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Concetti Chiave

  • L'influenza della Chiesa cattolica è significativa nei paesi a maggioranza cattolica, con un'ampia visibilità nei media riguardo ai suoi interventi su questioni morali.
  • Le politiche familiari in paesi come Italia e Spagna sono caratterizzate da contraddizioni, poiché l'ascolto della Chiesa su alcuni temi è elevato, ma su altri come la contraccezione è ridotto.
  • I tassi di fertilità in paesi cattolici sono tra i più bassi d'Europa, influenzati dall'approccio della Chiesa che ha portato a investimenti limitati in politiche di supporto alle famiglie.
  • Negli anni '90, solo il 6% dei bambini da zero a tre anni frequenta scuole dell'infanzia in Italia e Spagna, evidenziando un deficit nelle politiche sociali rispetto ad altri paesi europei.
  • Le politiche sociali attuate non considerano i cambiamenti nelle strutture familiari, portando le nuove coppie a limitare il numero di figli a causa della mancanza di reti di assistenza.

Qual è l'influenza della Chiesa cattolica?

Gli interventi dei pontefici in materia di morale sessuale, hanno avuto, e hanno ancora oggi, un grande ascolto nei paesi prevalentemente i cattolici; in Italia la visibilità della Chiesa cattolica è decisamente ingigantita da uno spazio enorme che viene riservato ai riti o agli interventi delle sue gerarchie (Papa, cardinali, autorevoli vescovi) dai media, e in particolare dai media televisivi.

Contraddizioni nelle politiche familiari

Tuttavia mentre il magistero della Chiesa trova un ascolto attento da parte delle opinioni pubbliche e dell'élite politiche dei paesi cattolici su alcune questioni come il divorzio, l'unità della famiglia, l'aborto o la necessità di porre limiti precisi alle tecniche di fecondazione artificiale, su altri temi (per esempio impiego di tecniche anticoncezionali) l'ascolto sembra molto più ridotto, come mostra inoltre il basso tasso di fecondità e l'alto impiego di contraccettivi che caratterizza diversi paesi europei. Alcuni paesi cattolici come l'Italia, la Spagna o il Portogallo hanno tassi di fertilità e il numero medio di figli per donna tra i più bassi d'Europa. In questo caso occorre però anche ricordare che l'insistenza della Chiesa cattolica sull'importanza e la centralità della famiglia ha indotto le élite politiche di questi paesi a investire relativamente meno in interventi di politica familiare, poiché si è ritenuto che l'assistenza alle nuove famiglie potesse essere svolta ancora adeguatamente dalle reti parentali.

Conseguenze delle politiche sociali

E così negli anni Novanta del XX secolo la quota dei bambini da zero a tre anni che vanno in una scuola dell'infanzia non supera i 6% in Italia e in Spagna, mentre raggiunge il 25% in Francia, il 30% in Belgio e in Svezia, il 50% in Danimarca e in Germania. Politiche sociali come quelle seguite in Italia, in Spagna o in Portogallo che si fondano sulla convinzione che i doveri di assistenza e cura familiare appartengono alle reti parentali più che allo stato non considerano i mutamenti familiari che hanno investito anche questi paesi; anche qui il processo di destrutturazione delle reti parentali è in corso e le nuove coppie non potendo disporre più di ampie reti di assistenza parentale o amicale offerte da madri, nonne o vicine, né di solide reti di assistenza offerte dalle istituzioni statali (asili nido, scuole materne e assegni familiari) preferiscono adottare sistemi che consentano loro di limitare il numero dei figli.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'influenza della Chiesa cattolica sulle politiche familiari nei paesi cattolici?
  2. La Chiesa cattolica esercita una notevole influenza sulle opinioni pubbliche e sulle élite politiche riguardo a temi come il divorzio e l'aborto, ma su questioni come l'uso di tecniche anticoncezionali l'ascolto è molto più ridotto, come evidenziato dai bassi tassi di fecondità in paesi come Italia e Spagna.

  3. Come le politiche familiari influenzano la fertilità nei paesi cattolici?
  4. L'insistenza della Chiesa sull'importanza della famiglia ha portato le élite politiche a investire meno in politiche familiari, contribuendo ai bassi tassi di fertilità e all'alto uso di contraccettivi in paesi come Italia, Spagna e Portogallo.

  5. Quali sono le conseguenze delle politiche sociali in Italia e Spagna riguardo all'educazione infantile?
  6. Negli anni Novanta, solo il 6% dei bambini da zero a tre anni frequentava la scuola dell'infanzia in Italia e Spagna, a causa di politiche sociali che si basano sulla convinzione che l'assistenza familiare debba provenire dalle reti parentali piuttosto che dallo stato, ignorando i cambiamenti nelle strutture familiari.

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