Concetti Chiave
- Nel Trecento, la paura di una congiura contro il Cristianesimo si diffuse, accentuata da eventi come la carestia e la peste.
- I nuovi nemici percepiti del Cristianesimo includevano ebrei, lebbrosi, mendicanti e streghe, a differenza delle eresie precedenti.
- Ebrei e lebbrosi furono accusati di complottare con i musulmani per avvelenare le acque e sterminare i Cristiani, portando a persecuzioni violente.
- L'odio verso gli ebrei era alimentato dalla loro identificazione con la morte di Gesù e dal loro ruolo nel prestito di denaro, considerati capri espiatori in tempi di crisi.
- I lebbrosi, segnalati visivamente, erano emarginati e puniti, mentre i re sfruttavano la situazione per imporre tasse in cambio di protezione.
Paure e congiure nel Trecento
Nell’Europa del Trecento si diffonde la convinzione che alcuni gruppi sociali piuttosto marginali stiano tramando una congiura contro il mondo cristiano, magari su mandato o sostenuti dai musulmani, nemici tradizionali del Cristianesimo. La manifestazione di questa paura si manifesta soprattutto in concomitanza di due avvenimenti che hanno interessato l’Europa con conseguenze disastrose: la carestia che ha preceduto il 1320 e la peste del 1348.
Nuovi nemici del Cristianesimo
La situazione è cambiata: nel Duecento i nemici del Cristianesimo erano le eresie come quella càtara; nel Trecento i nuovi avversari che si ritengono particolarmente pericolosi e temibili sono: i lebbrosi, gli ebrei, i mendicanti e le streghe.
Accuse e persecuzioni
Ebrei e lebbrosi furono accusati di essersi accordati sol sovrano arabo di Granada che costituiva ormai l’ultima roccaforte musulmana presente in Spagna. Si diceva che, per sterminare i Cristiani essi fossero arrivati ad avvelenare le acque dei pozzi con l’obiettivo finale di spartirsi i loro regni e quelli cristiani. La Chiesa ricorse alla tortura, il che favorì, come era ovvio, le ammissioni di colpa che si desideravano. In molti casi, il popolo non attendeva la sentenza ed agiva autonomamente ,preso dal furore. Poiché si pensava che gli ebrei avessero come complici anche i lebbrosi non si esitò a bruciare ebrei e lebbrosi insieme. In pratica, il popolo si faceva giustizia da sé e dopo aver chiuso i sospetti in casa insieme ai loro averi, veniva appiccato il fuoco. Il re di Francia e le autorità locali seguivano la stessa linea : fu emanato un editto in base al quale i lebbrosi che avevano confessato le loro colpe dovevano essere bruciati, mentre coloro che non aveva confessato nemmeno sotto tortura dovevano essere segregati. Quando nel 1348 scoppiò la peste, di nuovo si diffuse l’odio per gli ebrei ritenuti responsabili dell’epidemia ed insieme a loro anche i mendicati e le streghe
Motivi dell'odio verso ebrei e lebbrosi
Ci dobbiamo chiedere perché questo odio si indirizzava soprattutto verso gli ebrei ed i lebbrosi. Nella società cristiana gli ebrei hanno sempre costituito una presenza inquietante, sia perché erano ritenuti responsabile della morte di Gesù Cristo, sia perché erano soliti prestare denaro anche alla povera gente e per questo in caso di crisi, essi venivano considerati i capri espiatori. Anche i lebbrosi venivano allontanati poiché la malattia che sfigurava il loro fisico era ritenuto un segno del peccato. Sia gli uni che gli altri erano obbligato a portare sui vestiti, un segno ben visibile (un berretto rosso o un pezzo di stoffa gialla) che li rendesse ben visibili a tutti. Inoltre i re traevano vantaggio da questa situazione: infatti essi ne approfittavano per imporre delle forti tasse agli Ebrei in cambio della protezione, che in certi casi, non esisteva.
Domande da interrogazione
- Quali gruppi sociali furono accusati di tramare contro il Cristianesimo nel Trecento?
- Come reagì la Chiesa e la società nei confronti delle accuse contro ebrei e lebbrosi?
- Quali erano le motivazioni alla base dell'odio verso gli ebrei e i lebbrosi?
- In che modo i re beneficiavano dalla persecuzione degli ebrei?
Nel Trecento, i gruppi sociali accusati di tramare contro il Cristianesimo includevano ebrei, lebbrosi, mendicanti e streghe, ritenuti particolarmente pericolosi in un contesto di crisi come la carestia e la peste (testo).
La Chiesa ricorse alla tortura per ottenere confessioni, mentre il popolo, preso dal furore, agiva autonomamente, bruciando ebrei e lebbrosi. Le autorità locali, come il re di Francia, emanarono editti che giustificavano tali persecuzioni (testo).
L'odio verso gli ebrei era alimentato dalla loro identificazione come responsabili della morte di Gesù e dalla loro attività di prestito, mentre i lebbrosi erano visti come portatori di peccato a causa della loro malattia. Entrambi erano costretti a indossare segni distintivi (testo).
I re traevano vantaggio dalla situazione degli ebrei imponendo forti tasse in cambio di una protezione che, in molti casi, non veniva realmente fornita, sfruttando così la vulnerabilità di questi gruppi (testo).