Concetti Chiave
- Negli anni della Repubblica di Weimar, la Germania era caratterizzata da forze democratiche divise e governi fragili, incapaci di stabilire maggioranze stabili.
- Hitler, tornato dalla prigione, utilizzò la violenza e la propaganda con il supporto di squadre paramilitari come le SA e le SS per terrorizzare gli oppositori e consolidare il suo potere.
- Il 30 gennaio 1933, il presidente Hindenburg nominò Hitler cancelliere, segnando l'inizio della sua ascesa al potere legale ma autoritaria.
- Dopo l'incendio del Reichstag del 27 febbraio 1933, Hitler sfruttò l'emergenza per reprimere i comunisti e ottenere pieni poteri, avviando la dittatura nazista.
- Molti intellettuali, tra cui Freud e Einstein, fuggirono in esilio in risposta alla follia del regime nazista e alla repressione della libertà di pensiero.
Divisioni politiche in Germania
In quegli anni la Germania aveva forze democratiche divise. In parlamento i partiti non riuscivano a dar vita a maggioranza stabili e di conseguenza i governi erano fragili. Dopo l’uscita dal carcere Hitler non aveva abbandonato la strada della violenza per affermare i propri ideali. Insieme con la propaganda politica, egli sfruttò l’aiuto di squadre paramilitari analoghe a quelle fasciste, ma meglio organizzate . Le SA (squadre d’assalto) e le SS ( squadre di protezione) operarono in tutto il paese, dando vita a vere azioni terroristiche contro gli oppositori ed esercitando forti pressioni su tutti coloro che mostravano diffidenza nei confronti del partito nazista.
Ascesa di Hitler al potere
Dopo il successo dei nazisti delle elezioni del 1932, il conservatore Paul Ludwig von Hindenburg, presidente delle repubblica di Weimar, si trovò costretto a nominare Hitler cancelliere, cioè capo del governo: era il 30 gennaio 1933.
Consolidamento del potere nazista
Come Mussolini in Italia, anche Hitler era giunto al governo in modo, formalmente legale. Ma il nuovo cancelliere non poteva tollerare di condividere il potere con altri e il governo di coalizione che guidava doveva rappresentare una veloce fase transitoria. Voleva essere il capo unico del popolo tedesco.
Repressione e dittatura
Il 27 febbraio 1933 venne incendiato il palazzo del Reichstag. Il governo addossò la responsabilità ai comunisti e, il giorno seguente emanò un decreto d’emergenza con il quale la polizia assumeva straordinari, mentre venivano sospese le garanzie di libertà previste dalla costituzione. Hitler ebbe così il pretesto per scatenare in tutti il paese una tremenda ondata di repressione anticomunista. Nel mese di marzo, una seconda consultazione elettorale assicurò al partito nazionalsocialista il 43,9% dei voti. Ora Hitler era sufficientemente forte per attuare i suoi programmi. Il 23 Marzo vennero espulsi dal Parlamento gli 80 deputati comunisti appena eletti. Poi, con le eccezioni dei socialdemocratici, venne approvata una legge che concedeva a Hitler i “pieni poteri”. Era all’inizio della dittatura. In questo contesto di illegalità, autorità in campo scientifico e letterario (Freud, Mann, e Einstein), riconosciuta la follia nazista, fuggirono in esilio. Dal punto di vista politico e militare, invece, molti ufficiali contraddetti dal Hitler ed esautorati dalla nazificazione, tentarono alcune sommosse contro il Fuhrer (operation Walkure) ma, tutte con esiti fallimentari.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali forze politiche in Germania prima dell'ascesa di Hitler?
- Come riuscì Hitler a consolidare il suo potere dopo essere diventato cancelliere?
- Quali furono le conseguenze dell'incendio del Reichstag nel 1933?
In quegli anni, la Germania era caratterizzata da forze democratiche divise, con partiti incapaci di formare maggioranze stabili, portando a governi fragili.
Dopo la sua nomina a cancelliere il 30 gennaio 1933, Hitler non tollerò di condividere il potere e, attraverso una serie di manovre politiche e repressioni, ottenne i "pieni poteri" il 23 marzo, avviando così la dittatura.
L'incendio del Reichstag il 27 febbraio 1933 fornì a Hitler il pretesto per scatenare una repressione anticomunista, sospendendo le libertà costituzionali e permettendo l'espulsione dei deputati comunisti dal Parlamento.