Concetti Chiave
- Il Sionismo, fondato da Herzl nel 1896, mira a creare uno Stato per gli Ebrei, scegliendo la Palestina come Terra Promessa per le sue radici storico-bibliche.
- Il governo britannico, tramite un annuncio nel 1917, si impegna a supportare la creazione di uno Stato ebraico in Palestina, favorendo l'immigrazione ebraica dopo la Prima guerra mondiale.
- La migrazione ebraica in Palestina provoca malcontento tra la popolazione araba locale, a causa di differenze culturali e religiose, e per la perdita di terre a favore degli Ebrei.
- Nel 1948 nasce lo Stato di Israele, occupando il 56% della Palestina, aumentando le tensioni con le nazioni arabe e portando a conflitti armati.
- La situazione nella striscia di Gaza, dove nasce Hamas, evidenzia l'oppressione vissuta dai palestinesi, alimentando il ciclo di violenza e conflitto tra le due popolazioni.
Le origini del sionismo
Gli ebrei sono un popolo da sempre vittima di persecuzioni, e, dopo l'ennesima di queste, cioè lo sterminio nella seconda guerra mondiale, vari paesi occidentali sono concordi su un risarcimento: Nel 1896 Herzl crea un movimento politico che ha come obiettivo donare una terra agli Ebrei, che vivono sparsi in tutto il mondo; Herzl pensa alla Palestina per ragioni storico-bibliche, dato che per loro questa regione rappresenta la Terra Promessa. Questo movimento prende il nome di Sionismo. Nel 1917, in piena Prima guerra mondiale, il primo ministro inglese comunica che il governo britannico esprime il massimo consenso nel creare uno Stato ebraico in Palestina e si impegnerà a tale scopo. Proprio un anno dopo, nel 1918, termina il primo conflitto mondiale e si assiste alla fine di tre grandi imperi: quello ottomano (di cui faceva parte la Palestina), quello russo e quello austro-ungarico. A prendere il controllo sulla Palestina dopo il crollo dell’Impero ottomano è la Gran Bretagna, che, come detto prima, è a favore della creazione di uno Stato ebraico in territorio palestinese, di conseguenza iniziano le prime ondate di migrazione da parte degli Ebrei verso la Palestina. Tale evento scatena il malcontento della popolazione locale, araba, dato che non volevano convivere con loro a causa di molteplici differenze culturali, religiose (i palestinesi sono di fede musulmana) ed economiche (gli ebrei con un ampio capitale acquistavano le terre dei palestinesi condannandoli alla povertà).
La nascita dello Stato di Israele
Nel 1948, tre anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale e quindi dopo l’ennesima persecuzione degli Ebrei, il Sionismo si concretizza: nasce lo Stato di Israele, che occupa il 56% della Palestina; questo accresce ancora di più la tensione già presente in precedenza. La situazione tra questi due stati coinvolge anche le altre nazioni arabe, che pensano che la creazione di Israele sia un complotto dell’Occidente. A seguito di varie guerre Israele occupa la totalità del territorio palestinese, in cambio di pace gli ebrei però decidono di consegnare alla Palestina dei territori tra i quali la striscia di Gaza, un piccolo territorio di 360 km², che però rimane in gran parte dipendente da Israele. Ben presto nella striscia di Gaza esplode il malcontento dei palestinesi, che si sentono oppressi da Israele. Il risultato è che nella striscia di Gaza viene fondata Hamas, un’organizzazione politica e paramilitare che inizia a compiere attacchi terroristici, principalmente attacchi suicidi, kamikaze, contro Israele. La questione tra Israele e Palestina rimane aperta anche ai giorni nostri.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del movimento sionista e quale obiettivo perseguiva?
- Qual è stato il ruolo della Gran Bretagna nella creazione dello Stato di Israele?
- Quali sono state le conseguenze della nascita dello Stato di Israele nel 1948?
- Come ha reagito la popolazione palestinese alla situazione nella striscia di Gaza?
Il movimento sionista, creato da Herzl nel 1896, mirava a donare una terra agli Ebrei, sparsi nel mondo, con la Palestina scelta per ragioni storico-bibliche, rappresentando la Terra Promessa.
Durante la Prima guerra mondiale, il governo britannico si impegnò a favore della creazione di uno Stato ebraico in Palestina, assumendo il controllo della regione dopo il crollo dell'Impero ottomano.
La nascita dello Stato di Israele, che occupava il 56% della Palestina, ha aumentato le tensioni con la popolazione araba locale e ha portato a conflitti con le nazioni arabe, percependo la creazione di Israele come un complotto occidentale.
Nella striscia di Gaza, il malcontento palestinese ha portato alla fondazione di Hamas, un'organizzazione che ha iniziato a compiere attacchi terroristici contro Israele, evidenziando la continua tensione tra le due comunità.