Concetti Chiave
- Dopo l'unificazione del 1861, l'Italia affrontò sfide come la regolazione dei rapporti con la Chiesa e un deficit di bilancio dovuto alle spese per l'unificazione.
- La Sinistra storica, al potere dal 1876, introdusse importanti riforme come l'ampliamento del diritto di voto e l'obbligatorietà dell'istruzione elementare.
- Il periodo di trasformismo portò a corruzione e degrado morale, mentre l'Italia rimaneva un paese economicamente arretrato, prevalentemente agricolo.
- Le politiche di protezionismo e finanziamento promosse dalla Sinistra favorirono l'industrializzazione, con la nascita di monopoli e oligopoli nel mercato.
- Sotto la guida di Giovanni Giolitti, dal 1903 al 1914, l'Italia conobbe riforme sociali e politiche, tra cui l'approvazione del suffragio universale maschile nel 1912.
Unificazione e sfide iniziali
Dopo la proclamazione del Regno d’Itali (1861), il processo di unificazione nazionale prosegui nel fino al 1870 quando Roma divenne capitale del Regno(Breccia di Porta Pia).
Lo Stato approvò la Legge di Guarentigie, per regolare i rapporti con la Chiesa, ma il Papa Pio IX non accettò la nuova situazione e nel 1874 emanò il Non Expedit(“non conveniente”) , vietò ai cattolici italiani di partecipare alle elezioni e alla vita politica dello Stato italiano.
Il governo della Destra doveva organizzare il nuovo stato e decidere quali istituzioni e leggi dare alla nuova Italia.
Lo statuto Albertino divenne la nuova Costituzione(“legge fondamentale di uno Stato”), istituioto nel1848 con Carlo Alberto, rimane in vigore fino al 1946.
Le Camere dei Deputati era eletta a suffragio censitorio (in base al redito 2%)
Il Re aveva ancora un ruolo importante(esercitava il potere legislativo, aveva diritto di veto, conduceva la politica estera…).
Dal punto di vista territoriale lo Stato era diviso in regioni con a capo dei Prefetti e dei Sindaci nominati dallo Stato.
Dal punto di vista economico lo Stato dovette affrontare un Defict del Bilancio derivato dalle spese sostenute per l’unificazione.
Per rimediare a questa situazione Quintino Sella attuò un forte aumento del prelievo fiscale, soprattutto delle imposte indirette( es. Tassa sul macinato).
Riforme della sinistra storica
Dal 1876 subentrò la Sinistra storica, che imboccarono la via delle riforme e dell’industrializzazione del paese.
Le riforme più importanti che attuarono furono:
-ampliamento del diritto di voto;
-obbligatorietà dell’istruzione elementare (Legge Coppino);
-eleggibilità dei sindaci;
-abolizione della Tassa sul macinato;
iniziò un periodo segnato dal trasformismo( la tendenza a cambiare schieramenti sulla base di interessi particolari e clientelari), dal degrado morale e della corruzione.
L’Italia era un paese economicamente arretrato, prevalentemente agricolo con poche attività industriali( settore tessile, alimentare e meccanica leggera).
La Sinistra favori questo "Decollo Industriale", attraverso:
Politiche coloniali e industriali
-Politiche di protezionismo (aumento delle tariffe doganali, nascita dei mercati controllati da singole imprese, monopoli, o da un ristretto numero di imprese, oligopoli)
-Politiche di finanziamento(commesse pubbliche)
Negli ultimi anni dell’ottocento le nazioni europee dettero nuovo impulso all’imperialismo coloniale. Con la Conferenza di Berlino le potenze Europee si spartirono L’Africa. Anche l’Italia si lancio in guerre di conquista, che si conclusero con una serie si sconfitte (Eritrea, Adua…); solo nel 1912 l’Italia ottenne un suo possedimento coloniale con l’occupazione della Libia.
Sviluppo sindacale e età giolittiana
Con lo sviluppo dell’industria, si formarono anche in Italia organizzazioni sindacali e politiche degli operai e dei contadini salariati.
Nel 1892 nacque il Partito dei lavoratori( di ispirazione marxista), divenuto più avanti Partito socialista italiano.
Alle lotte sociali dei seti proletari, il governo guidato da Francesco Crispi rispose con misure repressive, come nel 1898 a Milano, dove l’esercito ebbe l’ordine di sparare sulla folla durante una manifestazione.
Giovanni Giolitti che copri la carica di capo del governo dal 1903 al 1914, rinunciò alla repressione dei conflitti sociali e avviò riforme sociali e politiche, facendo approvare, nel 1912, il suffragio Universale maschile.
Nell’età giolittiana ‘Italia conobbe un notevole sviluppo industriale , specie al Nord il Sud restava arretrato.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali sfide affrontate dall'Italia dopo l'unificazione nel 1861?
- Quali riforme significative furono introdotte dalla Sinistra storica?
- Come si manifestò il trasformismo durante il periodo della Sinistra storica?
- Quali politiche coloniali adottò l'Italia alla fine del XIX secolo?
- Quali furono le principali caratteristiche dell'età giolittiana?
Dopo l'unificazione, l'Italia dovette affrontare la resistenza della Chiesa, rappresentata dal Non Expedit di Papa Pio IX, e la necessità di organizzare un nuovo stato con istituzioni e leggi adeguate, mentre si trovava in una situazione di deficit economico.
La Sinistra storica, a partire dal 1876, introdusse riforme come l'ampliamento del diritto di voto, l'obbligatorietà dell'istruzione elementare, l'eleggibilità dei sindaci e l'abolizione della Tassa sul macinato, promuovendo anche l'industrializzazione del paese.
Il trasformismo si manifestò come una tendenza a cambiare schieramenti politici in base a interessi particolari e clientelari, contribuendo a un degrado morale e alla corruzione all'interno della politica italiana.
Negli ultimi anni dell'Ottocento, l'Italia intraprese politiche coloniali e industriali, cercando di espandere il proprio impero attraverso guerre di conquista, che inizialmente portarono a sconfitte, fino all'occupazione della Libia nel 1912.
L'età giolittiana, sotto la guida di Giovanni Giolitti (1903-1914), si caratterizzò per un notevole sviluppo industriale, l'abbandono della repressione dei conflitti sociali e l'introduzione del suffragio universale maschile nel 1912, evidenziando un divario tra Nord e Sud.