Concetti Chiave
- Tra il 1888 e il 1914, l'Italia ha vissuto significative trasformazioni economiche e politiche, segnate dall'entrata nella Triplice Alleanza e dall'introduzione di una tariffa doganale protettiva.
- La crisi bancaria del 1889 ha portato a gravi disordini e ha costretto il governo a intraprendere misure riformatrici urgenti per risolvere irregolarità nelle banche di emissione.
- Il periodo di sviluppo economico dal 1888 al 1913 si divide in tre fasi, ognuna caratterizzata da eventi chiave come la creazione della Banca d'Italia e l'espansione delle banche commerciali.
- Giolitti, come Ministro del Tesoro, ha avuto un ruolo cruciale nel riordinamento degli istituti di emissione e ha promosso leggi per la Banca d'Italia durante un periodo di emigrazione significativa.
- L'emigrazione transoceanica ha generato un afflusso di rimesse, contribuendo allo sviluppo economico e spingendo le banche meridionali a migliorare i servizi di gestione delle rimesse.
Svolta economica e politica
Gli anni che racchiudono il periodo della storia economica italiana dal 1888 al 1914 segnano due punti di svolta dell’evoluzione bancaria e monetaria del Paese e dell’andamento politico generale. Essendo venuti a mancare nel 1887 il presidente del governo Agostino Depretis, dal 1888,la guida politica passò nelle mani di Francesco Crispi. Da evidenziare che già nel 1882, avvenne l’entrata dell’Italia nella Triplice Alleanza, che molto influì sui suoi indirizzi economici e finanziari, e successivamente l’introduzione della tariffa doganale protettiva contro la Francia; in sintesi, qui un tornante decisivo di notevole importanza nella vita della penisola italiana, da poco diventato Stato unitario. Il 1913, invece, è l’ultimo anno in cui l’Italia godette del clima liberistico e competitivo del XIX secolo, in particolare per quanto riguarda la moneta e la finanza. Infatti, il 1914 è il momento nel quale, economicamente, l’intero corso degli eventi mutò in maniera permanente. In campo finanziario, l’azione e gli interventi del governo assunsero lineamenti più fermi e tecnicamente meglio inquadrati che in ogni altra epoca precedente. Il mercato nazionale riuscì a svilupparsi, di pari passo, con quelli della moneta e dei capitali, e ad acquistare caratteri ben definiti.
Crisi e riforme bancarie?
La popolarità di Crispi, nei primi mesi della presa del potere, da lui tanto desiderato, giustifica la sua politica interna fortemente selettiva: egli era convinto di poter affrontare le questioni economiche e sociali che ormai incalzavano; purtroppo, si accorse dei suoi sbagli solo alla fine del 1888. Infatti, ci furono gravi disordini, l’edilizia e altri rami produttivi entrarono in crisi e, improvvisamente, il presidente rassegnò le dimissioni. Nel 1889, un’ispezione governativa aveva accertato una serie di irregolarità nelle banche di emissione e, negli anni successivi, il Parlamento ne venne gradualmente a conoscenza finché una commissione parlamentare provvide ad un’inchiesta che mise in luce la condizione di grave difficoltà delle operazioni di credito, con perdite, immobilizzazioni e anche con reati, alla cui correzioni occorse provvedere senza indugio e con misure restrittive e riformatrici.
Periodi di sviluppo economico
I 26 anni che intercorrono fra il 1888al 1913 possono essere divisi in tre periodi:
1. gli 8 anni dal 1888 al 1895, durante i quali venne alla luce la risi bancaria e si provvide al varo di un piano di riordinamento degli istituti di emissione e alla costituzione della Banca d’Italia, mediante fusione della Nazionale del Regno d’Italia con la Banca Nazionale Toscana e affidamento alla nuova banca della liquidazione della Banca Romana
2. i 12 anni dal 1896 al 1907, in cui si realizzò la fase iniziale dell’Italia e le grandi banche commerciali, cosiddette “ miste”, svolsero in pieno la loro funzione di sostegno finanziario dello sviluppo, concludendosi con una crisi di produzione breve, ma di notevole entità
3. i 6 anni dal 1908 al 1913, nei quali lo sviluppo industriale riprese, seppure a un ritmo meno intenso e ci si mise a discutere di alcune questioni monetarie e finanziarie.
Giolitti e l'emigrazione
Nell’agosto del 1893, come Ministro del Tesoro, proponente la legge di riordinamento degli istituti di emissione e lo Statuto della Banca d’Italia, apparve per la prima volta l’onorevole Giolitti. Durante il quartio di secolo che va dalla fine degli anni ottanta alla scoppio della Prima guerra Mondiale, esplose anche un fenomeno che ebbe rilevanti conseguenze: l’emigrazione transoceanica meridionale. Per il settore economico, a motivo della suddetta emigrazione, ebbero inizio fenomeni come l’afflusso di capitali, indispensabili allo sviluppo dell’economia e al contenimento delle tensioni interne, costituitosi dalle enormi rimesse dei cittadini trasferitisi all’estero. Per quanto riguarda, per esempio, le due banche meridionali (Banco di Napoli e Banco di Sicilia), esse poterono applicare le proprie energie e organizzare all’estero efficienti servizi di raccolta e di amministrazione delle rimesse degli emigranti, soprattutto negli Stati Uniti d’America. Le Borse valori divennero luoghi in cui si poteva operare con maggiore frequenza e in cui esistevano maggiori flussi di denaro; inoltre, la dimensione e l’organizzazione del sistema bancario si erano incrementate e allargate sensibilmente; ad esempio, si prestava più attenzione all’assicurazione contro il rischio di perdita dei depositi bancari, nel caso di fallimento e di liquidazione delle banche depositarie.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principali eventi che segnarono la svolta economica e politica in Italia tra il 1888 e il 1914?
- Quali furono le conseguenze della crisi bancaria del 1889?
- Come si suddivide il periodo di sviluppo economico tra il 1888 e il 1913?
- Quale ruolo ebbe Giolitti nell'emigrazione e nell'economia italiana?
- In che modo l'emigrazione influenzò il sistema bancario italiano?
Tra il 1888 e il 1914, l'Italia visse due punti di svolta significativi: l'entrata nella Triplice Alleanza nel 1882 e l'introduzione di una tariffa doganale protettiva. Questi eventi influenzarono profondamente l'economia e la finanza del Paese, culminando nel 1914 con un cambiamento permanente nel corso degli eventi economici.
La crisi bancaria del 1889 portò a gravi disordini e alla crisi di vari settori produttivi. La situazione portò alle dimissioni di Crispi e a un'inchiesta parlamentare che rivelò irregolarità nelle banche di emissione, necessitando misure restrittive e riformatrici per affrontare le difficoltà del credito.
Il periodo di sviluppo economico può essere diviso in tre fasi: 1) 1888-1895, con la crisi bancaria e la creazione della Banca d'Italia; 2) 1896-1907, caratterizzato dalla crescita delle banche commerciali e una breve crisi di produzione; 3) 1908-1913, con un recupero dello sviluppo industriale e discussioni su questioni monetarie.
Giolitti, come Ministro del Tesoro, promosse leggi per il riordinamento degli istituti di emissione. Durante il suo mandato, l'emigrazione transoceanica meridionale portò a un afflusso di capitali e rimesse, contribuendo allo sviluppo economico e alla stabilizzazione delle tensioni interne.
L'emigrazione portò a un incremento delle rimesse, che le banche meridionali come il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia sfruttarono per organizzare servizi di raccolta all'estero. Questo fenomeno contribuì a una maggiore attività nelle Borse valori e a un'espansione del sistema bancario, con un'attenzione crescente alla protezione dei depositi.