Concetti Chiave
- Il Biennio Rosso (1918-1920) si caratterizzò per un'onda di scioperi e lotte operaie a causa del fallimento delle industrie e dell'aumento della disoccupazione.
- Le lotte operaie portarono alla formazione di due leghe: la Lega Rossa, sostenuta dai socialisti, e la Lega Bianca, sostenuta dai cattolici, con richieste diverse ma unite nella lotta per migliori condizioni di lavoro.
- L'influenza socialista crebbe notevolmente, culminando in un aumento dei seggi del PSI in Parlamento e nella formazione di soviet, mentre il governo cercava di arginare le spinte rivoluzionarie.
- Le occupazioni industriali, come quella dell'Alfa Romeo, segnarono un momento cruciale per il movimento operaio, ma la mancanza di una guida efficace portò alla disgregazione del movimento stesso.
- La fondazione del Partito Popolare Italiano da parte di don Luigi Sturzo cercò di rappresentare i ceti influenzati dai parroci, ma la sua influenza diminuì con la successione di papa Pio IX.
Che cos'è il biennio rosso e le lotte operaie?
Dal 1918 al 1920 si ebbe poi quello che fu chiamato il Biennio Rosso, periodo in cui la grave situazione italiana portò all'esplosione di un ciclo di lotte operaie senza precedenti con un numero elevatissimo di scioperi. Questa situazione era dovuta principalmente al fallimento delle industrie, che contavano troppo sugli aiuti statali. Quanto queste si trovarono sul punto di fallire lo Stato cercò ancora una volta di salvarle per impedire il collasso del sistema industriale italiano, poiché esse non potevano contare sugli italiani, troppo poveri per garantire del consumo privato. Ciò portò all'aumento della disoccupazione a cui si sommarono anche l'inflazione e il crollo della lira, causando quindi un abbassamento del potere d'acquisto delle famiglie italiane.
Le leghe e le richieste sociali
Scoppiarono quindi numerose lotte operaie al fine di ottenere alcuni miglioramenti (riduzione della giornata lavorativa, aumenti salariali per far fronte al rincaro dei prezzi, condizioni di lavoro più umane ed altri ancora). Si formarono quindi due leghe: la Lega Rossa (capeggiata dai socialisti, guidava i braccianti della bassa padana) e la Lega Bianca (capeggiata dai cattolici, guidava i piccoli proprietari terrieri del centro nord). I primi chiedevano la socializzazione delle terre mentre i secondi difendevano lo sviluppo della società contadina. Nelle aree industrializzate le lotte operaie si unirono a quelle dei braccianti che, a differenza di quelli del sud Italia, non volevano terre ma un aumento dei salari e stabilità lavorativa.
Influenza socialista e crisi politica
Gli scontri furono durissimi tuttavia, nonostante i morti, si riuscirono ad ottenere importanti vantaggi come la giornata lavorativa di otto ore. Gli scontri tuttavia non furono solo di carattere economico in quanto i partiti sfruttarono l'occasione per fare della propaganda. Il PSI e la CGL (Confederazione Generale del Lavoro) cercarono di imitare il modello russo e in alcuni casi sorsero dei veri e propri soviet i quali requisirono i beni per darle alle famiglie bisognose. La rivoluzione, in quanto i massimalisti ebbero la meglio sulla fazione minimalista del partito, sembrava alle porte. L'influenza dei socialisti sul popolo era sempre più crescente, triplicando i loro seggi al Parlamento, e si richiamò così Giolitti, sostituendosi al governo Nitti, sperando nelle sue abilità di diplomatico al fine di fermare le spinte rivoluzionarie.
Occupazioni e compromessi
La crisi si ebbe nel 1920 quando gli operai dell'Alfa Romeo risposero alla serrata della fabbrica con l'occupazione di questa. A Torino vi furono altre occupazioni in quanto vi era l'Ordine Nuovo in cui spiccavano Gramsci, Terracini, Toglietti e Tasca i quali credevano fortemente nella forza dei consigli di fabbrica. La CGL e il PSI erano tuttavia incapaci di controllare e indirizzare un moto popolare così esteso, infatti il PSI rinunciò a prendere la guida del movimento e la CGL cercò di depotenziarlo. Alla guida di esso restava solo la FIOM (Federazione Italiana Operai Metallurgici) la cui resistenza non era destinata a durare. La fine delle occupazioni durò fino ad un compromesso (Giolittiano) il quale tuttavia non ricostituì un clima di armonia. Il suo riformismo moderato cominciò ad essere visto con molta sfiducia e i Fasci di Mussolini cominciarono ad essere presi in considerazione. Il fallimento del movimento operaio fu principalmente dovuto al fatto che non si unì né al movimento bracciante né con i ceti medi, i quali erano comunque colpiti dall'inflazione. Cominciò così per loro un periodo di frustrazione accompagnata da quella della piccola borghesia la quale vedeva di mal occhio gli operai che con le loro lotte potevano mettere in pericolo i loro privilegi e la grande borghesia considerata profittatrice di guerra i cui esponenti erano chiamati “pescicani” per la loro avidità e egoismo.
Fondazione del Partito Popolare Italiano
In questo clima venne fondato anche il PPI, Partito Popolare Italiano, ad opera di don Luigi Sturzo, esponente del cattolicesimo democratico italiano. Esso nacque in seguito all'abrogazione del non expedit, decreto della Santa Sede che negava la partecipazione politica ai cattolici. Tale partito si appoggiava su quei ceti maggiormente influenzati dai parroci e quindi dalla massa delle campagne ai piccoli commercianti. I punti fondamentali di questo movimento politico erano il rispetto della proprietà privata e una più equa distribuzione delle terre e una maggiore giustizia sociale mentre in politica estera esso aderiva ai punti wilsoniani. Con la successione del papa, con papa Pio IX, il PPI perse gran parte della sua influenza sui cattolici in quanto questo papa preferì rinforzare i contatti con gli altri partiti.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali del Biennio Rosso in Italia?
- Quali erano le principali richieste delle lotte operaie durante il Biennio Rosso?
- Come influenzò il socialismo la situazione politica italiana durante questo periodo?
- Quali furono le conseguenze delle occupazioni operaie nel 1920?
- Qual è stata la rilevanza della fondazione del Partito Popolare Italiano (PPI)?
Il Biennio Rosso, che si svolse dal 1918 al 1920, fu causato principalmente dal fallimento delle industrie, dall'aumento della disoccupazione, dall'inflazione e dal crollo della lira, che abbassarono il potere d'acquisto delle famiglie italiane.
Le lotte operaie miravano a ottenere miglioramenti come la riduzione della giornata lavorativa, aumenti salariali e condizioni di lavoro più umane, con la formazione di due leghe: la Lega Rossa e la Lega Bianca.
L'influenza socialista crebbe notevolmente, portando il PSI e la CGL a cercare di imitare il modello russo, con la creazione di soviet e un aumento dei seggi socialisti in Parlamento, mentre il governo cercava di fermare le spinte rivoluzionarie.
Le occupazioni, come quella dell'Alfa Romeo, segnarono un momento di grande mobilitazione operaia, ma la mancanza di un'adeguata guida da parte del PSI e della CGL portò a un compromesso giolittiano che non ristabilì l'armonia sociale.
Fondato da don Luigi Sturzo, il PPI nacque in un contesto di crisi e si basava su valori di giustizia sociale e rispetto della proprietà privata, ma perse influenza con la successione di papa Pio IX, che preferì rafforzare i legami con altri partiti.