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Concetti Chiave

  • Aumento della pressione fiscale in Occidente ha causato impoverimento delle campagne e abbandono delle terre coltivabili, legando i contadini alla terra.
  • Le grandi proprietà terriere si sono trasformate in tenute autosufficienti, organizzate attorno a residenze fortificate e protette da milizie, diventando indipendenti dal potere centrale.
  • I coloni vivevano in condizione servile, privi di diritti giuridici e venduti con la terra, a causa del ristagno economico delle città.
  • In Oriente, l'aumento fiscale ha portato a ribellioni e distruzione della piccola proprietà terriera, riducendo il controllo sul lavoro dei coloni.
  • La caduta dell'Impero ha causato l'abbandono e il deterioramento delle città romane, con la perdita di funzioni politiche e un cambiamento radicale nei rapporti sociali.

Aumento della pressione fiscale

Il consistente aumento della pressione fiscale, inteso a compensare i costi sempre crescenti della vasta macchina imperiale e dell’esercito, portò in Occidente a un notevole impoverimento delle campagne e a fenomeni di abbandono delle terre da coltivare. La riforma fiscale di Dicleziano – basta su un’imposta fissa e non rivedibile per lunghi periodi, calcolata sulla stima della quantità di lavoro per persona (capitatio) e sulla rendita per unità di terra (iugatio) – finì per legare ereditariamente i contadini alla terra, pur di consentire le rilevazioni fiscali e il mantenimento del gettito.

Evoluzione della proprietà terriera

Negli ultimi secoli dell’Impero la grande proprietà terriera assunse gradualmente caratteristiche che in parte anticipavano quelle feudali. Le tenute agricole, economicamente autosufficienti, si organizzarono infatti attorno alle residenze fortificate dei proprietari e, protette da milizie formate di schiavi e difficilmente controllabili da parte del fisco, divennero di fatto indipendenti dal potere centrale.Il sistema schiavistico su cui si basavano i latifondi diventò sempre più difficilmente sostenibile per la bassa produttività e per i costi di mantenimento e di sorveglianza degli schiavi. Le grandi proprietà tesero così a essere divise in piccoli appezzamenti, ceduti a coloni in cambio di canoni e servizi.

Condizione dei coloni

La condizione del colono era di fatto di tipo servile: non godeva infatti della pienezza dei diritti giuridici, poteva essere venduto con la terra, non poteva sposare donne libere e il suo matrimonio era considerato una forma di concubinato. Il ristagno economico delle città, ormai improduttive, gravava ulteriormente sulla già precaria situazione delle campagne.

Pressione fiscale in Oriente

Anche nella parte orientale dell’Impero l’aumento della pressione fiscale portò alla distruzione della piccola proprietà terriera, a ribellioni e all’abbandono delle terre coltivabili, mentre l’estensione delle grandi proprietà, che non permetteva di controllare efficacemente il lavoro dei coloni, tese a ridursi.

Riorganizzazione amministrativa e contadini-soldati

La riorganizzazione amministrativa del territorio determinò a formazione di una classe di contadini-soldati che coltivavano, direttamente o tramite schiavi, le terre che avevano ricevuto in proprietà ereditaria e che avevano l’obbligo di difendere. Nel Medio Oriente e sulle coste nordafricane, dove poi si affermò la presenza araba, i latifondi dell’epoca tardoantica vennero divisi in piccoli appezzamenti affidati a contadini liberi, che dovevano peraltro cedere ai signori e alle istituzioni proprietarie i quattro quinti del raccolto.

Declino delle città romane

La fine dell’Impero e delle strutture di controllo territoriale, militare, burocratico ed economico a esso connesse, e l’insediamento stabile in Europa di popolazioni nomadi extraeuropee, estranee alla cultura romana, portò nel giro di pochi secoli a un cambiamento radicale delle strutture e dei rapporti sociali. Senza una funzione politica e burocratica precisa, le città si impoverirono e vennero in parte abbandonate. Inoltre, senza una classe dirigente in grado di co-ordinare lavori di manutenzione, reperire fondi e materie prime e con la perdita di capacità tecniche e di funzioni artigianali specialistiche, le complesse strutture che caratterizzavano i centri romani (terme, acquedotti, condutture, strade, ponti) si deteriorarono rapidamente finendo per cadere in rovina. In molti casi si aggiunsero saccheggi e distruzioni, a volte a opera degli stessi abitanti , anche solo per recuperare preziosi materiali edilizio (in una situazione di regressione o totale paralisi dei mercati e di irreperibilità di materie prime). È questo il caso di Roma. Dopo una lunga crisi politica, nel 410 l’antica capitale venne saccheggiata dai Visigoti e la perdita della sua sacra inviolabilità confermò la crisi inarrestabile di tutto l’Impero.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze dell'aumento della pressione fiscale nell'Occidente dell'Impero?
  2. L'aumento della pressione fiscale portò a un impoverimento delle campagne e all'abbandono delle terre da coltivare, legando ereditariamente i contadini alla terra per garantire il gettito fiscale (testo).

  3. Come si trasformò la proprietà terriera negli ultimi secoli dell'Impero?
  4. La grande proprietà terriera assunse caratteristiche feudali, con tenute autosufficienti che divennero indipendenti dal potere centrale, mentre il sistema schiavistico si rivelò insostenibile, portando alla divisione delle terre in appezzamenti più piccoli (testo).

  5. Qual era la condizione dei coloni durante il declino dell'Impero?
  6. I coloni vivevano in una condizione servile, privi di diritti giuridici e con matrimoni considerati concubinato, mentre il ristagno economico delle città aggravava la loro già precaria situazione (testo).

  7. Quali effetti ebbe l'aumento della pressione fiscale nella parte orientale dell'Impero?
  8. In Oriente, l'aumento della pressione fiscale portò alla distruzione della piccola proprietà terriera, a ribellioni e all'abbandono delle terre coltivabili, riducendo l'estensione delle grandi proprietà (testo).

  9. Come influenzò il declino dell'Impero romano le città?
  10. La fine dell'Impero portò a un impoverimento e all'abbandono delle città, con la perdita di capacità tecniche e di funzioni artigianali, causando il deterioramento delle strutture romane e saccheggi da parte degli abitanti (testo).

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