Concetti Chiave
- L'Italia ha adottato un atteggiamento razzista autonomamente, distinguendosi per l'introduzione delle leggi razziali nel 1938.
- La comunità ebraica in Italia, nonostante le sue radici storiche, ha subito persecuzioni e discriminazioni durante il regime fascista.
- Mussolini ha promosso un antisemitismo esplicito, culminato nel Manifesto della razza, che ha definito le caratteristiche delle razze ebraiche rispetto a quelle italiane.
- Le leggi razziali del 1938 hanno portato all'espulsione degli ebrei da scuole e cariche pubbliche, instaurando una forma di apartheid culturale in Italia.
- Eventi come la guerra in Etiopia e la Notte dei Cristalli in Germania hanno influenzato e intensificato le politiche razziste italiane durante il fascismo.
L'Italia e il razzismo
L'Italia diventa un paese razzista a tutti i livelli. Non è un fenomeno imitativo, poiché la scelta è compiuta dall'Italia (alcuni storici tentano di assolvere Mussolini e la monarchia, sostenendo che sono stati obbligati ad allearsi con Hitler). Gli altri paesi, meno autonomi rispetto all'Italia fascista, non adottano posizioni così razziste e radicali. Soltanto una schiacciante minoranza italiana si dichiara contro, rispetto ad una maggioranza che volta la testa dall'altra parte o, peggio, collabora attivamente.
Nel novembre del 1938 vengono introdotte le leggi razziali.
La comunità ebraica in Italia
La più antica comunità ebraica del mondo fuori dalla Palestina è la comunità di Roma, da prima della diaspora di Tito. Molti ebrei sono fascisti, ma altri hanno partecipato al risorgimento e hanno contribuito alla costruzione dell'unità nazionale.
L'antisemitismo fascista
Nonostante siano integrati, gli ebrei in Italia subiscono persecuzioni. Gli ebrei vengono considerati nemici come razza, non come religione, nonostante vengano considerati gli assassini di Dio. Gli viene concesso di praticare l'usura (prestare denaro), peccato mortale per i cristiani, per poi essere perseguitati per questo.
Mussolini e l'antisemitismo
L'Italia fascista è un'Italia immediatamente antisemita (la storiografia si divide, alcuni pensano che in origine non era antisemita). Mussolini è antisemita perché appartiene all'antisemitismo contemporaneo presente all'epoca, che non è un fenomeno solo di destra, poiché quelli la sinistra identificavano nell'ebreo l'emblema del capitalismo piccolo-borghese(nonostante solo il 2-3% di loro fosse veramente bancari).
Negli anni del fascismo, che vede una notevole adesione degli ebrei, c'è un antisemitismo latente che in alcuni casi esplode sin dagli anni Venti.
Mussolini non esprime giudizi sugli ebrei, poiché la maggioranza ebraica rimane neutra come se fosse una cosa naturale. Una buona parte, per motivi patriottici, aderisce al regime, mentre una minoranza si oppone per motivi ideologici (come Enzo Sereni).
Il razzismo in Etiopia
Negli anni successivi alla presa di potere del fascismo, è la guerra in Etiopia che origina il problema del razzismo. La sudditanza coloniale degli etiopi innesca il principio razzista, poiché il suddito non ha gli stessi diritti del cittadino.
Inoltre c'è anche lo scontro dell'Italia con Francia e Gran Bretagna, l'internazionale borghese. L'offensiva antisemita avrebbe dovuto rappresentare un problema per la borghesia, in seguito alle sanzioni per la guerra in Etiopia.
Il complotto ebraico
Inizia a nascere l'idea che gli ebrei facciano parte di un grande complotto che minaccia il fascismo. Viene emanata così una legge razzista che definisca una volta per tutte la specificità ebraica e li discrimini attraverso un censimento, per capire quanti siano aggiungendo anche i meticci e coloro che hanno almeno un antenato ebreo (Preziosi).
Il Manifesto della razza
Mussolini poi vara l'offensiva finale, il Manifesto della razza, articolato in nove punti:
Le razze umane esistono
Esistono razze piccole e razze grandi
Il concetto di razza è biologico
La razza italiana è ariana e nordica
Esiste una pura razza italiana
E' tempo che gli italiani si dichiarino francamente razzisti
E' necessario distinguere tra mediterranei Occidentali e gli Orientali africani
Gli ebrei non appartengono alla razza italiana
La legislazione antisemita
Mussolini inaugura la legislazione antisemita, che inizia con un documento, l'Informativa diplomatica del 5 agosto del 1938, una comunicazione del governo in cui si dice che il fascismo non ha nessun piano persecutorio contro gli ebrei, tuttavia dovranno essere controllati da uno speciale censimento (il vero primo atto di discriminazione nei confronti degli ebrei). Questa informativa apre le porte all'applicazione di quanto è stato pubblicato sul Manifesto.
I decreti razzisti del 1938
Il 5 settembre viene varato il primo decreto razzista, con cui si sancisce l'espulsione degli ebrei dall'insegnamento in tutte le scuole e dalla frequentazione delle scuole pubbliche di qualsiasi grado (per la prima volta si apre l'Apartheid in Italia), una pulizia etnica della cultura.
Il 7 settembre viene vietato agli ebrei stranieri di avere una residenza, vengono cacciati dall'Italia. Viene vietato il matrimonio tra italiani e neri o ebrei e vengono definiti non cittadini italiani coloro che hanno almeno un genitore ebreo.
Il 18 settembre 1938 Mussolini dichiara esplicitamente il suo antisemitismo, e dice di aver trovato il vero nemico, l'ebreo.
La Notte dei Cristalli
Il 17 novembre 1938 la Germania nazista attua la Notte dei Cristalli, una strage di ebrei in cui le sinagoghe (i rotoli della Torah) e i negozi vengono bruciati e distrutti. Lo stesso giorno Mussolini e il re varano i Provvedimenti per la difesa della razza italiana, dove si definisce legalmente l'appartenenza alla razza ebraica (censimento = a causa di ciò l'Italia ha il maggior numero di deportati ebrei), in cui vengono tolti gli ebrei da ogni carica pubblica. E' la legislazione più intensa ed efficace dopo quella nazista
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del razzismo in Italia durante il fascismo?
- Come si è manifestato l'antisemitismo in Italia durante il regime fascista?
- Quali sono le principali misure legislative contro gli ebrei adottate da Mussolini?
- In che modo la guerra in Etiopia ha influenzato il razzismo in Italia?
- Qual è il significato del Manifesto della razza emesso da Mussolini?
Il razzismo in Italia non è un fenomeno imitativo, ma una scelta autonoma del paese, con una maggioranza che collabora attivamente, mentre solo una minoranza si oppone (testo).
L'antisemitismo fascista ha portato a persecuzioni degli ebrei, considerati nemici come razza, e ha culminato con l'introduzione delle leggi razziali nel 1938 (testo).
Mussolini ha introdotto decreti razzisti che espellono gli ebrei dall'insegnamento e vietano loro di risiedere in Italia, segnando l'inizio di un'Apartheid culturale (testo).
La guerra in Etiopia ha innescato il principio razzista, creando una distinzione tra sudditi e cittadini, e contribuendo all'ideologia razzista del regime fascista (testo).
Il Manifesto della razza, articolato in nove punti, afferma l'esistenza di razze umane e dichiara la razza italiana come ariana e nordica, promuovendo un'ideologia razzista ufficiale (testo).