funzionari pubblici che amministrano e svolgono dei compiti per conto dello stato: la difesa, la fiscalità e la giustizia. Mentre tali compiti durante l’età feudale venivano svolti dai singoli feudatari, adesso sono esercitati dall’apparato burocratico. In un modello assolutistico, il governo del sovrano viene concepito come un potere che non ha limitazioni nel suo esercizio: è cioè un potere autoritario al cui sopra non vi è nessuno. Dunque il sovrano non deve sottostare alla legge, quindi le leggi che governano lo stato valgono per tutti ma non per il sovrano.

Teoria dell'origine divina del potere

Universalmente solo il potere di Dio è assoluto, dunque, per giustificare l’autorità totalitaria del sovrano all’interno degli stati moderni si diffonde la teoria religiosa dell’origine divina del potere già conosciuta durante il medioevo secondo cui il sovrano e l’imperatore sono direttamente investiti del loro potere da DIo.

La teoria dell’origine divina del potere si sviluppa con la nascita delle prime religioni monoteiste e tale concetto viene utilizzato per giustificare il potere assoluto dei sovrani. Così il sovrano diventa sacro e intoccabile perché il suo potere è “grazia di Dio”. I sovrani cercano di accentrare nelle proprie mani anche il potere religioso. È per questo che nel 1600 in Europa, in seguito alla riforma e alla controriforma, nascono le prime chiese nazionali che rispondono non più al Papa, ma esclusivamente al sovrano.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale caratteristica degli stati assoluti?
  2. La principale caratteristica degli stati assoluti è l’accentramento del potere nelle mani di un’unica persona, il sovrano, che esercita il suo potere attraverso una struttura amministrativa e burocratica, senza limitazioni nel suo esercizio (testo).

  3. Come viene giustificato il potere assoluto del sovrano?
  4. Il potere assoluto del sovrano viene giustificato attraverso la teoria dell'origine divina del potere, secondo cui il sovrano è investito del suo potere direttamente da Dio, rendendolo sacro e intoccabile (testo).

  5. Qual è il ruolo della burocrazia negli stati assoluti?
  6. La burocrazia, composta da funzionari pubblici, svolge compiti fondamentali come la difesa, la fiscalità e la giustizia, centralizzando l'amministrazione dello stato e sostituendo i singoli feudatari del periodo feudale (testo).

Domande e risposte

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