Concetti Chiave
- Nel Lombardo-Veneto, le società segrete come la Carboneria e la Federazione Italiana si formavano sotto il dominio asburgico per perseguire istanze rivoluzionarie.
- Mazzini criticò le società segrete, sostenendo che la loro segretezza ostacolava la consapevolezza popolare e il coordinamento necessario per il successo delle rivolte.
- Le attività ribelli nel Piemonte portarono all'abdicazione di Vittorio Emanuele I, con Carlo Alberto che concesse una costituzione, seppur temporaneamente.
- Il ritorno di Carlo Felice e l'intervento austriaco resero vana la concessione della costituzione, riportando la situazione al precedente stato di repressione.
- Le società segrete affrontarono rischi mortali, ma furono ostacolate da delazioni che portarono all'arresto di molti dei loro membri, tra cui Silvio Pellico.
Le società segrete nel Lombardo-Veneto
Nel Lombardo-Veneto, sotto gli Asburgo, si erano formate le società segrete (con istanze rivoluzionarie più o meno moderate) della Carboneria (il cui nome deriva da un' associazione artigiana francese che riuniva carbonai, boscaioli e contrabbandieri per un reciproco aiuto e da loro prese anche il suo gergo dato che si parlava di vendita di carbone, fare il carbone nel bosco, liberare la foresta dai lupi) e della Federazione Italiana, che a volte agivano insieme sapendo di dover affrontare rischi mortali perché la libertà può essere ottenuta solo attraverso le cospirazioni.
Critiche di Mazzini e fallimenti
Ricevettero la critica di Mazzini, che all’inizio era un carbonaro, che le ha accusate di essere uno dei motivi principali per cui i moti non hanno portato conseguenze siccome la segretezza non permette un centralismo né una consapevolezza popolare e dunque un coordinamento facile e univoco. La segretezza rendeva difficile mettersi d’accordo! I loro progetti vennero scoperti prima di essere messi in atto perché ci fu un delatore che informò gli Asburgo: i rivoluzionari vennero imprigionati, e tra questi si trovava anche Silvio Pellico, che scrisse in carcere.
Rivolte in Piemonte e conseguenze
In PIEMONTE, sotto la dinastia Savoia, i ribelli ammutinarono l’esercito e costrinsero Vittorio Emanuele I ad abdicare in favore del fratello Carlo Felice; questi, tuttavia, al momento non era in Italia e dunque assunse la reggenza suo nipote Carlo Alberto che, simpatizzando per le istanze rivoluzionarie, concesse una costituzione. Al ritorno di Carlo Felice, però, questa venne revocata e con l’arrivo degli austriaci la situazione venne riordinata come se nulla fosse successo.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali società segrete attive nel Lombardo-Veneto sotto gli Asburgo?
- Quali critiche Mazzini mosse alle società segrete?
- Quali furono le conseguenze delle rivolte in Piemonte?
Le principali società segrete erano la Carboneria e la Federazione Italiana, che si formavano con istanze rivoluzionarie e operavano in segreto per ottenere la libertà, affrontando rischi mortali (testo).
Mazzini criticò le società segrete per la loro segretezza, sostenendo che questa impediva un coordinamento efficace e una consapevolezza popolare, contribuendo così ai fallimenti dei moti rivoluzionari (testo).
Le rivolte in Piemonte portarono all'abdicazione di Vittorio Emanuele I e alla concessione di una costituzione da parte di Carlo Alberto, ma questa venne revocata al ritorno di Carlo Felice e la situazione tornò alla normalità con l'arrivo degli austriaci (testo).