Concetti Chiave
- Nel febbraio 1917, la prima rivoluzione portò al potere un governo borghese moderato in Russia, ma non riuscì a risolvere la crisi del paese.
- La seconda rivoluzione socialista di ottobre portò la Russia ad abbandonare la guerra, con la pace firmata nel marzo 1918.
- La battaglia di Caporetto, scatenata dalla minore pressione austriaca, colse l'esercito italiano di sorpresa, costringendolo a ritirarsi sul fiume Piave.
- Il generale Cadorna fu sostituito da Armando Diaz dopo la sua incapacità di credere a un avvertimento di attacco imminente da parte di un prigioniero austriaco.
- La Germania dichiarò guerra sottomarina totale per isolare economicamente l'Inghilterra, ma l'intervento degli Stati Uniti nel 1917 cambiò le sorti del conflitto.
La rivoluzione russa del 1917
Nel febbraio del 1917 ci fu una prima rivoluzione che portò al potere in Russia un governo borghese moderato, che non uscì nell'immediato dalla guerra, ma comunque aveva da ristrutturare l’intero paese.
Non ci riesce, in effetti ad ottobre scoppia una nuova rivoluzione, questa volta una rivoluzione socialista e la Russia decide di uscire definitivamente dalla guerra.
La battaglia di Caporetto
La pace sarà firmata solo nel marzo 1918, ma già da febbraio la Russia non era più presente sul fronte orientale, nel senso che aveva altro a cui pensare e dunque ne approfittarono tutte le altre forze. In particolare, questo causò minore pressione per gli austriaci che potevano nuovamente focalizzare l’attenzione sul fronte italiano. Si ebbe dunque la battaglia di Caporetto in cui le truppe austriache nuovamente riuscirono a rompere il fronte ed entrare per 150 km nel territorio italiano.
L’esercito italiano fu colto di sorpresa, riuscì però a prendere le proprie posizioni con molta fatica sul fiume Piave.
Il cambio di comando italiano
Il problema a quel punto fu soprattutto l’operato di Cadorna per quanto riguarda il fronte italiano, perché c’era stato un soldato austriaco che si era arreso e consegnato prigioniero agli italiani e aveva avvisato che ci sarebbe stato questo attacco. Cadorna però non gli aveva creduto e quindi non aveva avvertito i soldati italiani, i quali si trovarono del tutto impreparati.
A quel punto, fu tolto il comando al generale Cadorna e affidato ad Armando Diaz, mentre al governo salì Vittorio Emanuele Orlando.
Appelli per la pace
Il 1917 fu un anno molto particolare che cambiò le sorti della guerra, soprattutto per la rivoluzione russa, si diffusero anche gli appelli per la pace come Benedetto XV che definì la guerra un'inutile strage, egli fece diversi appelli per cessare il conflitto, ma vi furono anche tutti quelli che si erano staccati dai partiti socialisti e che continuavano a sostenere la pace (i partiti socialisti aderirono quasi tutti alla guerra)
Nella conferenza di Zimmerwald, questi gruppi socialisti fecero un appello per la pace, ma poi i soldati non ce la facevano più, su tutti i fronti vi erano dispersioni, ammutinamenti, nelle città scoppiavano proteste. Molti soldati tentavano la fuga, ci fu una repressione pazzesca da parte dei propri ufficiali e dei propri comandanti, la dispersione veniva punita con la morte, e laddove c’erano delle proteste e non venivano individuati con chiarezza i colpevoli, si utilizzava la tecnica della decimazione: uno su dieci, tirato a sorte, doveva morire. Questo doveva spaventare tutti i soldati, in quanto tutti sarebbero potuti morire.
La guerra sottomarina totale
La Germania a un certo punto decise di dichiarare la guerra sottomarina totale, cioè di silurare le navi inglesi, pur consapevole del fatto che questo avrebbe comportato un intervento degli Stati Uniti in guerra. La Germania decise così perché dopo la rivoluzione russa, l’Inghilterra era più isolata e l’obiettivo era quello di silurare tutte le navi che si avvicinavano ai porti inglesi per far crollare dal punto di vista economico l’Inghilterra, la speranza era che gli Stati Uniti non riuscissero ad intervenire prima del crollo dell’Inghilterra.
In realtà non fu così perché il 6 aprile del 1917 gli Stati Uniti intervennero a favore dell’Inghilterra, che quindi non crollò. A crollare fu la Germania, che subì il primo atto del crollo (ammutinamento nella base navale di Kiel) il 3 novembre, il 4 novembre del 1918 ci fu la resa dell’impero Austro-Ungarico e l’11 novembre la Germania firmò l’armistizio e la prima guerra mondiale si concluse.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della rivoluzione russa del 1917 sulla guerra?
- Come reagì l'esercito italiano all'attacco austriaco durante la battaglia di Caporetto?
- Quali cambiamenti ci furono nella leadership italiana dopo la battaglia di Caporetto?
- Quali furono gli appelli per la pace nel 1917 e come furono ricevuti?
- Quale strategia adottò la Germania per cercare di vincere la guerra e quali furono le sue conseguenze?
La rivoluzione russa del 1917 portò alla decisione della Russia di uscire definitivamente dalla guerra, influenzando il fronte orientale e permettendo agli austriaci di concentrare le loro forze sul fronte italiano, come evidenziato dalla battaglia di Caporetto.
L'esercito italiano fu colto di sorpresa dall'attacco austriaco, ma riuscì a riprendere le proprie posizioni con grande difficoltà sul fiume Piave, nonostante l'impreparazione iniziale dovuta alla mancanza di avvertimenti.
Dopo la battaglia di Caporetto, il comando dell'esercito italiano fu tolto al generale Cadorna e affidato ad Armando Diaz, mentre Vittorio Emanuele Orlando assunse un ruolo di governo, segnando un cambio significativo nella strategia militare.
Nel 1917, ci furono appelli per la pace, come quelli di Benedetto XV e dei gruppi socialisti, ma la situazione sul campo era critica, con ammutinamenti e proteste tra i soldati, che portavano a repressioni violente e punizioni estreme.
La Germania dichiarò la guerra sottomarina totale per colpire le navi inglesi, sperando di indebolire l'Inghilterra prima dell'intervento degli Stati Uniti. Tuttavia, gli Stati Uniti intervennero il 6 aprile 1917, contribuendo alla sconfitta della Germania, che culminò con la resa dell'impero Austro-Ungarico e la firma dell'armistizio l'11 novembre 1918.