Concetti Chiave
- Il sionismo, nato alla fine dell'Ottocento per iniziativa di Theodor Herzl, mirava a riportare il popolo ebreo in Palestina e ristabilire il legame con la terra.
- Con l'immigrazione ebraica, si verificarono conflitti con i coltivatori arabi e nel 1948 fu proclamato lo Stato di Israele, dando inizio a una guerra con i paesi arabi circostanti.
- Israele sviluppò una potenza militare, affrontando diverse guerre con gli arabi e avviando trattative di pace, senza però fermare gli scontri.
- Gli accordi di Oslo del 1993 segnarono un passo significativo, con l'OLP che riconobbe Israele e si impegnò a rinunciare alla violenza in cambio dell'autogoverno nei territori occupati.
- La nascita dell'Autorità Nazionale Palestinese sotto la guida di Yasser Arafat rappresenta un tentativo di autogoverno da parte dei palestinesi, nonostante i continui contrasti e attentati.
Origini del sionismo
Il sionismo è un movimento nato alla fine dell'Ottocento da parte di un ebreo ungherese, Theodor Herzl, che si proponeva di avviare il ritorno in Palestina del popolo ebreo che era stato disperso per il mondo. Con il sionismo il popolo ebraico voleva liberarsi del peso di chi li aveva accusati di essere il popolo deicida e di avere l'unico ruolo di banchieri e usurai. Sfuggivano dai pogrom (massacri) e dalla Russia e volevano riconquistare il loro contatto con la terra. Nacque così il kibbutz, una specie di azienda agricola collettiva.
Conflitti iniziali e nascita di Israele
Inizialmente l'immigrazione non creò problemi, ma col tempo coloro che precedentemente erano stati i coltivatori arabi venivano allontanati dai nuovi venuti. Gli ebrei erano quindi coloro che modificarono l'equilibrio della regione: portarono con loro un'esperienza scientifica dei paesei progrediti e solitamente solo a loro era concesso un lavoro.
Ebrei e arabi palestinesi iniziarono così a combattersi.
Gli Inglesi cercarono di stabilire un accordo tra le due comunità e le Nazioni Unite per dividere il paese. Gli Arabi rifiutarono il piano ma lo stesso il 14 maggio 1948 gli ebrei proclamarono la nascita dello Stato d'Israele.
Lo stesso giorno i governi arabi entrarono in guerra con il nuovo stato. La guerra durò otto mesi con la vincita di Israele, che controllava così un territorio ancora più vasto di prima e 600.000 palestinesi dovettero rifugiarsi in paesi vicino abbandonando le loro case.
Guerre e trattative
Lo Stato d'Israele sviluppò una grande potenza militare e si scontrò altre volte con gli Arabi, nel 1956, 1967 e 1973. Dopo l'ultima guerra, vinta dagli Arabi, ci fu una fase di trattative fra Israele e l'Egitto, che ottenne la restituzione del Sinai, conquistato da Israele nel 1967, tuttavia gli scontri non cessarono e per anni il mondo arabo ha continuato a non riconoscere l'esistenza dello Stato di Israele. Le trattative tra israeliani e palestinesi continuavano, spesso interrotte da atti di violenza.
Accordi di Oslo e conseguenze
Colloqui segreti si svolgevano però a Oslo fra rappresentanti palestinesi (tra i quali Arafat) e il ministro degli esteri israeliano Shimon Peres. Finalmente il 13 settembre 1993 a Washington, l'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) con a capo Arafat e il premier israeliano Itzhak Rabin firmarono una dichiarazione di "valori". A nome dell'OLP, Arafat riconosceva lo Stato d'Israele e proclamava la rinuncia al terrorismo e ad ogni altro atto di violenza. Il governo israeliano riconosceva a sua volta l'OLP come rappresentante del popolo palestinese e dichiarava la propria intenzione di concedere ai palestinesi l'autogoverno nei territori occupati, da Gerico a Gaza. Quindi la striscia di Gaza fu un territorio che rimase in mano ai Palestinesi.
Nacque l'Autorità Nazionale Palestinese (l'ANP) con presidente Yasser Arafat, capo politico in Palestina.
In seguito ci furono ancora dei contrasti soprattutto da parte di Iraq, Siria. Da allora si succedono molti attentati, causando vittime tra la popolazione civile.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del sionismo e chi lo ha fondato?
- Quali furono le conseguenze dell'immigrazione ebraica in Palestina?
- Cosa accadde il 14 maggio 1948 e quali furono le reazioni?
- Quali furono i risultati degli Accordi di Oslo del 1993?
Il sionismo è un movimento nato alla fine dell'Ottocento, fondato da Theodor Herzl, un ebreo ungherese, con l'obiettivo di avviare il ritorno del popolo ebreo in Palestina, dopo secoli di dispersione e persecuzioni.
L'immigrazione ebraica inizialmente non creò problemi, ma col tempo portò all'allontanamento dei coltivatori arabi, modificando l'equilibrio della regione e dando origine a conflitti tra ebrei e arabi palestinesi.
Il 14 maggio 1948, gli ebrei proclamarono la nascita dello Stato d'Israele, ma subito dopo i governi arabi dichiararono guerra al nuovo stato, dando inizio a un conflitto che durò otto mesi e portò a un significativo esodo di palestinesi.
Gli Accordi di Oslo, firmati il 13 settembre 1993, portarono al riconoscimento reciproco tra l'OLP e Israele, con l'OLP che rinunciava al terrorismo e Israele che riconosceva l'OLP come rappresentante del popolo palestinese, dando avvio all'autogoverno palestinese nei territori occupati.