Concetti Chiave
- Nel 1927, Stalin affronta una crisi degli ammassi con una drastica riduzione dei cereali, minacciando la sicurezza alimentare nelle città.
- Le misure adottate includono requisizioni forzate di generi alimentari, considerate temporanee e non un ritorno al "comunismo di guerra".
- Stalin cerca di combattere il "ricatto dei kulaki" per garantire approvvigionamenti regolari, collaborando con i contadini poveri per formare fattorie collettive.
- Tra il 1928 e il 1929, si formano numerose fattorie collettive grazie alla pressione esercitata dai contadini poveri e dalle autorità bolsceviche.
- Il piano economico del 1929 prevede uno sviluppo industriale rapido ma mantiene il predominio della piccola azienda contadina, senza abbandonare la NEP.
Indice
La crisi degli ammassi
Nell’autunno del 1927, Stalin, appena uscito vincitore dalla dura lotta per il potere nel partito bolscevìco si trova a dover affrontare un grave problema economico e sociale. I cereali portati dai contadini ai magazzini statali sono infatti inferiori del 50% a quelli dell’anno precedente, tanto da far incombere lo spettro della carestia sulle città. Questa “crisi degli ammassi” — con tale nome la vicenda è passata alla storia — giunge del tutto inaspettata al gruppo dirigente bolscevìco, il quale, convinto che si tratti di una crisi occasionale e perciò temporanea, la fronteggia con provvisorie misure di requisizione forzata di generi alimentari nelle campagne, ratificate dal XV congresso del partito (dicembre 1927).
Requisizioni e NEP
Ma già nell’aprile 1928, quando la crisi alimentare nelle città appare scongiurata, Stalin si affretta a garantire che le requisizioni forzate avvenute negli ultimi mesi non significano un rinnegamento della NEP ed un ritorno al “comunismo di guerra”. Anzi, nel ribadire la piena validità della NEP, deplora gli “eccessi” cui le requisizioni hanno dato luogo, e, dichiarando di non averli autorizzati, ne scarica la colpa sulle autorità locali, promettendo esemplari punizioni.
Kulaki e fattorie collettive
Ma, subito dopo i raccolti del 1928, gli ammassi sono ancora inferiori a quelli dell’anno prima, nonostante la favorevole stagione agricola. Stalin parla allora della necessità di “spezzare il ricatto dei kulaki”, che fanno mancare il pane alle città perché vogliono vendere con maggior profitto i loro prodotti. Stalin non solo autorizza nuove requisizioni forzate, ma cerca la collaborazione dei contadini poveri, per assicurare regolari approvvigionamenti alle città, promettendo loro, se fossero riusciti ad organizzare nei loro villaggi fattorie collettive le cui eccedenze andassero allo Stato, di far devolvere a tali fattorie tutti i magazzini, gli attrezzi e gli animali dei kulaki. I contadini poveri, abituati a lavorare poche zolle di terra con rudimentali aratri di legno, senza né cavalli né mucche, e sempre alla mercé delle pretese usuraie dei kulaki per ogni bisogno di sementi, di strumenti e di bestiame, guardano con favore a questa prospettiva.
Formazione delle fattorie collettive
Ciò spiega come tra il 1928 e il 1929 si formino in Russia numerose fattorie collettive, in seguito a una forte pressione esercitata sui contadini ricchi e su quelli medi non solo dalle autorità bolscevìche ma anche dai contadini poveri. Stalin, tuttavia, non pensa neppure in questo periodo ad un abbandono integrale della NEP e ad una collettivizzazione generalizzata dell’agricoltura, tanto che un piano di sviluppo economico della Russia nei cinque anni successivi, deliberato nell’aprile 1929, prevede un aumento molto limitato del settore della produzione agricola e una sostanziale riconferma del predominio nelle campagne della piccola azienda contadina. Correlativamente, il piano prevede uno sviluppo industriale, nei cinque anni in questione, più rapido che in passato ma ancora limitato.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa principale della crisi degli ammassi nel 1927?
- Qual è stata la causa principale della crisi degli ammassi nel 1927?
- Come ha reagito Stalin alla crisi alimentare e alle requisizioni forzate?
- Come ha reagito Stalin alla crisi alimentare e alle requisizioni forzate?
- Qual è stata la strategia di Stalin per affrontare il problema dei kulaki?
- Qual è stata la strategia di Stalin per affrontare il problema dei kulaki?
- Qual è stata l'evoluzione della formazione delle fattorie collettive tra il 1928 e il 1929?
- Qual è stata l'evoluzione della formazione delle fattorie collettive tra il 1928 e il 1929?
La crisi degli ammassi è stata causata da una significativa diminuzione dei cereali portati dai contadini ai magazzini statali, che erano inferiori del 50% rispetto all'anno precedente, portando a timori di carestia nelle città.
La crisi degli ammassi è stata causata da una significativa diminuzione dei cereali portati dai contadini ai magazzini statali, che erano inferiori del 50% rispetto all'anno precedente, portando a timori di carestia nelle città.
Stalin ha garantito che le requisizioni forzate non rappresentavano un ritorno al "comunismo di guerra" e ha deplorato gli "eccessi" delle requisizioni, promettendo punizioni per le autorità locali responsabili.
Stalin ha garantito che le requisizioni forzate non rappresentavano un ritorno al "comunismo di guerra" e ha deplorato gli "eccessi" delle requisizioni, promettendo punizioni per le autorità locali responsabili.
Stalin ha deciso di "spezzare il ricatto dei kulaki" autorizzando nuove requisizioni forzate e cercando la collaborazione dei contadini poveri, promettendo loro il controllo delle fattorie collettive in cambio di regolari approvvigionamenti per le città.
Stalin ha deciso di "spezzare il ricatto dei kulaki" autorizzando nuove requisizioni forzate e cercando la collaborazione dei contadini poveri, promettendo loro il controllo delle fattorie collettive in cambio di regolari approvvigionamenti per le città.
Tra il 1928 e il 1929 si sono formate numerose fattorie collettive in Russia, grazie alla pressione delle autorità bolsceviche e dei contadini poveri, mentre Stalin non ha abbandonato la NEP e ha previsto un piano di sviluppo economico con un limitato aumento della produzione agricola.
Tra il 1928 e il 1929 si sono formate numerose fattorie collettive in Russia, grazie alla pressione delle autorità bolsceviche e dei contadini poveri, mentre Stalin non ha abbandonato la NEP e ha previsto un limitato aumento della produzione agricola nel piano quinquennale.